Epifania, vacanze in agriturismo 400mila i turisti delle feste
I vacanzieri che durante le feste di fine ed inizio anno hanno alloggiato e alloggeranno in agriturismo sono aumentati del 10% grazie anche ad una sostanziale stabilità dei prezzi rispetto al 2009. L'agriturismo sopravvive alla crisi per la voglia di tranquillità e la ricerca di vacanze vicino casa

Con il ponte dell'Epifania salgono a circa 400mila i vacanzieri che durante le feste di fine ed inizio anno hanno alloggiato in agriturismo con un aumento stimato del 10% favorito anche dai prezzi che sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno. è quanto stima la Coldiretti sulla base delle indicazioni dell'associazione agrituristica Terranostra che sottolinea come a farla da padrona è stata la montagna con le prenotazioni a gonfie vele infatti per le aziende situate nei pressi degli impianti sciistici ma buone sono anche le presenze nelle sistemazioni prossime alle città d'arte, ai centri di interesse storico e culturale e agli impianti termali.
L'agriturismo sembra quindi resistere meglio alla crisi anche per effetto della voglia di tranquillità in un momento di turbolenza economica che spinge gli italiani a privilegiare le vacanze più vicine a casa con una maggiore flessibilità nella programmazione. Nelle festività natalizie gli operatori del settore sono impegnati ad offrire agli attenti consumatori servizi e ristorazione di qualità, pur mantenendo i prezzi sostanzialmente stabili. La capacità di mantenere inalterate le tradizioni enogastronomiche nel tempo è stata - continua Terranostra - la qualità più apprezzata dagli ospiti degli agriturismi, ma è aumentata nel contempo la domanda di servizi innovativi per sportivi, nostalgici, curiosi e ambientalisti, insieme a questo va crescendo anche in termini numerici l'abbinamento con il turismo d'arte.
Su un totale di 19.019 aziende agrituristiche - precisa la Coldiretti - 15.681 offrono alloggio, 9.335 ristorazione, 3.400 degustazioni e ben 10.583 altre attività tra le quali prevalgono quelle escursionistiche, quelle sportive, corsi di degustazione, centri benessere, osservazioni naturalistiche, equitazione, trekking e mountain bike. La scelta è avvenuta navigando su internet su siti come www.terranostra.it o attraverso le guide o le pubblicazioni specializzate come agriturismo 2010, esperienze personali e con il passaparola.Tra i clienti non sono mancati gli stranieri (25%) e i giovani (55%) con età compresa tra i 18 e i 35 anni, proprio grazie a un notevole miglioramento del settore, che è in grado di offrire servizi diversificati tra loro che attirano non solo gli amanti della buona cucina e della serenità, ma anche escursionisti, nostalgici delle antiche tradizioni, sportivi, creativi e amanti dell'avventura.
Un italiano su 3 regala la calza
Per la ricorrenza dell'Epifania quasi un italiano su tre punta deciso sulla 'calza” con dolci, carbone e giochini (il 32% del campione) per far sorridere i propri bimbi. Ma c'è anche un 14% che farà altri regali, a integrazione o forse anche a riparazione del portato da Babbo Natale. Stando a quanto emerge da una ricerca della Confesercenti-Swg, un altro 11% punta a rendere 'dolce” l'addio alle feste regalando sopratutto dolcetti e caramelle. Ma c'è una consistente parte di italiani intenzionata a lasciare che la Befana tiri dritto: il 43% del campione intervistato ha detto di non essere intenzionato a fare regali. E dietro questa scelta si intravvede il 'carbone” delle difficoltà economiche.
Epifania, turismo e tradizioni
Come ogni anno, la Befana rivive in molte regioni con celebrazioni e riti. Cavalcate dei Magi a Roma e Firenze e mercatini e bancarelle piene di dolci e di calze colorate. Messe e rappresentazioni nelle chiese per questa festa ancora molto amata che ricorda l'arrivo dei Magi a Betlemme, ma che nelle feste popolari inserisce l'iconografia della befana sulla scopa che porta i doni nella notte tra il 5 e il 6 gennaio e che punisce i bambini cattivi con un po' di carbone. In realtà prima di arrivare a questa identificazione di 'nonnina” comunque generosa, che entra dai tetti per portare regali nelle case, ci sono state molte sovrapposizioni tra culture pagane, credenze popolari e inserimenti cristiani. è comunque un personaggio molto radicato nella tradizione, che quando si è cercato di cancellare o di sopprimere dalle feste ha incontrato la difesa di chi alla Befana, nome che 'storpia” un po' il termine Epifania, non vuole rinunciare.
