Cremona riferimento per la zootecnia Tutto pronto per la Fiera del bovino
La più grande vetrina della zootecnia che si svolge in Italia (Cremona, dal 28-31 ottobre) conferma, in questa edizione, la sua importanza anche a livello internazionale e vede crescere le presenze di operatori. La Fiera del bovino da latte è teatro di confronto sui temi più caldi del settore
MILANO - Presentati ieri, 26 ottobre, a Palazzo Pirelli la 65esima edizione della Fiera internazionale del bovino da latte e il quattrordicesimo Salone della suinicoltura italiana. Erano presenti gli assessori della Regione Lombardia all'Agricoltura Giulio De Capitani e all'Istruzione, Formazione e Lavoro Gianni Rossoni, il presidente di CremonaFiere Antonio Piva, il presidente della Provincia Massimiliano Salini, il sindaco di Cremona Oreste Perri e Gavino Usai di Assolzoo. Il taglio del nastro ufficiale sarà giovedì 28 (ore 10), nel Quartiere fieristico di Cremona di piazza Zelioli Lanzini.
«La più grande e storica vetrina della zootecnia che si svolge in Italia - ha detto l'assessore all'Agricoltura Giulio De Capitani - conferma, in questa sessantacinquesima edizione, la sua importanza anche a livello internazionale e vede crescere le presenze di operatori. La Fiera del bovino da latte è teatro di confronto sui temi più caldi del settore: la riforma della Pac e il Prs che, proprio alla fine del 2010, offre l'opportunità di una verifica e di un riorientamento delle risorse. Regione Lombardia partecipa al dibattito promuovendo due convegni, rispettivamente sui costi di produzione del latte e sull'agricoltura conservativa».
«Gli Stati Generali del latte - ha spiegato De Capitani - saranno l'occasione per affrontare con i nostri referenti in Europa il delicato capitolo del reddito. Come ho avuto modo di costatare durante il mio tour di ascolto nelle province, piccole e medie imprese agricole lamentano gli effetti di una crisi che ha diminuito i prezzi delle produzioni a fronte di un aumento dei costi aziendali e chiedono alle istituzioni di intervenire per una più equa retribuzione dei prodotti, latte compreso».
La novità di quest'anno, il confronto europeo di razza Holstein e Red Holstein, ha dato il La all'assessore Gianni Rossoni: «In questo modo - ha spiegato - Cremona afferma il suo ruolo di capitale europea della zootecnia. Gli Stati generali del latte - ha aggiunto - permetteranno di fare il punto sul lattiero-caseario, ma anche di riflettere sulla risorsa della Pac e sulla possibilità che venga abolito il sistema delle quote».
Il presidente Antonio Piva ha ricordato i numeri, record, della Fiera di quest'anno: «Avremo - ha illustrato - 852 marchi, 150 allevatori esteri con 400 animali, 17 Paesi rappresentati nel confronto europeo Holstein e Red Holstein e 25 convegni; il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro ci aiuterà a fare il punto sulla nuova Pac, che sta mettendo a punto l'Unione europea e sulla ventilata soppressione del sistema delle quote latte».
«Cremona - ha aggiunto Piva - intende valorizzare anche la sua suinicoltura, che produce 1 milione di capi, e prepararsi al meglio all'appuntamento di metà novembre con l'avvio della partnership con Dlg, il sistema fieristico tedesco con sede a Hannover».
Soddisfazione hanno espresso il presidente della Provincia Massimiliano Salini, che si è detto «felice di ospitare una rassegna che mette al centro tematiche importanti per l'agricoltura cremonese e sulle quali, come ente, siamo impegnati», e il sindaco di Cremona Oreste Perri, per il quale «i record della nuova edizione della Fiera inorgogliscono e fanno ricordare a tutti come il nostro settore primario sia in grado di innovare e di far crescere gli investimenti nell'agroalimentare e nella zootecnia pur in una congiuntura economica difficile».
«Durante la Fiera di Cremona - ha concluso l'assessore De Capitani - faremo il punto anche sulle agroenergie e sul fotovoltaico che, ricordo, nella filosofia della Regione, devono essere forme di integrazione e non di sostituzione del reddito. La multifunzionalità è un'opportunità, specie in un momento non certo facile per le nostre aziende agricole, ma la prima missione dell'agricoltura è, e resta, produrre. La qualità e la sicurezza dei prodotti lombardi sono l'espressione e la migliore voce del territorio».
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