CREMONA - Focus sull'agricoltura "blu" alla Fiera internazionale del bovino da latte di Cremona. Sul tema si è svolto oggi 29 ottobre, nel quartiere fieristico di Cremona, un convegno introdotto dall'assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia Giulio De Capitani (nella foto sotto). L'evento è stato promosso dall'assessorato regionale all'Agricoltura e dall'Ersaf (Ente regionale per i servizi all'agricoltura e alle foreste).

«La finalità dell'incontro di oggi - ha detto l'assessore De Capitani, avviando i lavori - è stimolare una riflessione e un confronto sul tema dell'agricoltura 'conservativa” o 'blu”. Si tratta di un sistema di produzione più 'sostenibile”, cioè in grado di unire produttività, efficienza e rispetto dell'ambiente. Una tecnica che vede proprio in provincia di Cremona la prima impresa italiana ad averla adottata».

«In un momento di crescente consumo dei terreni vocati all'attività del settore primario - ha spiegato De Capitani - 'agricoltura blu” significa 'conservare” il valore del suolo agricolo e preservarne la fertilità come ricchezza per le generazioni future».

Giulio De Capitani«Sui temi agroambientali - ha proseguito l'assessorato all'Agricoltura - ha investito molte risorse del Psr (Programma di sviluppo rurale) promuovendo una crescita agricola e forestale sostenibile, in armonia con la tutela della biodiversità, la valorizzazione del paesaggio e lo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili».

«Ricordo - ha chiosato De Capitani - che sull'asse 2 del Psr sono messe a disposizione la metà (ben 503 milioni di euro) delle risorse complessive del Programma. Oggi sulla misura 214 del Psr per i pagamenti agroambientali sono attive 6 diverse azioni alle quali aderiscono circa 5.500 aziende che si impegnano in programmi pluriennali».

«A fronte di un interesse diffuso per questo metodo di conduzione dei terreni - ha concluso De Capitani - l'assessorato sta lavorando in questi mesi per mettere a disposizione delle nostre imprese nuove e specifiche misure sull'agricoltura blu come dimostra il volumetto 'L'agricoltura lombarda conta 2010”, realizzato insieme alla Smea (Alta scuola in economia agroalimentare della Cattolica) e all'Inea (Istituto nazionale di economia agraria)».

Cos'è l'agricoltura "conservativa"

L'agricoltura "blu" è nata negli Usa negli anni Trenta ed è conosciuta come "agricoltura conservativa": è diffusa su scala mondiale su una superficie di circa 100 milioni di ettari. In Italia ha preso piede grazie alla promozione fatta da una decina d'anni a questa parte dall'Aigacos (Associazione italiana per la gestione agronomica e conservativa del suolo).

L'agricoltura "conservativa" rappresenta un nuovo sistema di produzione agricola sostenibile, finalizzata alla protezione dell'acqua e del suolo agrario, che coniuga obiettivi di redditività aziendale e di salvaguardia ambientale.

L'obiettivo è produrre in modo sempre più sostenibile per l'ambiente attraverso l'adozione di tecniche come la minima lavorazione superficiale, la minima lavorazione profonda e la semina su sodo.

L'agricoltura "conservativa" mette al centro la preservazione del suolo attraverso l'incremento della sostanza organica e della biodiversità; nel lungo periodo contribuisce alla riduzione dell'inquinamento, evitando l'emissione in atmosfera di anidride carbonica.

Inoltre l'agricoltura "conservativa" evita la perdita di elementi nutritivi dal terreno, tutelando la qualità delle acque superficiali, conservando il suolo e la sua fertilità (limitando i fenomeni erosivi e la lisciviazione dei nutrienti), valorizzando le funzioni di protezione svolte dai residui colturali.

Questo tipo di agricoltura tutela le acque superficiali, limitando l'uso di fertilizzanti, pesticidi e diserbanti tramite i residui colturali lasciati sul terreno, che li 'intercettano”, rendendoli nel tempo meno attivi. Grazie a questa copertura del terreno, infatti, si frena sia l'azione della pioggia sulla struttura del suolo, sia il deflusso superficiale delle acque, compreso il passaggio di diserbanti, nitrati e fosfati solubili.

L'agricoltura "conservativa" offre la possibilità di determinare su ciascun sistema colturale il bilancio della CO2 equivalente.


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