Con la Pasqua, l'Ascensione, la Pentecoste e il Natale, quella dell'Epifania costituisce una delle massime solennità che la Chiesa celebra. Il termine Epifania deriva dal greco 'epifaneia”, che significa manifestazione, apparizione o illuminazione. Per i cristiani è legata all'adorazione di Gesù da parte dei re Magi e nella tradizione le statuette di coccio con i tre re vengono inserite il 6 gennaio nel presepe ricordando i doni simbolici di oro, incenso e mirra. Ma c'è un legame forte anche con la luce, simboleggiata dalla stella cometa che si riallaccia sempre al concetto di apparizione.La leggenda della Befana scaturisce da vari riti pagani legati soprattutto all'anno vecchio che muore. Una madre Natura invecchiata, in attesa di una nuova Natura piena di vita che torna in primavera. Il rito dei doni in questo periodo si ritrova anche tra gli antichi Romani che dopo i Saturnali, che cadevano all'inizio di quello che sarebbe diventato con il calendario gregoriano il nostro Gennaio, festeggiavano i Compitali per rendere omaggio ai Lari (divinità della casa) per avere la loro benevolenza. Ogni famiglia offriva una focaccia, vari oggetti e gomitoli di lana che venivano appesi alle porte.
Simboli e rituali legati all'inverno e intersecazioni che si sono avvicendate nei secoli. Molte personificazioni sfociarono soprattutto nel Medioevo fino a far diventare la Befana una vecchina benevola che porta i regali ai bambini, in coincidenza con i doni che i re Magi portarono nella capanna di Betlemme, senza perdere però la connotazione femminile legata all'anno vecchio, che ricorda un po' la visione pagana del solstizio. Da qui l'usanza in molte regioni dei roghi per sancire la fine in attesa della primavera, dove tutto si ricrea.
La sua figura è comunque 'sopravvissuta” alle sovrapposizioni e alle mode e rimane una festa grande in molte regioni. Una specie di Natale più povero ma pieno di tradizione, festeggiato con piatti speciali e senza le contaminazione dei riti nordici di Babbo Natale e di Santa Klaus. Una piccola contrapposizione che vede la Befana un po' meno generosa di Babbo Natale, che giudica i buoni e i cattivi e che 'punisce” con un po' di carbone (dolce) chi non si comporta proprio secondo le regole.
Il 6 gennaio scambi di doni anche tra gli adulti, anche se meno impegnativi di quelli natalizi, chiudendo l'arco dell'Avvento, del Natale e del Capodanno con il detto che l'Epifania 'tutte le feste porta via”. Per lei continuano i mercatini con dolci e caramelle e le famose calze ricamate, di tela grezza, di panno lenci a seconda della fantasia popolare, che si appendono in casa in attesa del suo arrivo. E a lei sono dedicate anche tante leggende come quella che i Re Magi non trovando la strada chiesero informazioni ad una vecchia incontrata lungo la strada per Betlemme.
Non in tutti i paesi cristiani il 6 gennaio è riconosciuto come festività anche agli effetti civili. Oltre che in Italia, è considerata festa in Austria, in Croazia, in Finlandia, in alcuni Länder della Germania, in Grecia, in Slovacchia, in Spagna, in Svezia e in alcuni cantoni della Svizzera e nella Repubblica Dominicana. Tra leggende e simboli sovrapposti, la Befana resiste ai secoli e Roma, in particolare, addobba strade e mercati con la vecchina sulla scopa. Come ogni anno vive fino al 6 gennaio il mercato tradizionale di Piazza Navona con le sue bancarelle colorate con grandi calze da riempire con dolci e piccoli regali. Festa anche con lo shopping nella capitale perché i saldi coincidono quest'anno con il 6 gennaio. Saldi il 6 gennaio anche a Milano, Venezia, Firenze, Torino e Genova. E per questa Epifania, calza da Guiness a Carrara, lunga 70 metri, realizzata dai volontari della Pubblica assistenza e creata appositamente per entrare nella lista dei primati.A Firenze, organizzata dall'Opera di Santa Maria del Fiore, il 6 gennaio in piazza Duomo arrivano i Re Magi a cavallo, per il presepe vivente sul sagrato della cattedrale. A Roma la cavalcata dei Magi, che quest'anno sono partiti da Città di Castello, si conclude nella capitale in via della Conciliazione. I cortei saranno animati da numerosi gruppi di rievocazione storica, figuranti a cavallo, bande musicali, majorette. Particolarità dell'edizione romana di quest'anno, la partecipazione dell'associazione di rievocazione storica Civiltà Romana che riproporrà la Legio XIII Gemina, composta anche da soldati umbri, e della Compagnia dei balestrieri, con sbandieratori e tamburini, al seguito dei maestri tiratori. Dopo l'Angelus, i tre Re Magi, come tradizione, raggiungeranno la Casa Pontificia, per portare i simbolici doni al Papa.
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