La Grande distribuzione si impegna a tenere bassi i prezzi dei prodotti agroalimentari, ma chiede all'industria uno sforzo per accorciare la filiera e per semplificare la catena logistica. Questa richiesta delle grandi catene distributive è emersa al convegno tenutosi oggi a Cibus, organizzato da Federdistribuzione, l'organizzazione che raggruppa la maggioranza delle imprese della Grande Distribuzione Organizzata in Italia.
Secondo Federdistribuzione, gli aumenti delle materie prime che si registrano sui mercati internazionali stanno mettendo sotto forte tensione l'intera filiera agro-alimentare ed occorre quindi accorciare la filiera e semplificare la catena logistica, per dare segnali importanti a istituzioni politiche ed economiche, per valorizzare e migliorare le produzioni, per fornire un servizio sempre più efficiente ed adeguato per i consumatori in termini di qualità, assortimenti e convenienza.
I consumatori italiani diventano poi sempre più esigenti, come ha dimostrato la ricerca presentata da Nielsen: nelle scelte alimentari la valenza salutistica del prodotto pesa per il 62%, la fiducia nella marca per il 46% ed il prezzo per il 44%. Addirittura i consumatori italiani si dimostrano più sensibili di quelli europei sull'acquisto di prodotti alimentari che rispettano ambiente e sostenibilità (82% vs 77% media europea). Cresce molto anche la domanda di prodotti a contenuto salutistico (+11,3% i probiotici da bere).

Per rispondere alle esigenze dei consumatori, la Grande distribuzione italiana ha deciso di partecipare alla definizione degli standard IFS (International Food Standard – certificazione dei requisiti igienico-sanitari di base per i prodotti a marchio privato) per garantire prodotti sempre più sicuri. Quello della sicurezza alimentare diviene un problema sempre più importante, anche a motivo della globalizzazione che ha portato sui mercati paesi terzi non sempre corretti nella loro proposta di prodotti alimentari.

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