Basta astici nel ghiaccio. Un pm contro due ristoratori
Anche gli astici soffrono. A dirlo non è un'associazione animalista ma un pubblico ministero milanese, motivando l'impugnazione in appello di una sentenza di assoluzione pronunciata nei confronti di due ristoratori accusati di aver esposto nel loro locale i gustosi crostacei nel ghiaccio
Anche gli astici soffrono. A dirlo non è un'associazione animalista ma un pubblico ministero milanese. Nel motivare l'impugnazione in appello di una sentenza di assoluzione pronunciata nei confronti di due ristoratori accusati di aver esposto nel loro locale i gustosi crostacei nel ghiaccio, il pm Giulio Benedetti scrive che questi animali, anche se non hanno un sistema nervoso centrale, «possono provare esperienze simili a quelle dei vertebrati in termini
di sofferenza». I due imputati erano stati assolti dal reato di maltrattamento per aver esposto in sala da pranzo i crostacei amati dai gourmant su un letto ghiacciato, ancora in vita.
Nel motivare l'assoluzione, il giudice aveva sostenuto che non c'era reato poiché «si tratta di animali non dotati di un sistema nervoso centrale, e tali da non consentire il giudizio certo circa l'insopportabilità del comportamento».
Affermazione non condivisa dal pm che, sulla scorta di una consulenza tecnica fatta svolgere da un esperto dell'Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell'Emilia Romagna, scrive nell'atto d'impugnazione: «Il posizionamento degli animali sul ghiaccio è assolutamente inappropriato sia come metodo anestetico che come metodo di stoccaggio». Anche il sistema nervoso, si legge nei motivi d'appello, «è in grado di espletare le funzioni massime di ricezione degli stimoli sia negativi sia dolorosi».
Fonte: Agi
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di sofferenza». I due imputati erano stati assolti dal reato di maltrattamento per aver esposto in sala da pranzo i crostacei amati dai gourmant su un letto ghiacciato, ancora in vita.Nel motivare l'assoluzione, il giudice aveva sostenuto che non c'era reato poiché «si tratta di animali non dotati di un sistema nervoso centrale, e tali da non consentire il giudizio certo circa l'insopportabilità del comportamento».
Affermazione non condivisa dal pm che, sulla scorta di una consulenza tecnica fatta svolgere da un esperto dell'Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell'Emilia Romagna, scrive nell'atto d'impugnazione: «Il posizionamento degli animali sul ghiaccio è assolutamente inappropriato sia come metodo anestetico che come metodo di stoccaggio». Anche il sistema nervoso, si legge nei motivi d'appello, «è in grado di espletare le funzioni massime di ricezione degli stimoli sia negativi sia dolorosi».
Fonte: Agi
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