Il Codice agricolo non piace La Camera boccia Zaia
Bocciato dalla Camera il Codice agricolo messo a punto dal ministro delle Politiche agricole Luca Zaia e dal ministero della Semplificazione normativa, al fine di “valutare e approfondire”. Per le organizzazioni di categoria troppi i punti lacunosi e di “dubbia interpretazione del Codice
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La Camera ha bocciato il Codice agricolo messo a punto dal ministero delle Politiche agricole e dal ministero della Semplificazione normativa. Il codice che a detta di Luca Zaia (nella foto in alto) avrebbe contribuito a «semplificare e accorpare il quadro legislativo dell'agricoltura italiana rendendo dominabile con lo sguardo una materia per ora dispersa tra il Codice civile, leggi speciali e in alcuni commi di leggi finanziarie» sarebbe diventato operativo entro febbraio. Ma dopo il sì del Senato, sebbene con 61 osservazioni, alla Camera si sono tirati i freni al fine di 'valutare e approfondire”.
Netta la posizine del presidente della commissione Agricoltura alla Camera Paolo Russo (nella foto a sinistra), Pdl, che ha spiegato in una nota: «sono emersi profili critici e preoccupazioni in merito agli schemi in oggetto, non con riferimento ai generali obiettivi di semplificazione e riordino, ma piuttosto con riferimento alle scelte compiute nella redazione di singole disposizioni o gruppi di disposizioni e agli effetti che possono derivarne». Da qui la necessità della commissione Agricoltura «di evitare difficoltà e dubbi interpretativi sostanziali e formali che potrebbero insorgere nell'applicazione dei provvedimenti di riordino». Cosa che non sarebbe stata possibile con la ristrettezza dei tempi disponibili visto che il codice sarebbe dovuto essere operativo entro la fine del mese. L'altoà della maggioranza Zaia segue gli interventi dei giorni scorsi dei parlamentari del Pd Nicodemo Oliverio ed Leana Pignedoli, capigruppo rispettivamente in Commissione agricoltura della Camera e del Senato, che avevano aspramente criticato il codice in una nota stampa, chiedendo a Zaia e al Governo di ritirare la proposta. Per gli esponenti del Pd: «Il Ministro Zaia si è presentato in Parlamento con una proposta di Codice Agricolo raffazzonato: un mero e disordinato accorpamento di norme. L'articolato, inoltre, appare orientato da una logica di vera e propria riformulazione della normativa agricola, più che da un riordino della stessa; esso opera una sorta di delegificazione per la quale sarebbe necessaria, in assenza della legge di semplificazione annuale, una specifica autorizzazione. La normativa risulta, pertanto, pesante, con molte omissioni e piena di errori anche materiali e, arbitrariamente, sceglie tra soluzioni giurisprudenziali diverse, modificando addirittura le disposizioni vigenti».
«Bene semplificare ma generare confusione no. - ha spiegato il vicepresidente della commissione Agricoltura alla Camera Angelo Zucchi (nella foto a destra), Pd - In seguito ai dubbi espressi dalle organizzazioni di categoria, abbiamo presentato un documento molto duro a riguardo. Motivo per cui il relatore ha deciso di esprimere parere 'sospensivo”. Parere poi accolto all'unanimità dai deputati della commissione. La commissione Agricoltura ha chiesto di approfondire quei temi che possono generare confusione alla normativa agricola. Siamo favorevoli a un'operazione volta a semplificare la normativa agricola. Il problema è che è stato fatto tutto in fretta e senza le dovute attenzioni. Con il rischio di generare confusione o contenziosi».Anche le organizzazioni di categoria avevano giudicato alcuni punti del codice 'lacunosi” e di 'dubbia interpretazione”. Nei giorni scorsi le tre centrali cooperative Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare e Agci Agrital, avevano in particolare scritto una lettera al ministro Zaia in cui esprimevano «la grave preoccupazione che il provvedimento in esame possa essere approvato nell'attuale formulazione che appare incoerente con le leggi in vigore e in contrasto con la stessa delega di merito». Le organizzazioni cooperative avevano segnalato a Zaia la necessità che il Codice agricolo fosse «integrato con le norme vigenti nel comparto agroalimentare, stante la fortissima interdipendenza tra la fase strettamente agricola e quella della valorizzazione dei prodotti sul mercato. Nel codice in discussione, ad esempio sono assenti temi di grande rilevanza come le Organizzazioni dei produttori (Op), l'interprofessione, la regolazione dei mercati prevista dal Dlgs 102/05 e così via».
Soddisfatto per la decisione della Commissione agricoltura della Camera anche il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi (nella foto a sinistra): «Credo che sia stata fatta la cosa più giusta. Fin dal primo momento avevamo espresso le nostre perplessità su un provvedimento confuso, lacunoso e privo di quegli strumenti in grado di ridare slancio e vigore alle imprese agricole, oggi in gravissima crisi. Penso che ora sia quanto mai opportuno un confronto sereno e costruttivo tra tutte le parti interessate. Sono del parere che sul testo unico vadano direttamente coinvolte sia le varie componenti delle filiere che le Regioni. Solo attraverso una discussione articolata e costruttiva si può arrivare ad una misura che sia in grado di rilanciare agricoltura e sistema agroalimentare italiano».«La decisione della Commissione agricoltura della Camera giunge - rimarca Politi - quanto mai opportuna. Adesso, davanti alla drammatica situazione che stanno vivendo i nostri agricoltori, bisogna lavorare per individuare le azioni indispensabili da portare avanti e sviluppare. Nell'analisi del provvedimento del governo avevamo subito sottolineato che si trattava di una operazione di riordino, non di innovazione della legislazione statale in materia agricola. Va da sé che il Testo dell'esecutivo non prende in considerazione né la legislazione comunitaria, né le norme statali cedevoli perché di competenza regionale. Un Testo, quindi, assai disorganico e poco incline alla definizione di un assetto logico dell'articolato che premi le aspettative del mondo agricolo, il quale da tempo rivendica, soprattutto, una concreta e reale semplificazione».
«Da qui, il nostro auspicio affinché-conclude Politi - sul Testo si apra al più presto un dialogo concreto. D'altronde, resta pienamente attuale la necessità di pervenire ad un vero Codice agricolo che riunifichi in un testo coordinato tutta la legislazione agricola, sul modello del code rural francese».
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