Rivoluzione nel settore del latte Sì alla programmazione produttiva
Tra le misure del "Pacchetto latte" anche la possibilità, nel rispetto delle regole della libera concorrenza, di programmare e gestire i volumi produttivi dei prodotti caseari di qualità certificata. Uno strumento storico, che rappresenta una straordinaria opportunità soprattutto per l'Italia
BRUXELLES – Finalmente una buona notizia per il settore lattiero-caseario. Da Bruxelles arriva la fumata bianca su una vera e propria rivoluzione con l'introduzione di nuove regole affinché i produttori europei non siano mai più confrontati alla terribile crisi dei prezzi degli scorsi anni.Ad annunciare l'accordo politico raggiunto dal trilogo formato dai rappresentanti del Parlamento, dal Consiglio e dalla Commissione europea, è stato Paolo De Castro, presidente della commissione agricoltura del Parlamento europeo secondo cui «con l'accordo politico di questa mattina, la filiera lattiero-casearia avrà finalmente un sistema di regole riorganizzato e coerente con lo scenario attuale».
Con questa importante decisione si dovrebbe mettere la parola fine ad un percorso iniziato dalla grande crisi del settore quando il prezzo del latte accordato dal mercato ai produttori non riusciva a coprire i loro costi. Per De Castro è quindi è il coronamento di un successo istituzionale e dell'efficacia delle nuove regole introdotte dal Trattato di Lisbona. «Grazie alla codecisione - aggiunge - siamo riusciti in pochi mesi a "ribaltare" le proposte consegnateci dalla Commissione. Abbiamo introdotto in Parlamento una serie di novità importantissime che condizioneranno in positivo il futuro del settore».
Soddisfatto Mario Abrate, presidente del Settore lattiero-caseario Fedagri-Confcooperative: «Salutiamo con soddisfazione l'accordo sulla programmazione produttiva dei formaggi raggiunto questa mattina dal trilogo Commissione-Consiglio e Parlamento Ue, all'interno del Pacchetto Latte. Si tratta di una decisione di particolare importanza per l'Italia che premia il lavoro dei nostri rappresentanti istituzionali a livello europeo ed in particolare lo straordinario impegno dedicaato alla vicenda dal Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Ue Paolo De Castro».
«Il nostro paese – continua Fedagri in una nota– è interessato alla programmazione per metà della sua produzione lattiera destinata ai formaggi Dop: ora sarà possibile coordinare la produzione di tali formaggi in funzione della domanda, assicurando qualità costante ai consumatori e stabilità di quotazioni ai produttori. Esprimiamo pertanto grande soddisfazione per una misura che tiene conto delle esigenze dei formaggi Dop che hanno regole produttive più restrittive previste dai disciplinari».
L'accordo raggiunto oggi a Bruxelles verrà formalizzato nel prossimo febbraio in un regolamento relativo al pacchetto latte, che doterà le filiere produttive dei nostri grandi formaggi di un nuovo strumento di gestione comunitario in prospettiva del previsto superamento delle quote latte.
Ecco cosa prevede, come evidenzia Paolo De Castro, l'accordo politico sul 'pacchetto” latte:
PROGRAMMAZIONE
C'è la possibilità, nel rispetto delle regole della libera concorrenza, di programmare e gestire i volumi produttivi dei prodotti caseari di qualità certificata. «Uno strumento storico, che rappresenta una straordinaria opportunità soprattutto per l'Italia, che fa della qualità una delle principali leve competitive e che, in una fase di profonda incertezza, assume un rilievo ancor più strategico».
ORGANIZZAZIONE PRODUTTORI
Il nuovo regolamento, apre alle organizzazioni di produttori e al riconoscimento dell'interprofessione con l'inclusione, «in quest'ultimo caso, e sempre grazie ad un emendamento del Parlamento, dei rappresentanti della distribuzione organizzata».
CONTRATTI
Sono definiti contratti tra agricoltori e trasformatori comprensivi di tutti gli elementi necessari a garantire maggiori certezze al settore e con la possibilità, per gli Stati membri, previo accordo con la filiera, di definire una durata minima semestrale. «La natura dei contratti, così come modificata in Parlamento, favorisce la stabilizzazione dei prezzi e rivede, tra l'altro, le percentuali del volume del latte coperto da negoziazione portandole, in deroga, ad un massimo del 45% del totale nazionale per gli stati che non eccedono la produzione di 500 mila tonnellate».
PREZZI
I prezzi dovranno essere statici ma anche calcolati combinando vari fattori, «inclusi indicatori che possono avere ripercussioni sui cambiamenti delle condizioni di mercato». Adesso, bisognerà attendere i passaggi formali in Consiglio Ue e in commissione agricoltura del Parlamento europeo, prima della definitiva approvazione da parte dell'Assemblea plenaria, prevista per il prossimo febbraio. «L'accordo di oggi - ha concluso De Castro - è la dimostrazione che la codecisione (che mette l'Europarlamento sulla stessa posizione decisionale delle altre istituzioni europee ndr), se applicata con impegno e responsabilità, può determinare importanti risultati. Adesso, forti di questa esperienza, possiamo guardare anche alla riforma della politica agricola comune (Pac), con maggiore ottimismo».

