144 candidati per dare voce all’enogastronomia
Il nostro sondaggio, che in pochi anni è diventato l’evento più seguito su web e mass media, non vuole stilare graduatorie di valore, ma richiamare l’attenzione su valori centrali per la Cultura e l’economia del Paese
Twitter, Facebook, ma anche le mail e le più tradizionali telefonate. In questi giorni c’è un motivo in più per fare segnalazioni e scambiarsi opinioni. L’occasione, scusate se ci autocitiamo, è ovviamente fornita dal sondaggio Personaggio dell’anno 2013 con cui Italia a Tavola fa scegliere ai lettori e al popolo della rete chi ha saputo dare più valore all’enogastronomia col suo lavoro nel corso dell’anno. E già dalle prime ore di apertura del voto online è partito il tam tam che caratterizza quello che, pur con obiettivi importanti, resta pur sempre un gioco ed un’occasione per conoscersi meglio fra addetti ai lavori e per presentare tutti quanti all’opinione pubblica.
Quest’anno abbiamo portato a ben 144 i candidati fra cui scegliere, inserendo per la prima volta anche la sezione dei barman. Con ciò riteniamo di poter offrire un ventaglio il più possibile completo di chi (esclusi i produttori) lavora attorno alla “tavola” per accrescere l’importanza di un settore strategico per lo sviluppo del nostro Paese. A fianco di chi trasforma il cibo, di chi lo serve e lo abbina al vino o alla birra, di chi scrive o si impegna in prima persona per promuovere il settore, ora c’è quindi anche chi si occupa degli aperitivi o dei fuori pranzo. Tutti professionisti che hanno come elemento comune il cibo e l’alimentazione.
Il nostro sondaggio, che in pochi anni è diventato l’evento più seguito sul web e sui mass media italiani (i 107mila votanti della scorsa edizione sono un record in Italia per Internet), non vuole stilare improbabili graduatorie di valore, ma solo richiamare l’attenzione su valori centrali per la Cultura e l’economia del nostro Paese. E lo fa con una modalità che non vuole essere una competizione per scegliere chi è più bravo, ma solo per segnalare professionisti che, ciascuno nel loro campo, contribuiscono ad innalzare l’immagine dell’enogastronomia italiana. I lettori scelgono col loro voto chi nell’anno è stato più capace di essere un esempio in positivo.
Ci spiace per i molti che ci hanno magari chiesto di entrare in lista, ma già 36 candidati per ciascuna sezione sono molti e l’unica selezione fatta dalla nostra commissione, che vigila anche sulla regolarità del voto, riguarda la raccolta dei suggerimenti (vere e proprie primarie informali) pervenuti dai nostri lettori nei giorni precedenti la presentazione delle liste. In tantissimi avrebbe meritato di esserci, alcuni anche amici personali di chi scrive, ma le regole impongono a volte dei sacrifici.
Ora tutto è più che mai nelle mani dei lettori, che contiamo possano fare sentire la loro voce attraverso il passaparola da qui a metà gennaio quando si chiuderà il sondaggio. Poi si passerà alla fase delle premiazioni che come sempre costituiranno la grande festa della ristorazione e dell’enogastronomia italiana con quello spirito informale (e da non prenderci troppo sul serio) che da sempre ci caratterizza.
In bocca al lupo a tutti i candidati e viva l’enogastronomia italiana!
Quest’anno abbiamo portato a ben 144 i candidati fra cui scegliere, inserendo per la prima volta anche la sezione dei barman. Con ciò riteniamo di poter offrire un ventaglio il più possibile completo di chi (esclusi i produttori) lavora attorno alla “tavola” per accrescere l’importanza di un settore strategico per lo sviluppo del nostro Paese. A fianco di chi trasforma il cibo, di chi lo serve e lo abbina al vino o alla birra, di chi scrive o si impegna in prima persona per promuovere il settore, ora c’è quindi anche chi si occupa degli aperitivi o dei fuori pranzo. Tutti professionisti che hanno come elemento comune il cibo e l’alimentazione.
Il nostro sondaggio, che in pochi anni è diventato l’evento più seguito sul web e sui mass media italiani (i 107mila votanti della scorsa edizione sono un record in Italia per Internet), non vuole stilare improbabili graduatorie di valore, ma solo richiamare l’attenzione su valori centrali per la Cultura e l’economia del nostro Paese. E lo fa con una modalità che non vuole essere una competizione per scegliere chi è più bravo, ma solo per segnalare professionisti che, ciascuno nel loro campo, contribuiscono ad innalzare l’immagine dell’enogastronomia italiana. I lettori scelgono col loro voto chi nell’anno è stato più capace di essere un esempio in positivo.
Ci spiace per i molti che ci hanno magari chiesto di entrare in lista, ma già 36 candidati per ciascuna sezione sono molti e l’unica selezione fatta dalla nostra commissione, che vigila anche sulla regolarità del voto, riguarda la raccolta dei suggerimenti (vere e proprie primarie informali) pervenuti dai nostri lettori nei giorni precedenti la presentazione delle liste. In tantissimi avrebbe meritato di esserci, alcuni anche amici personali di chi scrive, ma le regole impongono a volte dei sacrifici.
Ora tutto è più che mai nelle mani dei lettori, che contiamo possano fare sentire la loro voce attraverso il passaparola da qui a metà gennaio quando si chiuderà il sondaggio. Poi si passerà alla fase delle premiazioni che come sempre costituiranno la grande festa della ristorazione e dell’enogastronomia italiana con quello spirito informale (e da non prenderci troppo sul serio) che da sempre ci caratterizza.
In bocca al lupo a tutti i candidati e viva l’enogastronomia italiana!


