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Che fosse meglio evitare l’aumento, sia pure di un punto, dell’Iva, è scontato. I consumi già fortemente ridotti subiranno un’ulteriore batosta, aggravata magari dalla bravata di qualche commerciante o produttore poco furbo (come è già successo, purtroppo) che coglierà l’occasione per qualche ingiustificato ritocco all’insù dei suoi prezzi.

Da ormai più di due anni (da prima che entrasse in campo Mario Monti...) la maggioranza degli italiani si è vista costretta a tirare la cinghia tagliando, nell’ordine, abbigliamento, auto e alimentazione. E questo ulteriore balzello proprio non ci voleva.

Da qui a stracciarsi però le vesti e, soprattutto, a prendere a pretesto l’obbligata scelta del Governo Letta (che in assenza di una maggioranza certa ha rinviato il previsto decreto legge) per creare l’ulteriore sconquasso politico di questi giorni, la reazione è stata disastrosa. E di stupidità ne è stata messa in campo davvero troppa.

Far cadere un Governo di cui il Paese ha più che mai bisogno con una scusa così ingiustificabile è più che grave. In poche ore le parole d’ordine dei falchi del centrodestra hanno vanificato gli sforzi fin qui fatti e, soprattutto, i sacrifici degli italiani. Il tutto per cercare di rimandare di pochi giorni il destino ineluttabile di Berlusconi che, da evasore fiscale conclamato, si è trasformato addirittura in un leader sgradito per i governi europei (di destra o di sinistra che siano poco importa), che temono effetti disastrosi in un momento in cui la ripresa sembrava consolidarsi nel vecchio continente.

E quel che è più grave è che l’annuncio delle dimissioni dei parlamentari, prima, e dei ministri, poi, ha riaperto uno scontro violentissimo fra i partiti e all’interno del centrodestra. Giusto ciò che agli italiani proprio non interessa.

Al di là delle ragioni di chi non accetta le sentenze di una magistratura che, per quanto piena di difetti, non è certo da regime o dittatura, è inaccettabile che si usi il pretesto di un punto in più dell’Iva per dare un calcio all’intero Paese. Anche perché, non dimentichiamolo, ad innalzare dal 20 al 21% l’Iva era stato il Governo Berlusconi, che aveva passato la mano a fronte della disastrosa gestione della crisi economica. Ed anche questo aumento dal 21 al 22% è frutto delle scelte sbagliate del Governo Berlusconi.

Il risultato purtroppo è che tutti pagheremo un po’ di tasse in più, e anche tutte le manfrine sull’Imu si riveleranno una colossale bugia perché, senza stabilità e un Governo forte, l’Europa non potrà che imporci di ripristinare e magari aumentare quella tassa.