Dal bilancio nell'anno appena concluso emerge un sistema di controllo unico nel mondo che ha garantito il primato europeo nella qualità. Tra Agenzie delle Dogane, Nas dei Carabinieri, Istituto Controllo Qualità, Capitanerie di Porto, Corpo Forestale e Carabinieri delle Politiche Agricole, Asl, ai quali si è aggiunta l'attività degli organismi privati, sono stati effettuati nel 2009 oltre un milione di controlli sul Made in Italy, a garanzia delle imprese e dei consumatori. Un primato che ha consentito di far conquistare al Made in Italy alimentare la leadership nei prodotti tipici in Europa con 195 prodotti a denominazione di origine protetta (Dop) o indicazione geografica protetta (Igp) e 4.471 specialità tradizionali censite dalle regioni, il maggior numero di imprese biologiche (quasi un 1/3 di quelle europee) e il primo posto nella sanità e nella sicurezza alimentare, un record del 99% di campioni con residui chimici al di sotto dei limiti di legge.

Nel corso dell'ultimo decennio si è ampliata notevolmente la possibilità dei consumatori di scegliere prodotti Dop/Igp con i riconoscimenti che sono aumentati dai 101 del 2000 ai 195 attuali, di gran lunga superiori a quelli della Francia (167 prodotti) che  guidava invece la classifica all'inizio del millennio. Nel paniere della qualità Made in Italy ci sono oggi 123 Dop e 72 Igp (70 prodotti ortofrutticoli, 38 oli extravergini di oliva, 36 formaggi, 32 prodotti a base di carne, 5 prodotti da panetteria, 4 spezie o essenze, 3 aceti, 3 prodotti di carne e frattaglie fresche, 2 prodotti della pesca e 1 miele).

Complessivamente il fatturato dei prodotti a denominazione di origine Made in Italy ha sfiorato nel 2009 i dieci miliardi di euro, realizzati per quasi il 20% sui mercati esteri dove crescono  parallelamente anche le imitazioni ed i tarocchi. I prodotti più consumati sono i formaggi (con il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano in testa) ed i salumi (tra i quali guidano la classifica il Prosciutto di Parma e quello di San Daniele), ma sono cresciute anche le altre categorie di prodotto come gli ortofrutticoli (dalla Mela della Val di Non a quella dell'Alto Adige, dalle Arance Rossa di Sicilia alla Pesca e Nettarina della Romagna) e gli extravergini.

Si è notevolmente ampliata la possibilità di acquistare i prodotti tipici dell'agricoltura italiana e nel 2009 sono stati circa 500 i mercati degli agricoltori presenti in tutte le regioni italiane con un aumento del 360% rispetto all'anno precedente quando se ne contavano appena 106, secondo il 'Rapporto sugli acquisti dei prodotti alimentari direttamente dalle imprese agricole 2009”, realizzato da Coldiretti/Agri2000 che evidenzia peraltro che sono saliti a 63.600 con un aumento del 7% rispetto al 2008, i frantoi, le cantine, le malghe e le cascine dove è possibile comperare direttamente. Due italiani su tre (67%) hanno acquistato almeno una volta direttamente dal produttore agricolo, la forma di distribuzione commerciale che ha registrato la maggiore crescita nel 2009 battendo nell'alimentare negozi ed ipermercati grazie ad un incremento dell' 11% del valore delle vendite per un totale stimato in 3 miliardi di Euro.


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