Il ritiro dell'offerta Cai per Alitalia "é stato deliberato all'unanimita". «La drammatica situazione di Alitalia - molto peggiore di quella che aveva dato luogo ad altre offerte di acquisto in passato - e dei mercati internazionali, non permette di allungare ulteriormente una trattativa che è stata approfondita e che ha portato a numerose concessioni. Ulteriori concessioni e dilazioni metterebbero irrimediabilmente a rischio al realizzazione del piano». Lo ha affermato Cai, Compagnia Area Italiana, nella nota in cui annuncia di aver deciso il ritiro dell'offerta su Alitalia.
«Siamo di fronte a una situazione drammatica, di fronte a un baratro». Così il premier Silvio Berlusconi ha commentato il ritiro dell'offerta. E attacca: «Ci  sono responsabilità pesantissime da parte di Cgil e associazioni dei piloti». Subito la replica di Epifani: «Il premier si assuma le sue responsabilita. Non vogliamo fare il capro espiatorio», ha comentato il leader sindacale, aggiungendo che «la Cgil si è assunta per intero le proprie responsabilità per evitare il fallimento di Alitalia. Piuttosto che cercare capri espiatori, il Governo e il presidente del Consiglio si assumano le proprie responsabilità per come hanno gestito la trattativa con le parti sociali».
Berlusconi ha parlato anche di una "responsabilità politica" nel mancato accordo e ha specificato. «Non vorrei che fosse questa la soluzione che qualcuno si era augurato».  Tutto è saltato con l'ufficializzazione del ritiro dell'offerta per Alitalia deciso all'unanimità dall'assemblea della Cai.  La società spiega in una nota che la drammatica situazione di Alitalia e dei mercati internazionali «non permette di allungare ulteriormente una trattativa che è stata approfondita e che ha portato a numerose concessioni. Ulteriori concessioni e dilazioni metterebbero irrimediabilmente a rischio la realizzazione del piano». Cai «esprime la più profonda delusione nel constatare che non si è realizzata la prima e principale condizione del progetto "nuova Alitalia" che avrebbe permesso la nascita di una nuova compagnia aerea competitiva malgrado il momento difficile per il settore aereo e per l'economia in generale».

BERLUSCONI E RITIRO CAI, DALLA SPERANZA AL BARATRO - Silvio Berlusconi ha appreso del ritiro dell'offerta da parte di Cai su Alitalia dai cronisti che lo attendevano a palazzo Grazioli. Dopo essere rientrato da San Giuliano di Puglia, il presidente del Consiglio ha fatto una breve tappa in alcuni negozi vicino alla sua residenza romana. Qui, ai cronisti che lo seguivano, ha detto di "auspicare una soluzione positiva" della vicenda, rispondendo così a chi lo informava delle voci di un imminente ritiro da parte della cordata guidata da Roberto Colaninno. Dopo una ventina di minuti, il premier è rientrato a palazzo Grazioli, dove ha trovato nuovamente i giornalisti ad attenderlo. Li ha fatti così entrare nel cortile interno del palazzo adibito a residenza e ufficio. Qui ha spiegato di non voler fare dichiarazioni e di voler attendere ulteriori informazioni prima di fare una conferenza stampa a Palazzo Chigi.
A questo punto, un cronista gli ha riferito che da pochi secondi era stata battuta la notizia che annunciava l'orientamento ufficioso di Cai per il ritiro dell'offerta. E Berlusconi si è mostrato sorpreso. A chi ha chiesto poi se quella di Cai potesse essere una mossa "tattica", il premier ha risposto: «Non lo so, non lo so. Quello che so è che il dottor Letta mi informa ogni tre minuti e forse le informazioni che avete voi vengano da sotto, dalla strada, non dalla sala. E quindi credo di essere più informato di voi». Tuttavia, per sincerarsi che non vi fossero novità, Berlusconi ha chiesto ad un suo collaboratore di chiamargli il sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Poi, dopo aver affrontato altri temi ed in particolare dopo aver spiegato di non aver mai detto che il leader del Pd Walter Veltroni è inesistente, il Cavaliere si è allontanato per recarsi in una sala al piano terra di palazzo Grazioli per parlare, evidentemente, con Gianni Letta. Dopo pochi minuti, è tornato dai giornalisti per confermare di aver appreso che effettivamente Cai aveva ritirato l'offerta.
«E' certo che ci sono pesantissime responsabilità soprattutto della Cgil e delle associazioni dei piloti, che valuteremo. E non vorrei che questa fosse proprio la soluzione che qualcuno ha auspicato si verificasse».

SACCONI, RITIRO CAI PER OSTRUZIONISMO CGIL - «Il ritiro dell'offerta per la nuova Alitalia da parte della società Cai è la logica conseguenza dell'assurda posizione ostruzionistica assunta dalla Cgil in alleanza con le sigle autonome di piloti e assistenti». Lo dichiara in una nota il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi.

APPLAUSI E GIOIA DIPENDENTI FIUMICINO  - Prevale palese soddisfazione tra i dipendenti Alitalia in assemblea all' aeroporto di Fiumicino in merito alla notizia del ritiro dell' offerta Cai. Non appena si è diffusa la notizia tra i circa mille dipendenti, e alcuni sindacalisti lo hanno annunciato con gli altoparlanti sono scattati applausi e frasi di gioia come "Meglio falliti che in mano a questi banditi".

FANTOZZI AVVIA ITER PRIMA CASSA INTEGRAZIONE - Il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha comunicato ai sindacati l'avvio formale della procedura di cassa integrazione straordinaria per i dipendenti direttamente o indirettamente collegati all'utilizzo dei 34 aerei già messi a terra. Riguarda 831 piloti per 12 giorni al mese, 1.383 assistenti di volo per 10 giorni al mese e 2.072 dipendenti di terra per 6 giorni al mese.

 

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