BRESCIA - Non si ferma l'elenco di sequestri di alimenti mal conservati o commercializzati nonostante fossero scaduti. E ancora una volta, dopo il maxi sequestro di surgelati di qualche settimana fa, è la cittadina lombarda di Brescia a registrare una scoperta non da poco.

Giuseppe TedeschiA seguito di un controllo, avvenuto l'8 febbraio 2010, su uno smaltimento illecito di rifiuti di origine alimentare condotto dalle donne e gli uomini del comando provinciale del Corpo forestale dello Stato di Brescia, sono state infatti sottoposte a sequestro circa 500 tonnellate di prodotti alimentari proveniente prevalentemente da Cina, Thailandia, Nigeria e paesi del sud America.

«All'interno della ditta di import-export del Comune di Castenedolo, nell'hinterland di Brescia, - ha spiegato Giuseppe Tedeschi (nella foto a sinistra), commissario capo del nucleo investigativo di Brescia del Corpo forestale dello Stato - è stato rinvenuto un ingente quantitativo di derrate alimentari insudiciate e contaminate da escrementi di topo e uccelli, scadute e dalla tracciabilità assente, stoccate in un magazzino insieme a prodotti cosmetici e casalinghi. I prodotti scaduti consistevano per lo più in farine, vari tipi di riso, radici polverizzate, insaccati, alghe, pesce surgelato ed essiccato ed erano destinati a ristoranti e a negozi etnici e italiani, oltre che alla Gdo».

Il responsabile della ditta, un cittadino di origine cinese, è stato deferito all'autorità giudiziaria per i reati di commercializzazione e detenzione di prodotti alimentari insudiciati e contaminati. Rischia, oltre alla sanzione amministrativa e all'obbligo di bonificare il magazzino, una denuncia penale che potrebbe portare all'arresto da 6 mesi a 4 anni.

Gli ispettori dell'Istituto di igiene e salute pubblica della Asl di Brescia, intervenuti a seguito della richiesta di da parte della operante, hanno provveduto a campionare gli alimenti presenti per valutare l'ulteriore ipotesi di reato di 'commercio di sostanze alimentari nocive”.

Inutile chiedersi, a fronte dei numerosissimi controlli effettuati dall'Asl nei pubblici esercizi 'tradizionali”, cosa possa non aver funzionato. Come ci si può essere dimenticati dei controlli igienico-sanitari per un'attività che commercializza, da oltre 10 anni, prodotti destinati all'alimentazione umana?

«Il Corpo Forestale dello Stato - ha dichiarato il ministro Luca Zaia -, anche con questo sequestro, prosegue nella linea della tolleranza zero, che da quando sono Ministro ho indicato come prioritaria nelle attività del Cfs, dell'Icqrf, dei Nas e della Guardia costiera-Capitaneria di porto. Ancora una volta chi credeva di poter fare il furbo a scapito della salute e della buona fede dei cittadini consumatori è stato smascherato».

«Questo sequestro - ha continuato Zaia - segue gli altri operati negli ultimi due anni dal Cfs e dalle altre istituzioni preposte al controllo e all'ispezione in ambito alimentare. Si trattava di farine, vari tipi di riso, radici polverizzate, insaccati, alghe, pesce surgelato ed essiccato che senza quest'intervento sarebbero finiti sulle tavole dei cittadini».


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