A Bergamo si alza il sipario di Ristorerò con una mostra su Luigi Veronelli
Con una cena di gala cucinata dai fratelli Enrico e Roberto Cerea, Andrea Berton e Gennaro Esposito ha preso il via a Bergamo Ristorerò. Durante la cena è stata presentata la mostra su Luigi Veronelli: 40 anni di costume e pensiero italiani tra arte, cinema, televisione, giornali, cibo, vino e terra
BERGAMO - Con una cena di gala, cucinata dai fratelli Enrico (nella foto a destra) e Roberto Cerea (nella foto a sinistra) dello stellato Da Vittorio di Brusaporto (Bg), Andrea Berton (nella foto sotto a destra) del ristorante Trussardi alla Scala di Milano e Gennaro Esposito (nella foto sotto a sinistra) del ristorante Torre del Saracino di Vico Equense (Na) per 130 invitati tra politici, giornalisti e invitati importanti, ieri 17 maggio, ha preso il via a Bergamo Ristorerò.
Nata in onore di due grandi nomi dell'enogastronomia bergamasca e nazionale, Vittorio Cerea, il più rappresentativo ristoratore che Bergamo abbia mai avuto, e a Luigi Veronelli (nella foto sotto a destra) giornalista e scrittore, la rassegna trasformerà Bergamo, come avrebbe detto Veronelli, nella capitale dell'ospitalità gastronomica".
Le cinque giornate dedicate al cibo, al buon bere e agli artisti della ristorazione contemporanea sono ospitate in una una cornice fascinosa, la Gamec, luogo principe dell'arte contemporanea, palcoscenico di vere e proprie performance di cucina contemporanea: degustazioni, mostre, momenti didattici e laboratori.Durante la cena è stata presentata anche la mostra 'per” Luigi Veronelli. La prima dalla sua scomparsa, nel 2004. è l'omaggio che Ristorerò, la rassegna enogastronomica promossa da Confesercenti Bergamo, dedica all'indimenticabile giornalista milanese che nella città orobica, eletta a dimora, aveva un sistema d'affetti profondo e variegato.
Ed è naturale che la prima uscita delle carte e dei ricordi veronelliani avvenga in quella che Gino aveva definito 'capitale dell'ospitalità gastronomica”. A maggior ragione, se nell'ambito di una manifestazione che celebra gli artisti della ristorazione contemporanea e le scelte eccellenti nel vino e nel cibo. Nella mostra è tracciato - seppur parziale, tanto vasto è il suo archivio - un percorso che evidenzia, attraverso la selezione di documenti simbolo (oggetti e immagini), come Veronelli festeggiava la vita sua: le persone, il vino, la buona tavola, i libri, il pensiero, le parole (scritte e dette), l'anarchia (per lui con valore di 'assunzione di responsabilità, rispetto di sé e quindi degli altri”), l'arte.
Si tratta di materiale in gran parte sconosciuto e inedito. Rivelatore - sorprendente, e dilettevole - di un'individualità marcata e potente e delle sue interazioni con persone, fatti e opinioni lungo quasi mezzo secolo. Oltre quarant'anni di costume e pensiero italiani tra arte, cinema, televisione, giornali, cibo, vino, terra. In esposizione: bottiglie con dedica; la recensione di Guido Ceronetti per il Catalogo Bolaffi dei vini d'Italia; il ritratto, metafisico ('sdrafanico”, direbbe Veronelli), di Mario Donizetti; alcuni 'componimenti letterari” di lettori/ammiratori; suoi scritti autografi; lettere di alcuni degli editori con cui ha lavorato (Giangiacomo Feltrinelli, Alberto Bolaffi); la caricatura su di lui di Gianni Brera.
E ancora, la corrispondenza con Natalino Sapegno per una collana di novellieri del Trecento. Gli anagrammi di Gianni Mura e Corrado Lapi. La recensione di Mario Soldati per 'I Vini d'Italia”, il primo libro di Gino.
Molte le testimonianze dal mondo dello spettacolo: Alberto Lupo, ospite di una puntata di 'Colazione allo studio 7”, Ave Ninchi, co-conduttrice/mattatrice di 'A tavola alle sette”, Alberto Sordi, Vittorio Sgarbi, Gualtiero Marchesi, Gigetto Carnacina e tanti altri tra amanti del buon gusto, chef e vignaioli.
In una rete fittissima di 'corsi” e movimenti, eserciti regolari e falangi estreme che difendono le tipicità delle nostre terre, il tributo a Luigi Veronelli è dovuto. Lui che fu inventore e anticipatore di molti pensieri, che introdusse il criterio della qualità restituendoci il senso, la coscienza e la potenzialità dei nostri vini, che fu strenuo sostenitore delle differenze colturali e culturali, promotore dei territori e delle specificità, paladino dei piccoli produttori e delle eccellenze artigianali. Lui che inventò il pensiero enogastronomico e riuscì a esserne il più grande, elegante divulgatore, capace di essere popolare, senza rinunciare alla serietà e alla complessità dei contenuti e alla nobiltà e originalità del suo linguaggio. Proprio come scrive di lui Guido Ceronetti (recensione Catalogo Bolaffi dei vini d'Italia): «Voglio fare a Veronelli, l'enologo, una sfrenata propaganda... perché tutto nelle sue pagine è squisitamente, anormalmente aristocratico. La scelta, lo stile, le descrizioni, i consigli, le classificazioni, le denominazioni, il prezzo... tutto è separazione dal volgare, tutto è orgoglioso ritiro».
Eh, «Ci vorrebbe... ci vorrebbe Veronelli!», come recitava lo slogan per il lancio di 'Conoscere il vino”, Fabbri Editore.
Ristorerò è una rassegna enogastronomica nata nel 2009, promossa da Confesercenti. L'edizione 2010 si terrà all'interno della Galleria d'arte moderna e contemporanea di Bergamo le cui sale diventeranno il palcoscenico di vere e proprie performance di cucina contemporanea: degustazioni, mostre, momenti didattici e laboratori aperti al pubblico.
'Luigi Veronelli: l'uomo è nato per festeggiare la vita”
A cura di: Gian Arturo Rota
Promotore: Confesercenti Bergamo
Con il patrocinio di: Comune di Bergamo, Provincia di Bergamo, Camera di commercio di Bergamo Progetto grafico e comunicazione: NokNok Bergamo Progetto espositivo e allestimenti: NokArk Bergamo
Apertura al pubblico: dal 18 al 22 maggio (9.00 - 12.30/15.30-18.00/20.30- 23.00)
Ingresso libero
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