Pollo made in Italy: resta l'etichetta sull'origine
Le organizzazioni degli imprenditori agricoli plaudono in coro alla conferma dell'indicazione obbligatoria dell'origine per le carni avicole. L'ulteriore proroga dei termini previsti dall'ordinanza del ministero della Salute del 21 dicembre 2007 (che aveva già prorogato le scadenze inizialmente disposte dall'ordinanza del 26 agosto 2005 inerente 'Misure di polizia veterinaria in materia di malattie infettive e diffusive dei volatili da cortile”) viene incontro alla volontà dei produttori italiani di assicurare la tracciabilità della propria produzione.
Più tutela per il consumatore
Per Confagricoltura, l'aver ribadito da parte del ministero della Salute l'obbligo d'indicare l'origine della carne avicola consente ai produttori di assicurare la completa tracciabilità del prodotto. Ma non solo: la misura permetterà agli organi di controllo di effettuare una più agevole metodologia di verifica e ai consumatori di avere una corretta informazione ed acquisti consapevoli.
Sugli scaffali continuerà a essere riconoscibile il pollo made in Italy
Sulla stessa linea di pensiero anche la Coldiretti che ricorda come grazie alla proroga dei termini dell'ordinanza del ministero della Salute si conferma l'esigenza di assicurare ai consumatori la completa tracciabilità del prodotto. Restano così in vigore in aggiunta alle indicazioni obbligatorie previste dalla normativa in materia di etichettatura dei prodotti alimentari, di cui al Decreto legislativo 109/92, le disposizioni che prevedono che gli operatori che intervengono nella fase di macellazione e di sezionamento e i soggetti che importano nel territorio italiano animali vivi da macellare, o carni fresche da sezionare o già sezionate da commercializzare, debbano riportare in etichetta le informazioni necessarie a ripercorrere con esattezza la storia dell'animale.
La produzione nazionale, Brescia leader
Con la proroga dei termini previsti dall'ordinanza è stata così difesa una misura di trasparenza fortemente voluta dai produttori e dai consumatori e che ha consentito di superare la psicosi nei consumi familiari di carne avicola. Si ricorda che nel comparto avicolo nazionale operano 6.000 allevamenti, 173 macelli, 517 imprese di prima e seconda lavorazione: Brescia è presente con gli oltre 600 allevamenti e la leadership in produzione di uova, tacchini e polli da carne. 
Il pressing della Coldiretti ha portato all'obbligo di indicare varietà, qualità e provenienza nell'ortofrutta fresca, all'arrivo dal primo gennaio 2004 del codice di identificazione per le uova, all'obbligo di indicare in etichetta, a partire dal primo agosto 2004 il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto, dall'obbligo scattato il 7 giugno 2005 di indicare la zona di mungitura o la stalla di provenienza per il latte fresco, all'etichetta del pollo made in Italy per effetto dell'influenza aviaria dal 17 ottobre 2005 e all'etichettatura di origine per la passata di pomodoro a partire dal 1 gennaio 2008.
Ma molto resta ancora da fare e per oltre il 50% della spesa l'etichetta resta anonima per la carne di maiale, coniglio e agnello, per la pasta, le conserve vegetali, ma anche per il latte a lunga conservazione e per i formaggi non a denominazione di origine.
Cia: ordinanza che favorisce la trasparenza del mercato avicolo
Anche la Cia (Confederazione italiana agricoltori) esprime soddisfazione per la conferma per il 2009 dell'indicazione in etichetta dell'origine per le carni avicole. La proroga sulle misure di protezione e sorveglianza contro l'influenza aviaria permetterà ai consumatori di riconoscere la provenienza degli animali e di valorizzare così il "made in Italy" e con esso il lavoro dei produttori italiani.
Un'etichettatura chiara e trasparente garantisce, infatti, una reale rintracciabilità del prodotto e costituisce un elemento importante sia per i cittadini e per le loro scelte in campo alimentare e sia per i produttori avicoli. E proprio l'indicazione d'origine, assieme all'azione svolta dai nostri produttori, sempre più orientata alla qualità e alla sicurezza degli allevamenti, ha permesso al settore di risalire la china e superare una crisi che nel 2005 e 2006, a causa della psicosi dell'influenza aviaria, aveva provocato gravi danni.
Articoli correlati:
Confagricoltura sul 'pollo al cloro”: dopo la bocciatura di Bruxelles, serve un sistema di etichettatura
Pollo: definizione, curiosità e classificazione delle razze

