Embargo, aiuti in arrivo per l’Italia. Agrinsieme: «Produttori più sollevati!»
Dall’Unione europea sono in arrivo delle misure straordinarie per risollevare il settore ortofrutticolo dalla crisi causata dall’embargo russo. In Italia saranno ritirati dal mercato dei prodotti in esubero,
Dopo che la Commissione europea a Bruxelles ha presentato al competente Comitato di gestione il progetto di regolamento europeo per nuove misure a favore del settore ortofrutticolo colpito dall’embargo russo, le associazioni di rappresentanza dei produttori e agricoltori hanno espresso la loro soddisfazione. Per prima Agrinsieme, che rappresenta il coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari, che dichiara che grazie al lavoro e all’impegno del Mipaaf si stanno avendo risposte tempestive.

Dopo che circa un anno fa, il 7 agosto 2014, la Russia ha bloccato le importazioni di prodotti alimentari provenienti da quei Paesi dell’Ue, che avevano adottato sanzioni contro Mosca in risposta al conflitto in Ucraina, il settore agroalimentare dei Paesi in questione ha subito un duro colpo. L’Unione europea è intervenuta stanziando vari aiuti a favore degli Stati membri colpiti dall’embargo, tra i quali ricordiamo vari finanziamenti, fino a 30 milioni di euro, a sostegno di vari settori, come quello delle pesche e quello lattiero caseario.
In questi giorni in Italia, si intravede uno spiraglio di luce, che consiste nel ritiro dal mercato dei prodotti in esubero, destinati agli indigenti, mancata raccolta e raccolta verde. Per l’Italia è previsto un plafond di ritiri complessivo di circa 50mila tonnellate di prodotto e in particolare di: mele e pere (17.500 tonnellate), pesche e nettarine (9.200 tonnellate), agrumi (3.300 tonnellate), susine kiwi e uva da tavola (15.300 tonnellate) e altri ortaggi (650 tonnellate). A questo si aggiunge anche un ulteriore plafond da 3mila tonnellate che può essere gestito a livello nazionale.
«Abbiamo chiesto fortemente un intervento della Commissione - ha affermato il Ministro Maurizio Martina - che potesse andare incontro alle aziende danneggiate dall’embargo russo. Si tratta di una risposta necessaria, che conferma i quantitativi che erano previsti per i nostri produttori lo scorso anno e introduce il ritiro di pesche e nettarine come da noi richiesto anche nell’ultimo Consiglio a Bruxelles».
«L’attivazione di questo sostegno - continua Martina - è frutto anche del grande lavoro fatto già da maggio dal Ministero insieme a Francia e Spagna nell’ambito del Comitato misto. Le misure, poi, consentono la donazione agli indigenti della frutta che non va sul mercato e mi auguro che gran parte dei quantitativi possa essere destinato a questa finalità. Sullo sfondo resta comunque la necessità di intervenire presto in Europa per aggiornare gli strumento di contrasto alle crisi del settore, per essere davvero in linea con le esigenze delle imprese». Il provvedimento passerà ora all’esame del collegio dei Commissari e si prevede una sua approvazione finale entro il 31 luglio in modo che sia operativo già a inizio agosto. La sua durata è fino al 30 giugno 2016.
Agrinsieme: Lavorare su nuove politiche di sostegno
«Valutiamo positivamente le proposte della Commissione al competente Comitato di gestione di estendere le misure straordinarie per il settore ortofrutticolo a seguito della decisione della Russia di prorogare l’embargo. Grazie al grande lavoro e all’impegno che il Mipaaf ha da mesi dedicato alla questione, si sta ottenendo l’estensione delle misure di crisi fino a giugno 2016», lo afferma Agrinsieme in una nota, spiegando che, tra le novità più importanti, c’è l’assegnazione di un quantitativo specifico per possibili ritiri di pesche e nettarine oltre che per susine, uva da tavola, agrumi, mele, pere e alcune verdure.
«Anche il Commissario europeo all’Agricoltura Phil Hogan - ricorda il coordinatore nazionale di Agrinsieme, Dino Scanavino - ci aveva assicurato il suo impegno nel corso della sua visita ufficiale a Roma qualche settimana fa, quando lo avevamo sollecitato proprio sulla necessità di procedere con una proroga delle misure di crisi, per evitare che i provvedimenti venissero deliberati, come accaduto la scorsa estate, a campagna produttiva ormai finita».
«Questi interventi potranno contribuire a dare sollievo ai produttori e alle cooperative - continua Scanavino - togliendo dal mercato europeo quantitativi di prodotto che, non potendo raggiungere la Russia, appesantiscono l’offerta interna con conseguenze al ribasso sui prezzi».
