Un voto per dare forza all’enogastronomia, motore dello sviluppo
L'agroalimentare deve diventare centrale per l’economia. Con il sondaggio sul Personaggio dell’anno, Italia a Tavola richiama l’attenzione sul settore, invitando la rete a scegliere esempi positivi di professionalità
È il momento che l’enogastronomia (e più in generale tutta la filiera agroalimentare) si prenda il giusto posto nell’economia italiana. Il recente blocco al Brennero di Tir con prodotti taroccati non è solo un segnale che la crisi colpisce anche la campagne. Questa versione un po’ tendenziale dell’iniziativa di Coldiretti è infatti assolutamente riduttiva, anche se parzialmente vera. Se persino il ministro delle Politiche agricole scende in strada a fianco dei contadini che protestano, suscitando con questo la reazione negativa di alcuni industriali e mercanti, vuol dire che qualcosa da cambiare - e tanto - c’è realmente. E questo al di là che anche in agricoltura si senta la crisi.
Troppe merci, anche di provenienza europea, sono tarocche e non in regola con le norme pur lassiste dell’Unione. A pagarne le spese, anche in termini di salute, sono i cittadini e più in generale i produttori onesti, sottoposti a concorrenze sleali. È forse inutile raccontarci ogni giorno che siamo il primo Paese in Europa per numero di Dop se poi non sappiamo proteggere questo valore assoluto che abbiamo ricevuto in eredità da generazioni. E ancor peggio è lasciare che su questo primato ci speculino sistemi produttivi e distributivi senza scrupoli. I nostri prosciutti sono certamente buoni e i migliori del mondo, ma se due cosce su tre provengono dall’estero, forse sarebbe meglio tracciarne la provenienza e lasciare al consumatore la possibilità di scegliere con più accortezza.
In generale è tutto un sistema produttivo oggi frazionato fra agricoltori (grandi e piccoli), artigiani, commercianti ed industriali che andrebbe rivisto per dargli la possibilità di essere più integrato e forte. Avremmo più posti di lavoro, occasioni di sviluppo e possibilità di esportazione.
L’obiettivo è portare la Tavola, con tutti i suoi protagonisti, a fattore centrale di un nuovo sviluppo capace di integrare salute, benessere, turismo e cultura. È anche per queste motivazioni che da anni Italia a Tavola promuove il sondaggio sul Personaggio dell’anno dell’enogastronomia e della ristorazione. Richiamando l’attenzione su alcuni protagonisti del settore, attraverso una formula giocosa come la ricerca di un consenso in Internet, vogliamo dare visibilità e valore al lavoro di professionisti che già lavorano in questa direzione, senza che vi sia però una progetto delle istituzioni. Nemmeno il sempre più vicino evento dell’Expo 2015 sembra schiodare la politica dal mettere il cibo al centro della sua agenda.
Non è casuale che il nostro sondaggio in pochi anni sia diventato l’evento più seguito sul web e sui mass media italiani (i 107mila votanti della scorsa edizione sono un record in Italia per il web). Non proponiamo improbabili graduatorie di valore, ma ci prefiggiamo solo di richiamare l’attenzione su valori centrali per la Cultura e l’economia del nostro Paese. I lettori scelgono col loro voto chi nell’anno è stato più capace di essere un esempio in positivo. E L’Italia ha proprio bisogno di tanta positività.
Troppe merci, anche di provenienza europea, sono tarocche e non in regola con le norme pur lassiste dell’Unione. A pagarne le spese, anche in termini di salute, sono i cittadini e più in generale i produttori onesti, sottoposti a concorrenze sleali. È forse inutile raccontarci ogni giorno che siamo il primo Paese in Europa per numero di Dop se poi non sappiamo proteggere questo valore assoluto che abbiamo ricevuto in eredità da generazioni. E ancor peggio è lasciare che su questo primato ci speculino sistemi produttivi e distributivi senza scrupoli. I nostri prosciutti sono certamente buoni e i migliori del mondo, ma se due cosce su tre provengono dall’estero, forse sarebbe meglio tracciarne la provenienza e lasciare al consumatore la possibilità di scegliere con più accortezza.
In generale è tutto un sistema produttivo oggi frazionato fra agricoltori (grandi e piccoli), artigiani, commercianti ed industriali che andrebbe rivisto per dargli la possibilità di essere più integrato e forte. Avremmo più posti di lavoro, occasioni di sviluppo e possibilità di esportazione.
L’obiettivo è portare la Tavola, con tutti i suoi protagonisti, a fattore centrale di un nuovo sviluppo capace di integrare salute, benessere, turismo e cultura. È anche per queste motivazioni che da anni Italia a Tavola promuove il sondaggio sul Personaggio dell’anno dell’enogastronomia e della ristorazione. Richiamando l’attenzione su alcuni protagonisti del settore, attraverso una formula giocosa come la ricerca di un consenso in Internet, vogliamo dare visibilità e valore al lavoro di professionisti che già lavorano in questa direzione, senza che vi sia però una progetto delle istituzioni. Nemmeno il sempre più vicino evento dell’Expo 2015 sembra schiodare la politica dal mettere il cibo al centro della sua agenda.
Non è casuale che il nostro sondaggio in pochi anni sia diventato l’evento più seguito sul web e sui mass media italiani (i 107mila votanti della scorsa edizione sono un record in Italia per il web). Non proponiamo improbabili graduatorie di valore, ma ci prefiggiamo solo di richiamare l’attenzione su valori centrali per la Cultura e l’economia del nostro Paese. I lettori scelgono col loro voto chi nell’anno è stato più capace di essere un esempio in positivo. E L’Italia ha proprio bisogno di tanta positività.


