Latitudine38, una scelta di qualità testimoniata dal marchio d’o.c.
Lo scenario del mercato agro-zootecnico, come quello dei consumi alimentari, è in totale cambiamento a seguito della globalizzazione e della forte esigenza di qualità e sicurezza. Di conseguenza quando si parla di filiera, di trasparenza, di allevamenti non è facile rendere un'idea semplice e chiara dell'operato che sta dietro le quinte. La carne in particolare è un alimento indispensabile nella dieta, che provoca la soddisfazione di salute e sicurezza, di sapore e
benessere, sino ad arrivare all'atto culturale di convivialità che magicamente si ripropone ogni qualvolta ci si ritrova davanti a un bel fuoco con la carne che cuoce sulla griglia.
Latitudine38, con i suoi prodotti selezionati, ha riunito idee, tradizioni, competenze che hanno scatenato una 'coraggiosa reazione a catena”, emozionando i gourmet più esigenti. Alessandro Giletta, responsabile della comunicazione dell'azienda, rivela che la scelta coraggiosa è stata quella di uscire dal solito meccanismo di business agro-zootecnico, concentrato tutto sull'immagine di una razza oppure su un territorio, puntando piuttosto sui meccanismi che fanno sì che una carne piaccia più di un'altra. Il tutto integrato in un processo di comunicazione chiaro e lineare, dove il prodotto è corredato da tutte le informazioni necessarie, reperibili in modo semplice ed efficace utilizzando la rete internet: la filiera oltre che corta deve essere anche comunicata.
La Subalpina d'o.c . e il Novillo d'o.c. , già distribuiti sul mercato della ristorazione, sono il frutto di questa evoluzione. Altri progetti sulla carne di suino, di vitello e sul latte di bufala andranno presto ad estendere la gamma. La sfida dell'allevamento d'o.c. è cominciata: la regia scientifica affidata a Carlo Sgoifo Rossi, professore al dipartimento di Sicurezza Alimentare-Vsa Universitrà degli Studi di Milano, (nella foto a destra) ha una trama all'insegna della sicurezza e del benessere dell'animale, per realizzare una serie di prodotti d'autore che prima di tutto dovranno essere sempre, sani, eccellenti e succulenti.
Dare costanza a una produzione agro-zootecnica richiede esperienza, talento, passione; gestire la variabilità di un processo produttivo richiede un piano di investimenti, lungimirante e razionale nel quale sono necessarie strutture evolute senza improvvisazioni e approssimazioni. Come ogni opera d'arte la firma ne sottolinea l'unicità. A testimoniare questio impegno c'è Mario Tortone (nella foto a sinistra), allevatore d'o.c., cresciuto tra vitelli di razza piemontese e la buona cultura contadina della provincia 'Granda”, che ha passione ed esperienza da vendere per intuire se quell'animale, quando sarà ceduto nelle mani di un virtuoso chef, diventerà un tripudio di sapori.
benessere, sino ad arrivare all'atto culturale di convivialità che magicamente si ripropone ogni qualvolta ci si ritrova davanti a un bel fuoco con la carne che cuoce sulla griglia. Latitudine38, con i suoi prodotti selezionati, ha riunito idee, tradizioni, competenze che hanno scatenato una 'coraggiosa reazione a catena”, emozionando i gourmet più esigenti. Alessandro Giletta, responsabile della comunicazione dell'azienda, rivela che la scelta coraggiosa è stata quella di uscire dal solito meccanismo di business agro-zootecnico, concentrato tutto sull'immagine di una razza oppure su un territorio, puntando piuttosto sui meccanismi che fanno sì che una carne piaccia più di un'altra. Il tutto integrato in un processo di comunicazione chiaro e lineare, dove il prodotto è corredato da tutte le informazioni necessarie, reperibili in modo semplice ed efficace utilizzando la rete internet: la filiera oltre che corta deve essere anche comunicata.
La Subalpina d'o.c . e il Novillo d'o.c. , già distribuiti sul mercato della ristorazione, sono il frutto di questa evoluzione. Altri progetti sulla carne di suino, di vitello e sul latte di bufala andranno presto ad estendere la gamma. La sfida dell'allevamento d'o.c. è cominciata: la regia scientifica affidata a Carlo Sgoifo Rossi, professore al dipartimento di Sicurezza Alimentare-Vsa Universitrà degli Studi di Milano, (nella foto a destra) ha una trama all'insegna della sicurezza e del benessere dell'animale, per realizzare una serie di prodotti d'autore che prima di tutto dovranno essere sempre, sani, eccellenti e succulenti.
Dare costanza a una produzione agro-zootecnica richiede esperienza, talento, passione; gestire la variabilità di un processo produttivo richiede un piano di investimenti, lungimirante e razionale nel quale sono necessarie strutture evolute senza improvvisazioni e approssimazioni. Come ogni opera d'arte la firma ne sottolinea l'unicità. A testimoniare questio impegno c'è Mario Tortone (nella foto a sinistra), allevatore d'o.c., cresciuto tra vitelli di razza piemontese e la buona cultura contadina della provincia 'Granda”, che ha passione ed esperienza da vendere per intuire se quell'animale, quando sarà ceduto nelle mani di un virtuoso chef, diventerà un tripudio di sapori.

