è più che meritevole di attenzione la volontà del ministro del Turismo di promuovere l'Italia in tutto il mondo. Coi chiari di luna che ci sono, qualunque iniziativa capace di invertire la caduta a picco dei flussi turistici è benvenuta. Tanto più se si pensa che dal 1970 ad oggi l'industria turistica italiana, da quella più fiorente al mondo che era, è scivolata al 5° posto come destinazione. Mentre in tutte le graduatorie che spiegano perché la gente decide una meta rispetto a un'altra siamo irrimediabilmente agli ultimi posti. Per ovviare a ciò, un mandato per valorizzare il nostro turismo era stato assegnato al nuovo presidente dell'Enit, Matteo Marzotto, e un qualche ruolo di ambasciatore della Bella Italia lo dovrebbe aver ricevuto anche Luca Cordero di Montezemolo. Ma se le strutture del sistema Italia non funzionano non c'è imprenditore, bello o carismatico che sia, che possa invertire la tendenza. Anzi.

Di fatto stiamo andando di male in peggio. La stagione 2009 si chiude con un -2,5% di presenze (dopo il calo dell'1,4% del 2008), mentre nella classifica internazionale di competitività dell'industria turistica siamo al 28° posto. Per quanto riguarda il rapporto qualità/prezzi siamo addirittura a quota 130 su 133. Così non può proprio più andare, e bene sembra aver fatto la battagliera Michela Vittoria Brambilla decidendosi a scendere decisamente in campo. Dopo aver presentato uno spot pubblicitario con budget milionari, il Ministro ha quindi preso il toro per le corna e ha lanciato una sfida alla stampa internazionale, rea di giudicare male il Belpaese. Per ogni articolo in negativo, in pratica, da Roma si risponderà con valanghe di veline e comunicati 'in positivo”.

Fin qui tutto bene. Il Ministero adempie al suo ruolo. Peccato però che in questo progetto ciò che manchi sia proprio uno stile all'insegna dell'accoglienza e del rispetto di chi ci deve giudicare. Iniziative di questo genere si decidono, ma non si annunciano. Si fanno nel più assoluto riserbo e senza alcun clamore. è una delle regole base della comunicazione. Parlarne, e troppo, crea non pochi problemi. E la reazione della stampa estera ne è un esempio, almeno a giudicare dalle critiche che hanno sommerso il Ministro. A sorprendere, e irritare, è stata in particolare l'enfasi per lo stretto collegamento che la Brambilla ha posto fra i giudizi negativi dei corrispondenti esteri sul Capo del Governo italiano e l'avvio di una task force per contrastare queste opinioni. Quasi che se il turismo è in caduta libera in Italia questo dipenda dagli sfoghi di Berlusconi contro i magistrati o dalle sue performance fra le lenzuola con qualche escort. è vero che il premier ha parlato di uno 'sputtanamento” che fa male all'economia italiana, ma a tutto c'è un limite.

Se i turisti abbandonano l'Italia è perché non abbiamo una politica del turismo. Non per le vicende personali del premier. A livello mondiale siamo al 73° posto per infrastrutture, al 55° per strade, al 52° per ferrovie, al 95° per porti, e al 78° per il trasporto aereo. Non è che magari veniamo giudicati per queste cose? E ancora. Siamo al 2° posto al mondo per numero di alberghi e posti letto, ma abbiano le strutture in media più piccole. E non si può certo pensare di far fare un salto di qualità al sistema trasformando i 230 hotel a 5 stelle italiani in altrettanti casinò come ha proposto il Ministro, subito investita dalla critiche della Fipe. Un po' più di sano realismo (che non difetta certo all'on. Brambilla) non guasterebbe. Di 'casini” in Italia ce ne sono già fin troppi (ora poi che sono diventati argomenti del gossip politico...), non aggiungiamoci anche i casinò.

Il Ministro per fortuna sta operando bene su altri fronti. Pensiamo all'idea di dare più contenuti al turismo enogastronomico. Continuiamo su questa strada e rafforziamo il settore dando strategie coerenti e una bella sforbiciata alle troppe sagre false che non aggiungono certo punti alla nostra attrattività. Lasciamo alla politica di difendersi da sola e badiamo invece alla buona gestione di musei, alberghi o ristoranti. Così il turismo tornerà a crescere.

Alberto Lupini
alberto.lupini@italiaatavola.net


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