C’è tempo fino al 31 dicembre per i datori di lavoro che non hanno ancora trasmesso all’Inps i dati utili per il pagamento delle Casse integrazioni che scadevano tra il 31 gennaio e il 30 settembre 2021. Ma c’è di più: le domande che sono state trasmesse tardivamente saranno comunque considerate valide a patto che siano state inviate entro il 20 dicembre, data in cui sarà convertito in legge il decreto fisco-lavoro. Una buona notizia per gli imprenditori, soprattutto per quelli dei pubblici esercizi, particolarmente coinvolti dalla questione cassa integrazione.

Proroga per le domande Cig Manna per i pubblici esercizi: prorogati i termini per chiedere la cassa integrazione
Proroga per le domande Cig


A maggior ragione dopo il caos generato dall’Inps, il quale con una circolare ha annunciato che i lavoratori licenziati dopo il 30 giugno potrebbero non ricevere la Naspi, qualora il datore di lavoro non abbia attivato ed utilizzato la cassa integrazione per nodi “tecnici” assai discutibili.

 

Cosa prevede la proroga


Sul fronte della proroga invece, è stata possibile grazie all’articolo 11-bis del Dl 146/2021 introdotto da un emendamento approvato dal Senato con cui si aprono due scenari: da una parte si riapre la possibilità di presentare gli Sr41 (ovvero i modelli che le aziende devono inviare all’Inps per comunicare i corretti dati ai fini del pagamento corretto delle integrazioni salariali e per l’accredito dell’estratto contributivo del lavoratore delle contribuzione figurativa); dall’altro si riaprono i termini dei flussi uniemens, denuncia del datore di lavoro all’Inps, qualora si parli di conguaglio. In ultimo, si sanano gli invii fuori tempo massimo delle domande Cig ammesse per la crisi Covid-19.

Cosa fare con le domande rigettate

Una misura resa possibile da un fondo ad hoc di 10 milioni di euro stanziato in seguito ad una proposta presentata dal consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro per tutelare le realtà lavorative che si sono ritrovati invischiati nel caos regolamentare generato dall’Inps nel corso della pandemia.
Per quanto riguarda le domande rigettate nei mesi passati in quanto tardive, non dovrebbe essere necessario ripresentarle. Al contrario, è opportuno presentare ancora le domande rifiutate per motivi diversi da quelli temporali. L’Inps garantisce tempi extra-rapidi per l’autorizzazione delle domande che perverranno entro il 31 dicembre.