Politici, poco tempo per evitare il rischio del distacco dai cittadini
Prepariamoci a tempi non facili. La speranza che finalmente l'Italia potesse girare la boa della democrazia compiuta, con un più corretto rapporto fra maggioranza ed opposizione e una più matura collaborazione fra le istituzioni non è durata nemmeno i classici 100 giorni. La luna di miele dell'opinione pubblica con il Governo sembra durare ancora, ma purtroppo ben più di qualche vistosissima crepa si è manifestata. Da una parte c'è Veltroni che, stretto fra di Pietro e l'opposizione interna al Pd, sembra non sapere bene che pesci pigliare. Dall'altra il Cavaliere che - pur forte di una maggioranza parlamentare granitica e dell'assenza (finora) di qualcuno che gli metta i bastoni fra le ruote - sembra tentato dal vizietto di sempre: regolare i suoi problemi con la magistratura e mettersi al riparo prima di altre cose.
Per fortuna, pur in presenza di un Governo che mai come questa volta si può definire 'del presidente”, alcuni ministri stanno giocando con grinta la loro partita per il riavvio del Paese. Da un lato c'è il decisionismo di personaggi come Zaia, Tremonti, Scajola o Sacconi e Brunetta che aprono vie nuove per lo sviluppo. Dall'altro ci sono persone come Bondi che rinunciano a guerre di religione per dare un senso a un'autentica politica culturale capace di mettere insieme le risorse migliori del Paese. O come la sottosegretario Brambilla che, quasi a smentire la sua immagine di iperpoliticizzata (è tra i fonatori del nuovo partito della destra) ha saputo dare un segno di novità con una nomina che, sia pure molto d'immagine e poco di reale gestione del potere, ha collocato un imprenditore del fashion come Matteo Marzotto alla presidenza dell'Enit, una poltrona spesso lasciata a trombati o elefanti della politica. E Marzotto non ha certo deluso: alla sua prima uscita da presidente designato ha bollato senza mezzi termini come fallimentare l'esperienza di Alitalia, senza preoccuparsi che la compagnia aerea sia una specie di 'mostro sacro” del centro destra.
In questo quadro ancora di aggiustamenti resta peraltro tutta l'incertezza di un pericoloso ritorno alle politiche sterili del muro contro muro (sinistra contro destra, Berlusconi contro i magistrati, e così via...) che poco lascerebbe sperare per il futuro a fronte di un Pil che non riparte e un debito pubblico che resta sempre alto, troppo alto. Eppure in questo momento sarebbe importante evitare di disperdere inutili energie in stupide lotte interne e concorrere con tutte le risorse possibili a obiettivi come la lotta alla criminalità, l'aumento del potere d'acquisto dei cittadini e il miglioramento del nostro disavanzo energetico. Al rispetto di questi impegni invitiamo tutti i politici, suggerendo una pausa di riflessione per non sprecare l'opportunità di un clima politico più civile di quello che si è creato. Tornare indietro sarebbe un danno per tutti, anche perché, finite le elezioni, gli italiani che hanno votato a destra o a sinistra si ritroverebbero in poche settimane accomunati da un'unica opinione: la disistima o lo schifo dei politici…
Alberto Lupini
alberto.lupini@italiaatavola.net
Per fortuna, pur in presenza di un Governo che mai come questa volta si può definire 'del presidente”, alcuni ministri stanno giocando con grinta la loro partita per il riavvio del Paese. Da un lato c'è il decisionismo di personaggi come Zaia, Tremonti, Scajola o Sacconi e Brunetta che aprono vie nuove per lo sviluppo. Dall'altro ci sono persone come Bondi che rinunciano a guerre di religione per dare un senso a un'autentica politica culturale capace di mettere insieme le risorse migliori del Paese. O come la sottosegretario Brambilla che, quasi a smentire la sua immagine di iperpoliticizzata (è tra i fonatori del nuovo partito della destra) ha saputo dare un segno di novità con una nomina che, sia pure molto d'immagine e poco di reale gestione del potere, ha collocato un imprenditore del fashion come Matteo Marzotto alla presidenza dell'Enit, una poltrona spesso lasciata a trombati o elefanti della politica. E Marzotto non ha certo deluso: alla sua prima uscita da presidente designato ha bollato senza mezzi termini come fallimentare l'esperienza di Alitalia, senza preoccuparsi che la compagnia aerea sia una specie di 'mostro sacro” del centro destra.
In questo quadro ancora di aggiustamenti resta peraltro tutta l'incertezza di un pericoloso ritorno alle politiche sterili del muro contro muro (sinistra contro destra, Berlusconi contro i magistrati, e così via...) che poco lascerebbe sperare per il futuro a fronte di un Pil che non riparte e un debito pubblico che resta sempre alto, troppo alto. Eppure in questo momento sarebbe importante evitare di disperdere inutili energie in stupide lotte interne e concorrere con tutte le risorse possibili a obiettivi come la lotta alla criminalità, l'aumento del potere d'acquisto dei cittadini e il miglioramento del nostro disavanzo energetico. Al rispetto di questi impegni invitiamo tutti i politici, suggerendo una pausa di riflessione per non sprecare l'opportunità di un clima politico più civile di quello che si è creato. Tornare indietro sarebbe un danno per tutti, anche perché, finite le elezioni, gli italiani che hanno votato a destra o a sinistra si ritroverebbero in poche settimane accomunati da un'unica opinione: la disistima o lo schifo dei politici…
Alberto Lupini
alberto.lupini@italiaatavola.net


