Pollo Usa alla varechina: Stop dai 27 dell'Europa
Il Comitato dei 27 Paesi Ue ha votato contro la proposta della Commissione Ue di riaprire le frontiere alla carne di pollo Usa alla varechina. La carne di pollo prodotta dagli Usa e trattata con il cloro è al bando in Europa dal 1997.
Immediate le reazioni positive da parte di molte organizzazioni che valutano importante la sonora bocciatura di 26 membri, compresa l'Italia,
per evitare che questa preoccupante novità arrivi sul mercato comunitario senza che imprese e consumatori ne sentano il bisogno. Dopo il pressing esercitato dagli Stati Uniti nell'ambito del secondo incontro del Consiglio economico transatlantico (Tec) tra Unione europea e Stati Uniti, il 28 maggio scorso la Commissione europea aveva adottato una proposta che - sottolinea la Coldiretti - prevedeva una durata di due anni con l'apertura delle frontiere europee condizionata: all'uso di una sola sostanza chimica a base di cloro, tra le quattro utilizzate comunemente per disinfettare le carni, proibendo così l'uso di cocktail di sostanze; al lavaggio con acqua potabile; all'uso di etichette in cui si espliciti che il prodotto è stato decontaminato con il cloro; e alla fornitura di dati da parte delle autorità americane sulla possibile resistenza agli antibiotici che questi trattamenti potrebbero provocare. Ma ora c'è stata la bocciatura anche di questa soluzione.
SODDISFAZIONE MARTINI PER STOP A IMPORT DA USA
Grande soddisfazione è stata espressa dal sottosegretario al Lavoro e Salute, Francesca Martini, alla notizia che il Comitato veterinario permanente dell'Unione europea nella seduta del 2 giugno, con 26 voti contrari, ha respinto la proposta della Commissione dell'Ue di riaprire le frontiere alle carni di pollo decontaminate con il cloro. «Sono sempre stata fortemente contraria a riaprire le importazioni a queste condizioni per noi inaccettabili - ha detto la Martini - Avevo già espresso la mia posizione in merito lo scorso 19 maggio a Bruxelles in seno al Consiglio dei ministri europei. La decisione del Comitato, assunta pressochè all'unanimità, conferma la volontà di garantire produzioni di qualità, che rispondano a precisi requisiti di tutela dei consumatori, ottenuti grazie al miglioramento delle tecniche di produzione ed all'impegno di tutta la filiera. La Commissione - ha proseguito il Sottosegretario - dovrà prendere atto della pesante battuta d'arresto della proposta a livello di Comitato della catena alimentare inspirando le proprie politiche ad una concreta interpretazione degli sforzi compiuti dai produttori avicoli e delle aspettative dei consumatori europei».Articoli correlati:
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