Agrinsieme sottolinea come sul piano nazionale, intanto, occorra lavorare su politiche di sostegno al settore per rafforzare l’aggregazione e ridurre gli squilibri tra le diverse aree produttive italiane. Fondamentale sarà anche far leva su azioni di promozione ai consumi di ortofrutta “made in Italy”, come quella avviata proprio in questi giorni dall’Organizzazione interprofessionale ortofrutta Italia, patrocinata dal ministero delle Politiche agricole, per favorire il consumo di pesche e nettarine durante questo periodo, che rappresenta il picco di produzione nazionale.

Dopo che circa un anno fa, il 7 agosto 2014, la Russia ha bloccato le importazioni di prodotti alimentari provenienti da quei Paesi dell’Ue, che avevano adottato sanzioni contro Mosca in risposta al conflitto in Ucraina, il settore agroalimentare dei Paesi in questione ha subito un duro colpo. L’Unione europea è intervenuta stanziando vari aiuti a favore degli Stati membri colpiti dall’embargo, tra i quali ricordiamo vari finanziamenti, fino a 30 milioni di euro, a sostegno di vari settori, come quello delle pesche e quello lattiero caseario.
In questi giorni in Italia, si intravede uno spiraglio di luce, che consiste nel ritiro dal mercato dei prodotti in esubero, destinati agli indigenti, mancata raccolta e raccolta verde. Per l’Italia è previsto un plafond di ritiri complessivo di circa 50mila tonnellate di prodotto e in particolare di: mele e pere (17.500 tonnellate), pesche e nettarine (9.200 tonnellate), agrumi (3.300 tonnellate), susine kiwi e uva da tavola (15.300 tonnellate) e altri ortaggi (650 tonnellate). A questo si aggiunge anche un ulteriore plafond da 3mila tonnellate che può essere gestito a livello nazionale.
«Abbiamo chiesto fortemente un intervento della Commissione - ha affermato il Ministro Maurizio Martina - che potesse andare incontro alle aziende danneggiate dall’embargo russo. Si tratta di una risposta necessaria, che conferma i quantitativi che erano previsti per i nostri produttori lo scorso anno e introduce il ritiro di pesche e nettarine come da noi richiesto anche nell’ultimo Consiglio a Bruxelles».
«L’attivazione di questo sostegno - continua Martina - è frutto anche del grande lavoro fatto già da maggio dal Ministero insieme a Francia e Spagna nell’ambito del Comitato misto. Le misure, poi, consentono la donazione agli indigenti della frutta che non va sul mercato e mi auguro che gran parte dei quantitativi possa essere destinato a questa finalità. Sullo sfondo resta comunque la necessità di intervenire presto in Europa per aggiornare gli strumento di contrasto alle crisi del settore, per essere davvero in linea con le esigenze delle imprese». Il provvedimento passerà ora all’esame del collegio dei Commissari e si prevede una sua approvazione finale entro il 31 luglio in modo che sia operativo già a inizio agosto. La sua durata è fino al 30 giugno 2016.
Agrinsieme: Lavorare su nuove politiche di sostegno
«Valutiamo positivamente le proposte della Commissione al competente Comitato di gestione di estendere le misure straordinarie per il settore ortofrutticolo a seguito della decisione della Russia di prorogare l’embargo. Grazie al grande lavoro e all’impegno che il Mipaaf ha da mesi dedicato alla questione, si sta ottenendo l’estensione delle misure di crisi fino a giugno 2016», lo afferma Agrinsieme in una nota, spiegando che, tra le novità più importanti, c’è l’assegnazione di un quantitativo specifico per possibili ritiri di pesche e nettarine oltre che per susine, uva da tavola, agrumi, mele, pere e alcune verdure.
«Anche il Commissario europeo all’Agricoltura Phil Hogan - ricorda il coordinatore nazionale di Agrinsieme, Dino Scanavino - ci aveva assicurato il suo impegno nel corso della sua visita ufficiale a Roma qualche settimana fa, quando lo avevamo sollecitato proprio sulla necessità di procedere con una proroga delle misure di crisi, per evitare che i provvedimenti venissero deliberati, come accaduto la scorsa estate, a campagna produttiva ormai finita».
«Questi interventi potranno contribuire a dare sollievo ai produttori e alle cooperative - continua Scanavino - togliendo dal mercato europeo quantitativi di prodotto che, non potendo raggiungere la Russia, appesantiscono l’offerta interna con conseguenze al ribasso sui prezzi».
Agrinsieme sottolinea come sul piano nazionale, intanto, occorra lavorare su politiche di sostegno al settore per rafforzare l’aggregazione e ridurre gli squilibri tra le diverse aree produttive italiane. Fondamentale sarà anche far leva su azioni di promozione ai consumi di ortofrutta “made in Italy”, come quella avviata proprio in questi giorni dall’Organizzazione interprofessionale ortofrutta Italia, patrocinata dal ministero delle Politiche agricole, per favorire il consumo di pesche e nettarine durante questo periodo, che rappresenta il picco di produzione nazionale.

