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Con tutta la simpatia per la bella e grintosa deputata campana, le dimissioni da Ministro ce le saremmo aspettate un po’ prima. Accusare poi il Presidente del Consiglio di non averla difesa per i suoi comportamenti di quando era capocorrente berlusconiana e si occupava indebitamente di affari legati alla sanità, ci sembra quantomeno una forzatura.

Che Nunzia De Girolamo sia stata oggetto di un’azione politica per screditarla è indubbio. E finché non sarà provata una sua colpevolezza nell’inchiesta in corso per noi resta innocente. Ma è altrettanto certo che la sua credibilità come Ministro e la sua libertà d’azione sono state fortemente limitate da questa vicenda che in realtà potrebbe coinvolgere decine di parlamentari italiani che si impicciano un po’ troppo in questioni delle Asl (dall’acquisto delle garze alle nomine dei primari). E tutto questo mentre la filiera agroalimentare italiana attende da anni di essere posta al centro delle strategie di sviluppo dell’Italia, che anche sotto la sua gestione non hanno visto la luce...

Nonostante il dinamismo della simpatica esponente del Nuovo centro destra, il ministero delle Politiche agricole non è di fatto uscito dal cono d’ombra in cui sembra da anni confinato. Decine di società con amministratori dai rimborsi stratosferici sfornano progetti che non trovano realizzazione, ma continuano a gravitare attorno ai Ministri che si sono succeduti (5 in 5 anni), senza che si vedano grandi risultati. E intanto subiamo i contraccolpi dei finti prodotti made in Italy in tutto il mondo o perdiamo contributi milionari dell’Europa.

Serve finalmente un Ministro di peso. Una figura della statura di Giovanni Marcora, capace ai tempi della Prima Repubblica di porre l’agricoltura al centro del dibattito nazionale. La ristorazione e l’ospitalità italiana (anche in vista di Expo 2015) attendono di essere coinvolte in un progetto strategico di respiro nazionale che Enrico Letta deve affidare a una personalità forte. Se dalle dimissioni di un ministro chiacchierato non prendiamo l’occasione per fare un salto di qualità, purtroppo, come diciamo da tempo, è meglio che anche il resto del Governo se ne vada a casa.