Tra annunci, decisioni e qualche inevitabile ripensamento, sembra che la macchina della politica italiana si stia lentamente rimettendo in moto. Finito il tempo delle polemiche pre e post elettorali, cambiate radicalmente le regole del gioco - e speriamo anche le liturgie - con il passaggio agli archivi storici la vergogna di parlamenti e governi bloccati da veti incrociati all'interno delle stesse maggioranze, è giunta l'ora che si possano affrontare i problemi reali del Paese sulla base di confronti civili e, soprattutto, non più ideologici. Il ponte sullo stretto può servire o meno, ma la decisione va presa solo in base a ragioni di convenienza e non già di pregiudizi. Viste le scarse risorse a disposizione, e con l'obiettivo di rilanciare il turismo, a noi sembra ad esempio più importante recuperare il tempo perduto sulla Tav, sulle strade interne siciliane o sulle infrastrutture portuali in tutto il Paese. Ma naturalmente rispettiamo le altre opinioni e non faremo le barricate se la Pedemontana dovesse slittare in coda all'agenda dei lavori pubblici. Ci seccherebbe però assai...

Che si debbano trovare nuove regole per la sicurezza (riguardanti non solo la convivenza con gli extracomunitari, ma anche e soprattutto la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta e la sacra corona unita) è scontato. Anzi è un obbligo. Come pure che la Campania torni ad essere una regione come le altre in Italia per quanto riguarda i comportamenti generali per la gestione dei rifiuti. Se poi a questo traguardo si dovrà arrivare passando attraverso discariche presidiate dall'esercito e dopo inchieste (e processi) che finalmente squarciano il velo sul comportamento intollerabile di una classe politica e istituzionale indegna di un Paese civile, poco male. L'importante è che a tutti i livelli venga ripristinata l'idea che uno Stato esiste e le sue azioni non sono più condizionate da questo o quel partitino, di destra, di sinistra o di centro che sia non importa.

E mentre aspettiamo di capire come recuperare il terreno perduto sull'energia, sulla ricerca, sulla scuola e così via, ricordiamo al Governo che nelle sue priorità ci devono essere passaggi ineludibili. è il caso della sicurezza alimentare e dei controlli, sui quali il ministro Zaia si è impegnato ufficialmente con noi e di questo vogliamo rendergli atto per la coerenza che sta finora dimostrando. Ma è anche il caso di iniziative legate al turismo e alla cultura (sulle quali Matteo Scibilia dalle nostre pagine ha rivolto non a caso un appello al ministro Bondi a nome di tutta la ristorazione). E lo stesso va detto per novità fiscali e previdenziali capaci di restituire dinamicità e convenienza economica ad attività legate al fuori casa e al Made in Italy a Tavola.

Alberto Lupini
alberto.lupini@italiaatavola.net

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