Niente alcol ai minorenni Ma perché vietare il vino?
Ancora una volta i politici italiani sembrano volersi occupare più della caccia alla streghe che non della realtà. Ne è un esempio l'emendamento dei parlamentari Lucio Barani (Pdl) e Livia Turco (Pd) che ha introdotto nuovi divieti alla vendita di alcolici ai minorenni. Se è più che condivisibile la logica di colpire il vergognoso abuso di superalcolici che, mischiati agli stupefacenti, è la causa dello 'sballo”, ci chiediamo che senso ha introdurre nuove norme quando già la legge vieta questo commercio.
Non sarebbe meglio dare più strumenti alle forze dell'ordine per chiudere i troppi bar e locali notturni compiacenti? Introdurre un'ennesima sanzione che poi resta inapplicata fa parte dello stile della politica italiana: tanto fumo e poca sostanza. Il problema non è chi acquista una bottiglia di vodka. Lo può fare il neo diciottenne che poi la passa agli amici quindicenni. Quel che è da colpire è il consumo che è sotto gli occhi di tutti in qualunque piazza italiana nelle sere dei fine settimana. Per non parlare di quel che avviene dentro o nei pressi delle discoteche.
Più volte abbiamo segnalato i pericoli di questa escalation del consumo di superalcolici da parte dei minorenni, ma francamente questa norma ci sembra poco meno di un pannicello caldo su una ferita sanguinante. E come se non bastasse, nell'ansia perbenista che qualche volta come un raptus sembra colpire la nostra classe politica, si fa di ogni erba un fascio e si perde di vista la sostanza.
Nel caso specifico, sotto la mannaia della coppia bipartisan Barani-Turco è caduto anche il vino, quasi non ci fosse differenza rispetto ai superalcolici. Un conto è combattere ogni forma di abuso di alcol, un'altra è demonizzare anche il vino e distruggere in un colpo solo tutto quanto si è fatto finora per educare i giovani a stili di vita virtuosi. Un controllato consumo di vino anche nei giovani può abituare ad una dieta più equilibrata e a valorizzare il vino rispetto ad un superalcolico anche nei momenti di convivialità. Servono però politiche educative intelligenti e non bacchettone. Certamente è molto più facile mettere tutto insieme, vodka e Prosecco, e metterli entrambi all'indice per i minorenni. è più difficile un percorso basato sulla responsabilizzazione e l'educazione, anche se è l'unico che alla fine può aiutare davvero.
E come se non bastasse, tutta quest'ansia epuratrice contro l'alcol (che come detto pensa a nuove norme invece di fare applicare meglio quelle che già ci sono) si scontra con l'autentica corbelleria di senso opposto fatta dal Governo con l'articolo 62 della legge sulle liberalizzazioni. Contro ogni logica ora nei circoli privati, nelle sagre e nelle associazioni (e quindi anche nelle feste di partito...) si potranno consumare alcolici senza più tenere conto delle norme che prevedono speciali licenze e controlli da parte delle autorità di pubblica sicurezza. Diamo da una parte e togliamo dall'altra. Un Paese ridicolo...
Alberto Lupini
alberto.lupini@italiaatavola.net
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