Sequestro di pesce surgelato a Brescia. Etichette e confezioni non a norma
Dieci tonnellate di pesce e molluschi surgelati con confezionamento ed etichettatura irregolare sono stati sequestrati dal Corpo forestale dello Stato di Brescia in una ditta locale. I prodotti erano destinati a mense di ospedali, asili, enti pubblici e a catering che operano in tutta Italia
BRESCIA - Oltre dieci tonnellate di prodotti alimentari surgelati di pesce e molluschi con confezionamento ed etichettatura irregolare sono stati sequestrati dal Corpo forestale dello Stato di Brescia in una ditta di prodotti alimentari locale. I prodotti erano destinati a mense di ospedali, asili, enti pubblici nonché a gruppi di catering che operano in quasi tutto il territorio nazionale.
Dagli accertamenti svolti dalla Forestale è risultato, in particolare, che nove tonnellate dei cibi sequestrati avevano un confezionamento non conforme con conseguente perdita della tracciabilità degli alimenti, una tonnellata e mezzo erano illecitamente etichettati con allungamento della data di scadenza e cento chili, provenienti dalla Cina, erano scaduti addirittura dal 2008.
A operare il sequestro, il Nucleo investigativo di Polizia ambientale e forestale del comando provinciale di Brescia del Corpo forestale dello Stato. La ditta in questione lavorava prodotti surgelati a base di pesce e carne importati dai paesi asiatici rietichettandoli con alterazione delle date di scadenza e delle quantità, in violazione a quanto previsto dalla vigente normativa anche inerente la tracciabilità dei prodotti alimentari.
«L'azienda alla quale abbiamo sequestrato gli alimenti - ci ha spiegato Giuseppe Tedeschi (nella foto), commissario capo del nucleo investigativo di Brescia del Corpo forestale dello Stato - opera nell'hinterland della città di Brescia e rifornisce ristoranti, catering, ospedali, mense, aereporti, asili e anche la Gdo. Le modalità operative dell'azienda, che dovrebbe limitarsi al commercio dei surgelati, erano già poco chiare. Abbiamo così seguito e tracciato i passaggi di alcuni prodotti che venivano aperti e riconfezionati con le date di scadenza alterate».
«Dal risultato della traccibilità ne è scaturito un controllo in azienda - ha continuato Tedeschi - che ci ha permesso di scoprire un quintale di prodotti scaduti e 9 tonnellate di merce conservata in modi non corretti. Ora spetterà alla direzione dell'Asl decidere se far chiudere o meno quell'azienda».
«In questo periodo, di alto consumo degli alimenti, ci impegneremo - ha concluso Tedeschi - ad intensificare i controlli per poter garantire che episodi come questi non si replichino».
Il titolare dell'azienda è stato denunciato all'Autorità giudiziaria per il reato di frode alimentare. Inoltre è scattato l'allarme sanitario attraverso i Servizi veterinari competenti, proponendo alla Asl di sospendere l'autorizzazione sanitaria con effetto immediato e disponendo il ritiro dal mercato di tutti i lotti dei prodotti interessati con verifica delle condizioni di conservazione degli stessi e di tutta la merce in deposito nello stabilimento.

