Crisi, italiani nei discount. Giù le spese nei piccoli negozi
Crollano gli acquisti nei piccoli negozi che fanno registrare un -1,4% ad agosto e -2,3% nei primi 8 mesi dell’anno, mentre tiene la Gdo con un aumento dell’1,2% ad agosto e dell’1,7% nei primi otto mesi. Gli italiani si trasformano in detective e cambiano negozi e prodotti in base al costo
Con la crisi sono i discount alimentari a far registrare il tasso di crescita più elevato nelle vendite al dettaglio tra tutte le diverse forme distributive, con un aumento dell'1,8% ad agosto e dell'1,7% nei primi otto mesi dell'anno rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. è quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi alle vendite al dettaglio nel mese di agosto 2012.

Crollano nell'alimentare i piccoli negozi che fanno registrare un calo dell'1,4% ad agosto e del 2,3% nei primi otto mesi dell'anno, mentre tiene la grande distribuzione con un aumento dell'1,2% ad agosto e dell'1,7% nei primi otto mesi. Lo spostamento tra le diverse forme distributive è giustificato dal fatto che con la crisi la maggioranza degli italiani diventa un vero detective nel momento di fare la spesa, con il 56% che fa lo slalom tra le corsie alla ricerca delle offerte speciali 3 per 2 e degli sconti, il 62% che confronta con più attenzione del passato i prezzi e oltre la metà (51%) che va a caccia dei prodotti che costano meno, secondo una indagine Coldiretti/Swg.
Mai come nel passato fare la spesa è diventata una sfida alla ricerca della maggiore convenienza che richiede fatica e tempo, tanto che oltre quattro italiani su dieci (43%) fanno la spola tra diversi negozi per cercare la maggiore convenienza. Uno sforzo che in realtà viene premiato poiché l'infedeltà al negozio o al supermarket alleggerisce la spesa con il prezzo della stessa marca e confezione di spaghetti che arriva a triplicare da un negozio all'altro, quello di yogurt e birra del tutto identici che quasi raddoppiano, mentre la stessa confezione di latte cresce del 50%, secondo un recente studio pubblicato in un working paper del Gruppo 2013 promosso dalla Coldiretti.
A cambiare sono anche le tipologie di prodotti che si mettono nel carrello con il 44% degli italiani che preferisce acquistare prodotti locali, l'11% quelli artigianali e solo il 9% quelli di una grande marca nazionale mentre per il 36% è indifferente e si guarda solo al prezzo o alla qualità. Da segnalare il boom degli acquisti diretti dal produttore al quale si rivolge regolarmente ben il 14% degli italiani, il 48% qualche volta, il 27% raramente e solo l'11% mai. Una opportunità resa possibile dal fatto che in Italia sono presenti quasi 7.000 punti vendita di Campagna Amica gestiti direttamente dagli agricoltori dei quali 1.105 mercati degli agricoltori, 4.739 aziende agricole, 877 agriturismi, 178 botteghe.
Articoli correlati:
L'Iva cambia la tavola italiana La spesa crollerà oltre il 3%
Italiani in tempo di crisi Più casalinghi e attenti alla spesa
Famiglie a dieta con la crisi In tavola meno pasta, pane e carne
Crolla il potere d'acquisto Sei italiani su 10 tagliano la spesa
Gli italiani preferiscono il km 0 Per 21 milioni spesa dal contadino
Con la crisi si mangia male In sovrappeso il 40% dei bambini
La crisi ha cambiato la spesa In difficoltà 6 italiani su 10

Crollano nell'alimentare i piccoli negozi che fanno registrare un calo dell'1,4% ad agosto e del 2,3% nei primi otto mesi dell'anno, mentre tiene la grande distribuzione con un aumento dell'1,2% ad agosto e dell'1,7% nei primi otto mesi. Lo spostamento tra le diverse forme distributive è giustificato dal fatto che con la crisi la maggioranza degli italiani diventa un vero detective nel momento di fare la spesa, con il 56% che fa lo slalom tra le corsie alla ricerca delle offerte speciali 3 per 2 e degli sconti, il 62% che confronta con più attenzione del passato i prezzi e oltre la metà (51%) che va a caccia dei prodotti che costano meno, secondo una indagine Coldiretti/Swg.
Mai come nel passato fare la spesa è diventata una sfida alla ricerca della maggiore convenienza che richiede fatica e tempo, tanto che oltre quattro italiani su dieci (43%) fanno la spola tra diversi negozi per cercare la maggiore convenienza. Uno sforzo che in realtà viene premiato poiché l'infedeltà al negozio o al supermarket alleggerisce la spesa con il prezzo della stessa marca e confezione di spaghetti che arriva a triplicare da un negozio all'altro, quello di yogurt e birra del tutto identici che quasi raddoppiano, mentre la stessa confezione di latte cresce del 50%, secondo un recente studio pubblicato in un working paper del Gruppo 2013 promosso dalla Coldiretti. A cambiare sono anche le tipologie di prodotti che si mettono nel carrello con il 44% degli italiani che preferisce acquistare prodotti locali, l'11% quelli artigianali e solo il 9% quelli di una grande marca nazionale mentre per il 36% è indifferente e si guarda solo al prezzo o alla qualità. Da segnalare il boom degli acquisti diretti dal produttore al quale si rivolge regolarmente ben il 14% degli italiani, il 48% qualche volta, il 27% raramente e solo l'11% mai. Una opportunità resa possibile dal fatto che in Italia sono presenti quasi 7.000 punti vendita di Campagna Amica gestiti direttamente dagli agricoltori dei quali 1.105 mercati degli agricoltori, 4.739 aziende agricole, 877 agriturismi, 178 botteghe.
Articoli correlati:
L'Iva cambia la tavola italiana La spesa crollerà oltre il 3%
Italiani in tempo di crisi Più casalinghi e attenti alla spesa
Famiglie a dieta con la crisi In tavola meno pasta, pane e carne
Crolla il potere d'acquisto Sei italiani su 10 tagliano la spesa
Gli italiani preferiscono il km 0 Per 21 milioni spesa dal contadino
Con la crisi si mangia male In sovrappeso il 40% dei bambini
La crisi ha cambiato la spesa In difficoltà 6 italiani su 10

