Correttezza, trasparenza e potenziamento del grande patrimonio rurale ed enogastronmico italiano: queste, in sintesi, le dichiarazioni di auspicio e le prese di posizione rilasciate nel corso della giornata dagli esponenti di Coldiretti, Fedagri-Confcooperative e Associazione Città del Vino al neoministro delle Politiche agricole Luca Zaia. In rappresentanza del settore italiano si sono levate voci di fiducia, supporto e speranza verso un'azione di governo improntata sul rilancio della quialità dei prodotti made in Italy, con il superamento di alcune qusetioni nodali che, anche di renete, hanno messo in crisi le imprese e la credibilità del Paese.
Sergio Marini«Felicitazioni vivissime e auguri di buon lavoro, nella certezza che il nuovo ministro delle Politiche agricole realizzerà finalmente l'auspicata, indispensabile discontinuità che riporti l'agricoltura al centro dell'economia nazionale». è quanto ha dichiarato Sergio Marini (nella foto a sinistra), il presidente della Coldiretti al neoministro Luca Zaia. La Coldiretti esprime fiducia in una nuova visione delle politiche che si esprima attraverso un diverso rapporto tra governo e forze sociali improntato su coerenza, correttezza e trasparenza, con un'autentica ed efficace valorizzazione del territorio e delle sue peculiarità, con il rilancio della qualità delle produzioni agroalimentari made in Italy, con il superamento della debolezza nei negoziati agricoli comunitari, con la promozione delle imprese agricole e con lo sviluppo delle popolazioni delle campagne italiane.
è un esecutivo forte della legittimazione popolare, con tutti i presupposti per garantire finalmente stabilità, governabilità e riforme. La nuova squadra di governo ha le condizioni per segnare una forte discontinuità con il passato e affrontare le priorità del Paese: riforme, competitività, sicurezza e rilancio del made in Italy. La presenza di giovani in dicasteri chiave per le imprese agricole, dall'Agricoltura con Luca Zaia all'Ambiente con Stefania Prestigiacomo, è di buon auspicio per un settore che ha bisogno di dinamismo e che sappia rompere gli schemi, interpretando il cambiamento. Valorizzazione dell'identità territoriale delle produzioni, competitività delle imprese, autorevolezza nei prossimi negoziati a livello comunitario e internazionale e una rinnovata coesione sociale sono le priorità indicate dalla Coldiretti per la prossima legislatura nel documento consegnato al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Paolo BruniDa parte sua, Paolo Bruni (nella foto a destra), presidente di Fedagri-Confcooperative, si è unito all'affermazione di fiducia per il neoministro Zaia, dichiarando: «Auguro al nuovo ministro delle Politiche agricole Luca Zaia buon lavoro a nome dei nostri cooperatori agricoli. Sono fiducioso che il volto nuovo dell'agricoltura italiana saprà puntare l'attenzione del dicastero su temi cruciali per il settore come l'importanza dei mercati internazionali, la tutela delle produzioni d'eccellenza italiane e la capacità di fare sistema per vincere la sfida della globalizzazione.
Forte dell'esperienza maturata prima come presidente della Provincia di Treviso e poi come assessore all'Agricoltura e al Turismo e vicepresidente della Regione Veneto», ha aggiunto Bruni, «Luca Zaia dovrà affrontare anche i nodi che attanagliano il settore e ne rallentano lo e rallentano lo sviluppo, come la burocrazia che esige un importante snellimento. Affinché l'agroalimentare italiano possa conquistare nuovi mercati internazionali e consolidare le posizioni già acquisite all'estero è necessaria la coesione di tutti i protagonisti della filiera, dalla produzione alla trasformazione e alla commercializzazione, auspico, dunque, per il nuovo mandato del ministro Zaia un periodo di sereno confronto tra tutti gli attori del mondo agroalimentare, poiché la coesione sarà elemento distintivo e positivo sui tavoli di confronto a Bruxelles, dai quali passano, ormai, tutte le riforme, le modifiche e le norme che regolano il nostro settore a livello comunitario».

Valentino Valentini«I nostri obiettivi sono da sempre la tutela del patrimonio rurale italiano e l'innovazione e il potenziamento dei territori del vino. Per questo c'è soddisfazione nel vedere che i nuovi ministri, con i quali le Città del vino si dovranno relazionare maggiormente, e ai quali rivolgiamo i nostri migliori auguri di buon lavoro, sono persone competenti e spesso anche giovani. Questo ci fa ben sperare per il lavoro futuro insieme alle istituzioni». Così Valentino Valentini (nella foto a sinistra), presidente delle Città del vino, l'associazione dei comuni a più alta vocazione vitivinicola d'Italia (corrispondenti al 70% del vigneto Italia, all'89% dei vini Doc, Docg e Igt, al 15% dell'offerta turistico-ricettiva e al 22% degli agriturismi del nostro Paese), esprime i propri auguri di buon lavoro ai nuovi ministri.
Valentini auspica un nuovo rapporto di collaborazione e di condivisione di intenti, contando sull'indiscutibile competenza in primis del neoministro Luca Zaia, la cui storia professionale viene proprio dal mondo dell'agricoltura, sullo spirito nuovo dei più giovani, come nel caso di Giorgia Meloni (Politiche giovanili) e di Mariastella Gelmini (Istruzione), per sensibilizzare anche i giovani verso le tematiche agricole e ambientali, e sulla preparazione di Sandro Bondi (Beni culturali) e Stefania Prestigiacomo (Ambiente), dal momento che il rapporto tra il paesaggio e il patrimonio artistico è indissolubile e strettamente connesso al mondo del vino.
Un positivo mix di qualità che sarà di buon auspicio per il raggiungimento degli obiettivi già presentati nella lettera inviata ai candidati premier nel periodo pre-elettorale:
- tutela dell'ambiente e del patrimonio rurale italiano, della sua storia e cultura secolari, tramite politiche a favore della conservazione degli eco-sistemi locali e che puntino allo sfruttamento delle energie rinnovabili;
- innovazione tecnologica e nuove reti di comunicazione perché tutti i territori rurali italiani possano sviluppare al meglio le loro attività imprenditoriali e di promozione;
- l'elevata percentuale di integrazione sociale che sta dietro alla produzione delle eccellenze italiane suggerisce lo sviluppo di attività di formazione che consentano alle imprese agricole di creare nuove opportunità di lavoro per favorire la crescita socio-economica;
- la stretta sinergia tra i ministeri delle Politiche agricole e dei Beni culturali a sostegno della nuova grande industria del settore enoturistico che ad oggi può ancora sviluppare l'80% delle sue potenzialità disponibili;
- il rifinanziamento delle legge (268/99) a favore delle 140 Strade del Vino ufficialmente riconosciute e lo stanziamento di nuove risorse perché aziende e comuni possano potenziare l'offerta di servizi che ruota intorno agli itinerari enogastronomici;
- il sostegno a favore di nuove campagne di educazione al gusto per i consumatori con particolare attenzione ai giovani, contro ogni abuso sia alcolico che alimentare e in favore della sicurezza alimentare.

Articolo correlato:
Zaia all'Agricoltura, Scajola alle Attività produttive e Bondi ai Beni culturali. Nasce il IV Governo Berlusconi