Francesco Saverio Romano e Franco VerrascinaSaranno le opportunità o le criticità dell'agricoltura italiana a prevalere nel prossimo futuro, con il perdurare di una situazione instabile e con la Pac alle porte? è questo il tema che ha dominato il dibattito alla 1ª Conferenza economica della Copagri, svoltasi a Matera alla presenza dei rappresentanti dell'intera filiera agroalimentare e  del ministro delle Politiche agrarie Francesco Saverio Romano (a sinistra nella foto).

Agroenergie in primo piano
Alla seconda giornata del convegno dedicata alle agroenergie è intervenuto anche il presidente della Commissione agricoltura del Parlamento Europeo, Paolo De Castro, che ha espresso soddisfazione per il recentissimo via libera di Bruxelles al provvedimento sull'etichettatura di tutte le carni per dare al consumatore trasparenza e informazione. «L'agricoltura italiana deve riappropriarsi di una centralità sia nelle politiche nazionali che in quelle comunitarie - detto il presidente Franco Verrascina (a destra nella foto) - dopo essere stata per anni oggetto di tagli finalizzati al risanamento del bilancio dello Stato. Sarà questo il settore produttivo strategico del futuro, come indicano tutti i segnali, e non si può affrontare tale sfida senza un adeguato progetto di politica agraria. Si può parlare ancora di agroalimentare made in Italy o in modo distinto di agricoltura ed industria alimentare? Non può esserci un'industria alimentare italiana senza approvvigionamenti nel proprio territorio». 

Le minacce più gravi sono, per Verrascina, il land grabbing, una sorta di neocolonialismo che ha già interessato milioni di ettari, messo in atto per lo più nei Paesi africani e sudamericani dove la terra ha un costo irrisorio, e l'invasione della grande finanza nel settore agricolo a fini speculativi. Non si tratta di equilibri di borsa, ma di mercati forzati con acquisti ingenti di derrate,navi e magazzini per lo stoccaggio. C'è poi l'invadenza inarrestabile dell'Italian Sounding, l'agropirateria che fattura ogni anno 60 miliardi di euro, difficile da contrastare per la mancanza di una regolamentazione repressiva internazionale.

Puntare sull'agricoltura
«Noi proponiamo - ha detto Verrascina - di aumentare la produzione, contenendo le risorse, per far sì che la qualità insieme alla quantità spingano il nostro governo a puntare in modo convinto sull'agricoltura come fondamento insostituibile dell'agroindustria made in Italy».  Bene quindi l'etichettatura obbligatoria, sia per motivi di sicurezza che economici. Il recente caso del batterio killer ha riproposto l'esigenza di assuluta trasparenza, facendo danni per centinaia milioni di euro anche in Italia. Solo la trasparenza può creare una leale concorrenza. La Copagri ha molto apprezzato la disponibilità del ministro Romano verso i nodi da sciogliere, anche nell'imminenza della Pac, verso il recupero della redditività persa dagli agricoltori negli ultimi 20 anni, pur senza sottovalutare le difficoltà di un lungo percorso sia ambito nazionale che comunitario.

«Il programma del ministro lascia ben sperare e può essere l'inizio di un serio progetto politico - ha detto Verrascina - e dei suoi obiettivi dichiarati apprezziamo molto il recupero di credibilità e l'efficacia amministrativa, anche mediante la riduzione degli enti che non dovessero risultare funzionali. Gli stati generali potrebbero poi essere un'occasione da non perdere, rispetto alla quale dovrebbe essere propedeutico il ripristino della concertazione».

Forte è stato il richiamo all'unità, per avere organizzazioni forti, capaci di mettere da parte i particolarismi e di parlare con una sola voce. Sul tema delle filiere agroenergetiche il progetto Copagri è stato espresso dal vicepresidente Mario Serpillo. «E' ormai acclarato - ha detto - che se non si vogliono premiare solo i criteri industriali le formule più innovative e integrate con la rete agricola sono basate sul principio della microgenerazione diffusa con piccoli impianti sul territorio e il conseguente utilizzo di tutte le biomasse a disposizione dell'azienda. è nell'interesse di tutte le filiere: l'olivicoltura con le sanse  e i residui di potatura, la zootecnia con le deiezioni animal,la viticoltura con graspi e sarmenti e i seminativi con paglia e residui». Ben venga quindo la produzione energetica che può rappresentare una grande opportunità di reddito aggiuntivo, integrandosi con quella tradizionale di produzione dell'agroalimentare di qualità.

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