Codice agricolo, Luca Zaia: Semplificherà il lavoro dei contadini
Il ministro delle politiche agricole Luca Zaia ha presentato "Il riordino delle normative sulle attività agricole". Il provvedimento sarà discusso con i principali attori dell’agricoltura italiana e sottoposto a un nuovo esame del Cdm e a quello delle Camere, per diventare operativo entro febbraio
Il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia (nella foto) ha presentato "Il riordino delle normative sulle attività agricole" durante una conferenza stampa tenutasi a Palazzo Chigi dopo la prima approvazione del provvedimento da parte del Consiglio dei ministri. Il provvedimento verrà discusso con i principali attori dell'agricoltura italiana e sottoposto a un nuovo esame del Cdm e a quello delle Camere, per diventare operativo entro febbraio.Il Codice, costituito da sei titoli, per 155 articoli in tutto, riguarda:
• l'attività agricola e, quindi, le figure degli imprenditori agricoli e delle loro attività, compresa la vendita dei prodotti agricoli;
• le società agricole;
• i contratti agrari;
• le coltivazioni Ogm;
• la creazione di aziende agricole, anche attraverso l'acquisizione della terra per successione o per prelazione.
«Sono orgoglioso di poter presentare questo "Codice" che permetterà a ogni operatore del settore di dominare con uno 'sguardo” l'intera materia agricola. Finora il quadro legislativo dell'agricoltura italiana era diviso in un corpo normativo che, sedimentandosi negli anni, si era fatto particolarmente corposo ma privo di una sua organicità e compattezza. Si pensi che la materia per ora è dispersa tra il Codice civile, leggi speciali e in alcuni commi di leggi finanziarie».
«Il "nuovo codice agricolo" – ha detto Zaia - è frutto della collaborazione del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali con il ministero della semplificazione ed è stato coordinato con la presidenza del Consiglio. Si tratta di un lavoro di squadra che porta a compimento uno dei punti fondamentali del programma di Governo che è appunto la semplificazione normativa dell'intero corpo legislativo nazionale».
«Mi piace immaginare – ha proseguito il Ministro - che quando questo codice sarà approvato definitivamente i contadini si sentiranno più sicuri nel proprio agire. è vero che la legge non ammette ignoranza ma è un dovere del legislatore fare in modo che essa sia inequivocabile e chiara. Il Codice si propone d'essere una sorta di "manuale tascabile" per i contadini, facilmente consultabile, snello e scritto con un linguaggio comprensibile: una vera e propria rivoluzione».
«Con il nuovo codice semplifichiamo e accorpiamo il quadro legislativo dell'agricoltura italiana. La materia agricola ha vissuto interventi importanti praticamente in ogni decennio: prelazione agraria negli anni Sessanta, usucapione speciale negli anni Settanta, legge sull'affitto dei fondi rustici e dei contratti agrari negli anni Ottanta, e nel 2001 le leggi di orientamento in agricoltura. Tutte queste materie, disseminate in varie leggi speciali, rendevano difficile agli agricoltori individuare il quadro normativo complicando la loro attività. Scopo della semplificazione normativa è di rendere prevedibile ai destinatari le conseguenze delle loro condotte, come accade già nella vicina Francia con risultati evidenti e tangibili in termini di efficienza amministrativa e, quindi, di facilità del fare impresa».

