Per festeggiare il Capodanno gli italiani spenderanno a tavola circa 2,7 miliardi di euro nelle case o fuori nei ristoranti, negli agriturismi e nei locali appositamente allestiti. è quanto stima la Coldiretti per la festa di fine anno durante la quale cotechini e zamponi battono salmone, ostriche e caviale e lo spumante italiano vince nettamente con il 98% dei brindisi nazionali. Nonostante la forte variabilità di spesa tra quanti hanno deciso di trascorrere la notte più lunga dell'anno tra le mura domestiche e quanti hanno preferito rinunciare a cucinare, a farla da padrone in tutte le tavole sono, insieme allo spumante, i piatti della tradizione.

Con un crollo del 66% nelle importazioni di champagne in Italia i brindisi di fine anno con le bollicine d'oltralpe raggiungono il minimo storico e sono appena un terzo di quelli dello scorso anno, sulla base delle elaborazioni Coldiretti sui dati Istat relativi ai primi nove mesi del 2009 che confermano il momento di difficoltà per il prodotto francese che, nell'anno appena concluso, ha dovuto contenere la produzione a 260 milioni di bottiglie, in forte calo rispetto ai 322 milioni del 2008. Con la grave crisi dello champagne francese si consolida la leadership dello spumante in Italia dove il brindisi Made in Italy stravince con circa 80 milioni di bottiglie stappate durante le festività sulle tavole degli italiani. Sono invece circa 8 milioni i cotechini e gli zamponi serviti in tavola insieme ad oltre 5mila tonnellate di lenticchie chiamate a "portar fortuna".

Se particolarmente ricercate sono quelle Castelluccio di Norcia Igp ma anche quelle inserite nell'elenco delle specialità tradizionali nazionali come le lenticchie di S.Stefano di Sessano (Abruzzo), di Valle agricola (Campania), di Onano, Rascino e Ventotene (Lazio), molisane (Molise), di Villalba e Ustica (Sicilia) o le altre umbre.

Se in Emilia Romagna la festa è accompagnata dagli immancabili tortellini, nelle tavole della Lombardia vincono i risotti mentre in Piemonte sono gli agnolotti a farla da padrone e gli spaghetti sono i più gettonati in tutto il Mezzogiorno, tranne in Sardegna dove è il momento dei classici gnocchetti. Da segnalare il ritorno della polenta, considerato un piatto povero ed economico anche se il costo varia di molto a seconda dei prodotti che l'accompagnano: carne al sugo, con formaggi, funghi e verdure, cacciagione ma  in Veneto è molto diffusa per Capodanno la polenta e baccalà.

Particolarmente gettonati gli agriturismo dove trascorreranno la notte più lunga dell'anno in circa 145mila, con un aumento del 20% rispetto allo scorso anno, secondo Terranostra. L'aumento è soprattutto dei giovani che scelgono la tranquillità delle campagne facendosi tentare dalle golosità gastronomiche tradizionali presenti sulle tavole imbandite degli agriturismi, senza farsi sconvolgere dalle chiassose feste in piazza e dalle lunghe serate delle discoteche. La riscoperta della natura e del cibo genuino, ma soprattutto della voglia di stare insieme per comunicare, che il silenzio della campagna a tavola certamente favorisce, sembrano essere dunque apprezzati anche dalle giovani generazioni che spesso in piccoli gruppi di amici scelgono gli agriturismo, che hanno adeguato la propria offerta alle nuove esigenze. A incoraggiare le presenze è anche la sostanziale stabilità dei prezzi per i cenoni che la maggior parte delle aziende li ha mantenuti invariati rispetto allo scorso anno.