Frutta ai bimbi: pediatri più bravi del ministero della Salute o imbroglioni?
Ma cosa ci stanno a fare l'Ordine dei medici o le varie Authority che dovrebbero tutelare il cittadino consumatore? A leggere l'ultima polemica fra i pediatri (o meglio fra 'libere” associazioni di pediatri) sull'opportunità di dare ai bambini solo prodotti industriali invece di frutta fresca e cereali c'è da restare allibiti. Non solo per le argomentazioni di questi medici, ma per il silenzio di chi dovrebbe tutelare sulla nostra salute.
Secondo una minoranza (speriamo) di pediatri, a differenza dei prodotti industriali studiati apposta per la prima infanzia (e che costano un sacco…), la frutta fresca e il pane sarebbero pieni di pesticidi. Se così fosse (e purtroppo il condizionale potrebbe forse essere da non usare…) dovremmo tutti fuggire da mele, arance, pere o michette. E la cronaca sembrerebbe darci quasi ogni giorno ragioni per farlo.
Ma l'alternativa (il cibo industriale) è realistica? Davvero ci sono medici così sicuri da giurare che l'industria utilizza solo prodotti esenti da contaminazioni chimiche? E se così fosse - se cioè sono in grado di seguire tutta la tracciabilità dei prodotti - perchè non elencano con precisione quali sono le aziende 'buone”. Saremo forse un po' prevenuti, ma non ci riesce di pensare che tutte le imprese che confezionano alimenti siano così corrette. Basta pensare ai sequestri dei giorni scorsi per i falsi alimenti biologici.
A parte il netto contrasto con l'orientamento prevalente dei medici a favore della Dieta Mediterranea, questo pronunciamento della Federazione dei medici pediatri (Fimp) apre un conflitto di non poco conto con il ministero della Salute, perché se fosse vero che, come scrivono, il 50% della frutta fresca contiene livelli di pesticidi non idonei all'alimentazione infantile, vorrebbe dire che nessuno in Italia controlla le disposizioni dell'Unione europea che dal settembre 2008 prevedono precisi limiti quantitativi tollerabili per la sicurezza alimentare di tutti: adulti e bambini.
Per dirla tutta abbiamo il forte sospetto che si tratti di una grossa bufala. Ma vista la gravità delle tesi sostenute, riteniamo che sia doveroso e urgente un chiarimento dal ministero della Salute e dall'Ordine dei medici. Sull'alimentazione non si può più scherzare e su quella dei più piccoli sarebbe davvero da criminali pensare di stendere un velo pietoso. Se qualcuno ha sbagliato stavolta deve pagare pubblicamente: è un crimine speculare sulla salute dei bambini.
Il punto da chiarire è se la Federazione dei pediatri possiede dati più aggiornati e veritieri di quelli del ministero della Salute (e allora il Ministro deve davvero spaccare qualche testa…). Se invece si trattasse di una marchettona, sarebbe il caso che l'Ordine dei medici commissariasse una federazione di cialtroni.
Alberto Lupini
alberto.lupini@italiaatavola.net
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Il punto da chiarire è se la Federazione dei pediatri possiede dati più aggiornati e veritieri di quelli del ministero della Salute (e allora il Ministro deve davvero spaccare qualche testa…). Se invece si trattasse di una marchettona, sarebbe il caso che l'Ordine dei medici commissariasse una federazione di cialtroni.
Alberto Lupini
alberto.lupini@italiaatavola.net
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