Mario Catania«Non mi sento di condividere una decisone di questo tipo». Il ministro delle Politiche agricole, Mario Catania (nella foto), ha dichiarato di non vedere la necessità e l'utilità del divieto di vendere alcol ai minori di 18 anni, così comne stabilito dall'emendamento all'articolo 7 del decreto Balduzzi, riformulato dai relatori Lucio Barani (Pdl) e Livia Turco (Pd), approvato dalla commissione Affari sociali della Camera. «Chiunque vende bevande alcoliche - recita l'emendamento - ha l'obbligo di chiedere all'acquirente, all'atto dell'acquisto, l'esibizione di un documento di identità, tranne nei casi in cui la maggiore età dell'acquirente sia manifesta». Le multe per chi trasgredisce sono piuttosto salate: «Si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a 1.000 euro a chiunque vende bevande alcoliche ai minori di anni diciotto». Se il fatto è commesso più di una volta, la sanzione va da 500 a 2.000 euro con la sospensione per tre mesi dell'attività.

Per il Ministro è giusto applicare questo obbligo alla vendita di superalcolici (il 'vero” problema alla base dell'abuso di alcol tra i minori del Belpaese, che riguarda il 18,8% dei 14-17enni e l'11,9% degli 11-15enni), ma non dovrebbe riguardare il vino, che sottintende una consapevolezza la consumo diversa visto che si lega alla cultura enogastronomica italiana: «un obbligo di questo tipo – ha detto Catania, in una dichiarazione rilasciata a Winenews - si può immaginare per i superalcolici, che hanno a che fare con una problematica diversa, il vino, al contrario, non credo sia legato a grossi problemi in termini di patologie o di consumi errati. Piuttosto, dovremmo concentrarci su altri tipi di prodotto nei quali gli abusi possono essere effettivamente molto pericolosi».


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