Via libera dell'Ue al “pacchetto latte” Più agevolazioni per la filiera
Tra le novità del “pacchetto latte”, approvato definitivamente dall’Ue, la possibilità di programmare i volumi della produzione di formaggio Dop e Igp. Altra novità la facoltà concessa alle organizzazioni dei produttori di negoziare il prezzo del latte, anche in deroga ai principi di concorrenza
Il ministro delle Politiche agricole Mario Catania ha presentato al Mipaaf le novità introdotte dal cosiddetto 'Pacchetto latte”, recentemente approvato dal Parlamento europeo, illustrando l'impatto del provvedimento sul settore lattiero-caseario italiano. Presente anche il Presidente della Commissione agricoltura del Parlamento comunitario Paolo De Castro. Entrambi hanno espresso grande soddisfazione per il risultato raggiunto in poco più di un anno dalla proposta del governo fino all'atto finale, in un percorso che ha come prossimo obiettivo il varo dell'intero Pacchetto Qualità. «Siamo riusciti - ha detto il ministro Catania - a far accettare la possibilità che le organizzazioni dei produttori possano programmare il volume della produzione dei prodotti di qualità, nella fattispecie quelli del settore lattiero caseario. è una norma che abbiamo voluto con forza perché da un lato ci consente di mantenere alta la politica della qualità e dall'altro ci permette di evitare le oscillazioni di prezzo molto elevate che hanno caratterizzato in particolare il mercato dei formaggi a denominazione - di origine o indicazione geografica- e che hanno fatto molto danno da un lato ai consumatori e dall'altro ai produttori, i due terminali della filiera. Sembrava di dover scalare una montagna e invece ci siamo riusciti. Questo dimostra che quando a Bruxelles si lavora bene, si fanno valere argomenti giusti, si ottengono buoni risultati».
La nuova normativa consentirà anche di programmare l'offerta senza più il rischio che l'Antitrust blocchi le azioni, come avvenuto spesso in passato. Inoltre gli Stati membri possono imporre contratti scritti tra tutti i soggetti della filiera per le consegne di latte e anche l'acquirente ha lo stesso obbligo per i contratti di fornitura. Un punto, questo, fortemente voluto dal governo Monti ed espresso in pieno nel decreto sulle liberalizzazioni, come ha precisato il Ministro.
Soddisfatto per il risultato raggiunto anche il presidente De Castro che ha elogiato il lavoro di squadra della Commissione agricoltura del Parlamento europeo in cui - ha detto - le eventuali divisioni non sono mai politiche ma riguardano semmai soltanto le aree geografiche. Questo è il primo pacchetto legislativo che il Parlamento Ue approva sotto le nuove regole della codecisione prevista dal Trattato di Lisbona che ha aperto una serie di nuove opportunità nei processi decisionali e che dà ai pareri del Parlamento non più carattere consultivo ma vincolante.
Un risultato che lascia ben sperare per i negoziati che sono attualmente in corso in Europa, a partire da quelli per la riforma della Politica agricola Comune e del pacchetto qualità. Tra gli altri punti salienti del provvedimento il riconoscimento delle organizzazioni professionali e interprofessionali di produttori con finalità definite. Oltre alla pianificazione della produzione in termini di qualità e quantità in funzione della domanda, regoleranno la concertazione dell'offerta e l'immissione sul mercato della produzione, l'ottimizzazione della produzione e la stabilizzazione dei prezzi. Inoltre il ruolo innovativo conferito alle organizzazioni professionali sarà la negoziazione del prezzo del latte in deroga alle norme sulla concorrenza. Il nuovo regolamento sarà pubblicato a marzo ed entrerà in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione.
Il ministro Catania ha ribadito ancora una volta la linea del governo sul discusso problema delle quote latte. «Le regole vanno rispettate - ha ribadito - e non devono esserci né condoni né sanatorie. Mi risulta che sono ancora circa 1.500 le aziende che non hanno aderito alla rateizzazione e che si trovano in una situazione di non adesione al quadro della legalità. Possono ancora aderire e verso di loro ci sarà tutta la flessibilità possibile».
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