Anche in tempi difficili gli italiani non rinunciano a imbandire la tavola per le feste di fine anno. Spenderanno 4,3 miliardi, unica voce di spesa consistente in tempo di crisi, ma sceglieranno per lo più prodotti italiani anche per i brindisi. In calo infatti il mitico champagne (-1%) e impennata delle bollicine nostrane (+20%) per esorcizzare le previsioni 2013. In tavola ci saranno più lenticchie e cotechini (+14% e +89%) e meno caviale, ananas e frutta esotica. Saranno riscoperti i prodotti del territorio e le ricette del passato e sembra che quest'anno per il pranzo di Natale in famiglia si passeranno tre ore ai fornelli.



Lo afferma il rapporto della Coldiretti “Il Natale sulle tavole degli italiani” presentato a Roma sulla base dell'analisi di Deloitte “Xmas Survey 2012”. Per il presidente di Coldiretti, Sergio Marini (nella foto sotto), «è un segnale importante di fiducia nella ripresa del Paese che va sostenuta anche nel momento di fare la spesa con l'acquisto di prodotti italiani. Si tratta di una responsabilità sociale nei confronti del lavoro e dell'economia del proprio territorio».

Si restringe quindi il borsellino ma si acquista una nuova sensibilità sociale se si pensa che anche la strenna diventa tricolore e che vanno a ruba regali innovativi o comunque originali come l'adozione di un albero per averne i frutti o un di porcello per assicurarsi un salame. Non solo, tra i regali più acquistati c'è la webox di Terranostra, un cofanetto per un week end in agriturismo o per un pranzo tipico. Spazio alla solidarietà, con prodotti tipici realizzati, curati e trasformati da persone diversamente abili o detenute nelle carceri. Disponibili anche cesti con prodotti dei territori colpiti dal sisma.

Sergio MariniIl regalo più gradito e anche il meno riciclato è il infatti cesto infiocchettato, colmo di dolci, bottiglie e prodotti tipici. Coldiretti ne ha presentato una campionatura regionale, con i classici panettoni e torroni ma con una folta presenza di prodotti a km zero, dal miele ai legumi, dai cotechini alle marmellate preparate direttamente nelle aziende agricole. Un'occasione per promuovere meglio prodotti da acquistare anche al di là del periodo natalizio.

Perdono appeal le costose mode esterofile del passato, anche se resiste uno zoccolo duro di chi metterà in tavola ostriche e caviale (2,5 milioni) e brinderà con lo champagne (6,5 milioni). Colpisce il boom delle lenticchie - che portano soldi - acquistate da 39 milioni di italiani e che faranno  da corona a zamponi e cotechini.

Le bollicine italiane si confermano come prodotto principe con un notevole +20%. Niente frutta esotica, infine, come ciliegie e uva cilene ma tanto profumo di arance e mandarini. La tendenza a privilegiare un menu nostrano favorisce gli acquisti nei mercatini frequentati da 23 milioni di persone. La rete di mercati e dei punti vendita  degli agricoltori di Campagna Amica coinvolge attualmente 4.739 aziende, 877 agriturismi, 1.105 mercati, 178 botteghe e 131 ristoranti.

Molti inoltre, acquisteranno specialità online, direttamente alla fonte. Se il 92% delle persone passerà il Natale in famiglia o a casa di parenti e amici, in molti stanno ripassando nei sacri testi le ricette dei Cappelletti in brodo emiliani, dell'Insalata di rinforzo campana, del Panpepato umbro, delle Pabassinas con la sapa sarda. In più sembra che nel 21% delle tavole non ci saranno né sprechi né avanzi, causa crisi, e ciò che resta potrà essere recuperato alla grande con le fantasiose ricette che già i media consigliano. Una notizia positiva - ha detto Marini - in una situazione in cui sono aumentate del 9% in un anno le persone costrette a ricevere cibo o pasti gratuiti, nelle mense o nelle proprie case. Un Natale insomma - questo del 2012 - che farà bene all'economia e all'ambiente. Sergio Marini si è anche detto molto soddisfatto del definitivo varo della legge Mongiello-Scarpa, la cosidetta “salva olio italiano”, approvata all'unanimità da tutti i Gruppi parlamentari del Senato e della Camera ed il parere positivo del Governo.



«È un risultato - ha detto Marini - che rappresenta un passo straordinariamente importante nella direzione della trasparenza e della lotta alla contraffazione sugli olii extravergini di oliva a tutela dei produttori e dei consumatori». L'olio è presente in tutte la case, ne produciamo mezzo milione di tonnellate e ne consumiamo 14 kg a testa, con 40 denominazione di origine. Il fatturato del comparto ammonta a 2 miliardi di euro. Molte le novità positive della normativa appena varata: estensione del reato di contraffazione di indicazioni geografiche, no a informazioni non veritiere sull'origine e a spot pubblicitari ingannevoli, rafforzamento dei controlli e accesso ai dati aziendali, nuovi parametri qualitativi e indicazione di scadenza, stabilita in 18 mesi.