Due pesci su 3 non sono italiani A rischio la salute dei consumatori
Nel 2010, delle 900mila tonnellate di pesce vendute solo 231mila sono risultate pescate sulle coste italiane. Le importazioni “selvagge” avvengono soprattutto da Paesi asiatici. Si tratta di prodotti senza tracciabilità. La qualità è scarsa e rischia di essere un danno alla salute di chi lo consuma
Il gambero di Mazara (Tp) arriva dal Mozambico. Il polpo di Mola (Ba) dal Vietnam. Il filetto di cernia di Gallipoli (Le), che in realtà è pangasio, dal Mekong, un fiume che si trova tra la Tailandia e il Laos. Come emerge dall'inchiesta pubblicata dal sito web di Repubblica-L'Espresso, oggi in Italia la pesca è uno dei settori più aggrediti dalle importazioni selvagge dall'estero, in particolare dai Paesi asiatici. E soprattutto dalla sofisticazione alimentare. «Due terzi del pesce servito sulle tavole italiane è finto, taroccato», denuncia la Coldiretti.«Il 30 aprile l'Italia ha mangiato l'ultimo pesce del Mediterraneo», denunciano Nef e Ocean2012, organismi internazionali del settore. «Dal primo maggio tutto quello che arriva sulle tavole italiane non è prodotto nostrano». Ma davvero è così? Che pesce compreremo ai mercati e mangeremo al ristorante quest'estate? Da dove arriva? Chi lo pesca? E soprattutto: fa male alla nostra salute?
Per capire l'entità del fenomeno forse è bene cominciare dai numeri. Lo scorso anno in Italia sono state commercializzate, dice l'Irepa (Istituto di ricerche economiche per la pesca e l'acquacoltura), circa 900mila tonnellate di pesce per un ricavo di circa 1.167 milioni di euro. Bene: di tutto il pesce messo in commercio, soltanto 231.109 tonnellate erano state pescate nel mare italiano. Un terzo, appunto. Tutto il resto arriva dall'estero. Il problema è che molto spesso, anzi quasi sempre, denunciano le associazioni di categoria e confermano le forze di polizia che da Milano a Palermo attuano sequestri ed aprono inchieste, il pesce che arriva dall'estero non è di buona qualità. Spesso è pericoloso perché non tracciato e non tracciabile. E soprattutto viene venduto per quello che non è.Non potevano credere ai loro occhi gli uomini della Capitaneria di porto di Mazara quando, sulle bancarelle della marina più grande d'Italia, hanno trovato i gamberetti rossi che arrivavano direttamente dal Mozambico. E nonostante questo spacciati dai pescatori per italianissimi. A Gallipoli, invece, la Finanza in mezzo al mercato del pesce all'interno del porto - meta di pellegrinaggi di turisti da tutta Italia per il folclore e la poesia dei pescatori che rientrano in porto dopo una giornata in mare e vendono il prodotto appena tirato su con le reti - ha sequestrato una bancarella che vendeva esclusivamente pesce taroccato: di fresco aveva soltanto alici e sarde fresche, i prodotti cioè che costano di meno.
Tra i falsi più diffusi c'è poi il pangasio, un pesce pescato nel Mekong, un fiume che si trova tra la Thailandia e il Laos, che viene abitualmente venduto come fosse un filetto di cernia. Oppure nelle fritture servite nei ristoranti di casa nostra, il polpo non è polpo. O meglio, non è del Mediterraneo ma arriva direttamente dal Vietnam. Era asiatico per esempio anche il polpo venduto lo scorso anno nella sagra di Mola, in provincia di Bari, che per rendere l'idea è come comprare il tartufo di Avellino ad Alba. Frequente anche il caso del merluzzo fresco, o del presunto tale: dicono i sequestri dei Nas che spesso si tratta di pollak stagionato.Tra i pesci più 'copiati” c'è poi il pesce spada che invece altro non è che trancio di squalo smeriglio. Poi c'è anche il caso di baccalà, in realtà filetto di brosme oppure del pagro fresco venduto come dentice rosa. E ancora il pesce serra al posto delle spigole, il pesce ghiaccio al posto del bianchetto, la verdesca al posto del pescespada, l'halibut atlantico al posto delle sogliole. Infine, gli spaghetti con le vongole: 75% di possibilità che siano state pescate in Turchia.
Fonte: Repubblica-L'Espresso
Articoli correlati:
Traffico internazionale di tonni rossi Dieci indagati in Gallura
Troppe frodi nel 2010 11,5 milioni i prodotti sequestrati
Maxi sequestro di cozze a Chioggia Nuovo successo contro le frodi
Stoccafisso in sacchi della spazzatura Sequestro in un deposito di Caserta
Prodotti ittici senza provenienza Sequestro nel Tarantino
Tonno scongelato venduto come fresco Sanzioni nei mercati di Palermo
Pesca illegale nel Cosentino Sequestri e multe per due pescherecci
Cozze e vongole senza tracciabilità Sequestro in un supermercato di Vibo
Allevamento abusivo di cozze Sei tonnellate sequestrate nel Tarantino

