Zaia rassicura: Nessun rischio dal consumo di carne suina
«La carne di suino non è fonte di infezione e il suo consumo non comporta alcun problema di sicurezza alimentare». Così dichiara il ministro Zaia, ricordando che si tratta solo di un caso "mediatico". E sui limiti del tasso alcolemico afferma: «Il vino non può diventare l’unico capro espiatorio»
«è una pandemia mediatica, la carne di suino non è fonte di infezione e il suo consumo non comporta alcun problema di sicurezza alimentare come affermano le principali organizzazioni internazionali». Con queste parole il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia è intervenuto oggi da Cuneo, dove si teneva l'appuntamento di 'Governo incontra”. «Quello suinicolo - ha ricordato Zaia - è un comparto che in Italia fattura 2,5 miliardi di euro e che garantisce lavoro a 160 mila addetti, che allevano 9 milioni di suini l'anno. Non creiamo inutili allarmismi che possono mettere in difficoltà gli allevatori del nostro Paese, come già successo con l'aviaria. Continuiamo a consumare carne di maiale, anzi consiglio ai cittadini di fare grandi scorte di carne che troveranno a prezzi più bassi».
Il ministro Zaia è poi intervenuto sulla questione della sicurezza stradale e sui limiti del tasso alcolemico consentito. «Giù le mani dal vino italiano: abbassando il limite del tasso alcolico, che oggi è fissato dalle legge a 0,5, si rischia di mettere in difficoltà un comparto d'eccellenza del nostro Paese», ha spiegato Zaia. «Solo il 2,9% degli incidenti stradali avviene in stato di ebbrezza; il vino non può diventare l'unico capro espiatorio. Le morti sono imputabili anche ad altri fattori come la stanchezza, i decibel dello stereo in auto, parlare al telefonino guidando, fumare e i farmaci».
«Non è necessario fare polemica su questo aspetto, come è accaduto recentemente al Vinitaly», conclude Zaia. «Ma è fondamentale sostenere e valorizzare il vino, che oltre ad essere una risorsa economicamente importante del nostro Paese è di fatto uno dei principali ambasciatori di tutto il Made in Italy nel mondo».
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