Per ora di certo c'è solo che dal 1° settembre l'Iva sarà interamente detraibile sui costi aziendali per alberghi e ristoranti. Un provvedimento che, stando ai commenti a caldo raccolti fra gli amici ristoratori, non sembra piacere più di tanto alla categoria. E ciò per almeno due considerazioni. La prima, la più ovvia, è che con questo provvedimento il fisco mira a ridurre la sacca di evasione nel settore (il 'nero” nel fuori casa è ancora molto praticato…). La seconda è che passare dallo scontrino o dalla ricevuta a una fattura richiede degli adempimenti in più dovendo indicare con precisione ragione sociale e partita Iva. In realtà sarebbe così anche per le ricevute, ma nella quasi totalità dei casi queste vengono rilasciare in bianco e il cliente compila poi i campi previsti…

Eppure, a ben guardare, la decisione del Governo (imposta dall'Unione europea per eliminare una delle tante distorsioni italiane sull'Iva) appare più che saggia e, alla fine, orientata a sostenere un settore che negli ultimi mesi ha perso parecchi clienti. Fra calo del potere d'acquisto e inflazione si può infatti azzardare una flessione di presenze nei pubblici esercizi del 10% circa. Punti su cui incidono non solo i privati, ma anche la clientela d'affari, spesso costretta a ridurre pranzi, cene od ospitalità perché in tempi di vacche magre fare spese che non possono essere detratte non è sempre sopportabile. Se si guarda il provvedimento sull'Iva con quest'ottica si può perciò immaginare una ripresa di presenze al ristorante per pranzi o cene di lavoro, magari anche a ritmi più intensi di prima. E per i ristoratori o i gestori di hotel non cambierebbe nulla, perché tanto anche prima i clienti almeno la ricevuta la chiedevano tutti…

Ma a ben vedere ci sono almeno altre due opportunità che vanno tenute presenti. Se è vero che il nero è spesso generato da norme che da anni definiamo vessatorie e per nulla incentivanti per la ristorazione, va anche detto che dell'evasione fiscale alcuni gestori fanno un uso assolutamente ingiustificato e truffaldino, causando con ciò una grave distorsione di mercato che, come sempre, colpisce gli operatori seri. Se al diritto di detrazione dell'Iva sui ristoranti per le aziende seguisse una generalizzata richiesta di fattura da parte di tutti i clienti, si farebbe non poca pulizia nel settore, liberando il campo per i ristoratori onesti. E, sempre collegandosi a un ciclo virtuoso sull'Iva, alle fatture per pranzi, cene o notti in hotel, non potrebbero che collegarsi, sul versante opposto, anche più fatture in entrata per le aziende dell'Horeca. Meno acquisti in nero in cucina e, soprattutto, più possibilità di garantire quella tracciabilità degli alimenti che sempre più diventerà un elemento di distinzione dei locali seri.

Alberto Lupini
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