Sono circa 10mila le tonnellate di merce rimaste coinvolte dal caos nel traffico aereo negli aeroporti nazionali, che ha bloccato i flussi in arrivo ed in partenza dall'Italia colpendo in modo particolare i prodotti più deperibili come frutta, pesce, fiori e mozzarella.

è questo il primo bilancio tracciato dalla Coldiretti sugli effetti dell'eruzione del vulcano islandese sotto il ghiacciaio Eyjafjallajokull. Nonostante il fatto che la quantità di merci (alimentare e non) movimentate da tutti gli aeroporti italiani nel corso di un anno non superi il milione di tonnellate, cioè meno della metà del solo aeroporto di Francoforte o Parigi, il blocco ha avuto un impatto rilevante sull'economia.

A subire le conseguenze dello stop aereo sono stati soprattutto i prodotti agroalimentari made in Italy che vengono esportati per via aerea all'estero, per un valore stimato dalla Coldiretti in circa dieci milioni di euro in una settimana. Sul piano delle importazioni, tra gli alimentari, è stato interrotto l'arrivo dei prodotti ittici più comuni provenienti dall'estero come il pangasio del Vietnam, il persico del Nilo, la cernia africana e il tonno dell'Oceano Indiano, secondo un'analisi di 'Impresa Pesca” (Associazione nazionale della pesca e dell'acquacoltura) della Coldiretti.

Anche il flusso di frutta fuori stagione ed esotica, dalle susine all'ananas del Ghana ha avuto contraccolpi come pure le rose provenienti dal Kenya dove sono andati distrutti 10 milioni di esemplari destinati al mercato europeo e italiano.


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