Etichettatura per la frutta e la verdura I mercati rionali non rispettano le norme
L'obbligo dell'etichetta alla frutta e alla verdura non viene rispettato nella maggior parte dei mercati rionali. Secondo l'associazione per i diritti degli utenti e consumatori, la piccola distribuzione e i coltivatori diretti non rispettano la norma. Bene invece per la grande distribuzione
L'obbligo di apporre l'etichetta alla frutta e alla verdura non viene rispettato nella maggior parte dei mercati rionali. Lo rileva l'Aduc, l'associazione per i diritti degli utenti e consumatori, ricordando che nel cartellino esposto occorre indicare il prezzo, la varietà (esempio mele Golden), la categoria (extra, 1,2,4), la provenienza. Obbligatoria l'indicazione dello Stato (esempio Italia) ma facoltativa quella di una regione o zona (esempio Sicilia o Cilento). Chi non adempie a tale obbligo è soggetto alla sanzione amministrativa che va da 350 a 15.500 euro.«Da una nostra indagine a Roma - scrive l'Aduc - abbiamo riscontrato il rispetto della norma nella grande distribuzione organizzata mentre lascia a desiderare quella nella piccola distribuzione, cioè nei cosiddetti mercati rionali. Non comprendiamo, inoltre, il motivo della esenzione dell'obbligo delle etichette per i coltivatori diretti, cioè di coloro che un tempo si chiamavano contadini e oggi imprenditori agricoli».
«La domanda la rivolgiamo al ministro alle Politiche agricole, Luca Zaia, il quale occupa il suo tempo proponendo la dicitura dell'etichetta anche in dialetto. Sarebbe opportuno che si impegnasse a far rispettare la legge in vigore e tutelasse i consumatori e agricoltori, imponendo l'obbligo delle etichette anche ai contadini, ovvero agli imprenditori agricoli».
Fonte: Agi

