Luca Zaia all'Agricoltura, Claudio Scajola alle Attività produttive e Sandro Bondi ai Beni culturali. Questi i tre ministri di riferimento del mondo dell'enogastronomia e del turismo che Silvio Berlusconi ha scelto per il suo IV governo. Con tempi record, elogiati dallo stesso capo dello Stato Giorgio Napolitano, nasce così il governo 'Berlusconi quater', con i suoi 21 ministri che giureranno fedeltà alla Repubblica giovedì Luca Zaiapomeriggio 8 maggio al Quirinale. Stravolgendo la prassi istituzionale, Il Cavaliere si è infatti presentato sul Colle con la lista dei ministri in tasca e, appena ricevuto l'incarico, ne ha dato lettura a Napolitano confermando i toto ministri da giorni in circolazione (fatta salva l'esclusione di Michela Vittoria Brambilla e Carlo Giovanardi e l'unica sorpresa di Gianfranco Rotondi alla Attuazione del Programma).

Nel volgere della giornata, e prima di salire al Quirinale, Berlusconi aveva sciolto gli ultimi nodi ancora aperti: optato definitivamente per il giovane Angelino Alfano al ministero della Giustizia, accontentati i desiderata di Alleanza Nazionale che voleva Andrea Ronchi ministro, e puntato su Maurizio Sacconi per il Welfare. Non ci sono stante dunque grosse sorprese, a partire dalla nomina del fido Gianni Letta sottosegretario alla presidenza del Consiglio. «C'é una sola persona indispensabile a Palazzo Chigi - aveva detto nei giorni scorsi il Cavaliere - Pensate che sia io? No, è Gianni Letta, un dono di Dio».

Claudio ScajolaSilvio BerlusconiLa Lega, dopo aver battuto sul tema della sicurezza per tutta la campagna elettorale, ha conquistato il Viminale per Roberto Maroni e si è aggiudicata anche l'Agricoltura per Luca Zaia. Il pacchetto di dicasteri che vanno al Carroccio si completa con i due senza portafoglio di Riforme (Umberto Bossi) e Semplificazione (Roberto Calderoli).

Fino all'ultimo pare che Berlusconi abbia tentato di rispettare il suo proposito di portare sei donne ministro nel suo governo, ma alla fine le ministre sono solo quattro. Il Cavaliere ha infatti dovuto capitolare alle richieste di Alleanza Nazionale e della Dca di Gianfranco Rotondi. Ma non si parlava di un unico partito dlela LIbertà ? Il partito di Gianfranco Fini fin dal mattino è stato infatti sul piede di guerra per portare dentro l'esecutivo Andrea Ronchi, portavoce di An e fedelissimo del neo presidente della Camera. Fini stesso pretendeva che Ronchi sedesse in Consiglio dei ministri. Berlusconi avrebbe invece preferito che i due ministeri senza Sandro Bondiportafoglio di An venissero riservati a Giorgia Meloni, ministro delle Politiche Giovanili, e ad Adriana Poli Bortone, che invece viene sacrificata a vantaggio di Andrea Ronchi, ministro delle Politiche Comunitarie. Ad An vanno poi due ministeri di peso, con portafoglio: Ignazio La Russa alla Difesa ed Altero Matteoli alle Infrastrutture.

Folta la pattuglia di ministri azzurri con portafoglio: oltre a Frattini ministro degli Esteri, c'é Giulio Tremonti all'Economia, Claudio Scajola alle Attività Produttive, Sandro Bondi ai Beni Culturali, Stefania Prestigiacomo all'Ambiente, Mariastella Gelmini all'Istruzione, Maurizio Sacconi al Welfare ed Angelino Alfano, che alla fine la spunta su Marcello Pera nella corsa per Via Arenula.

Nonostante le nuove resistenze sorte sul suo nome nel pomeriggio, il giovane Alfano può contare sulla caparba determinazione del Cavaliere, che lo vuole Guardasigilli. Oltre agli otto ministri con portafoglio, agli azzurri vanno quattro dicasteri senza portafoglio: la Funzione Pubblica a Renato Brunetta, gli Affari Regionali a Raffaele Fitto, le Pari Opportunità a Mara Carfagna ed i Rapporti con il Parlamento ad Elio Vito. Nonostante fosse presente in tutti i totoministri degli ultimi giorni, non ce la fa invece Michela Vittoria Brambilla, che cede il posto a Rotondi. Per lei però è Berlusconi stesso ad annunciare ora un ruolo da viceministro con delega alla Sanità. Alla fine, il Cavaliere è soddisfatto: "Abbiamo una buona squadra: molti nuovi ministri, quattro donne, un impegno mantenuto. Lamentele? No, nessuna, siamo stati riguardosi nei confronti di tutti e tutto ha funzionato".

BIOGRAFIE

LUZA ZAIA (Treviso, 1968). è eletto, nel 1993, a 25 anni, nelle file della Lega Nord Liga Veneta come Consigliere Comunale di Godega di Sant'Urbano. Nel 1995 è Consigliere Provinciale e Assessore all'Agricoltura. Nel 1998 diventa presidente della Provincia di Treviso.
è l'ideatore dello Sportello Agricolo Informativo Provinciale; promotore della costituzione del Consorzio di Tutela del Radicchio di Treviso e Castelfranco Veneto; sostenitore di iniziative a favore dell'olivicoltura e della castanicoltura. Ha attivato iniziative per il lancio della Scuola Enologica di Conegliano ed è fautore del Corso di laurea in Enologia, la prima in Italia. In questi anni ha rivestito anche l'incarico di Presidente dell'URPV (Unione Regionale delle Province del Veneto). è stato vicepresidente della Giunta Regionale del Veneto dal giugno 2005 fino al maggio del 2008, con deleghe alle politiche del turismo, alle politiche dell'agricoltura e zootecnia, al piano di sviluppo rurale, al programma comunitario LEADER, all'economia e sviluppo montano, alle attività promozionali e commercio estero, all'identità veneta e alla promozione integrata.

CLAUDIO SCAJOLA (Imperia, 1948). è stato per due volte sindaco della città di Imperia: nel 1982-83 e nel 1990-95. Dal 1996 al 1998 è stato il responsabile nazionale dell'organizzazione di Forza Italia, dal 1998 al 2001 gli è stato affidato il Coordinamento Nazionale di Forza Italia.
Deputato da quattro legislature, nel 1996 è stato eletto nel collegio Liguria 2 nella lista del Polo per le Libertà, nel 2001 nel Collegio Liguria 2 ed in Liguria, nelle Marche e in Puglia come capolista di Forza Italia nel proporzionale; nel 2006 sia nella Circoscrizione Liguria che in quella Puglia nelle liste di Forza Italia; nel 2008 nella Circoscrizione X (Liguria) per il Popolo della Libertà. Nel II governo Berlusconi, ha ricoperto gli incarichi prima di Ministro dell'Interno (dall'11 giugno 2001), poi di Ministro per l'attuazione del programma di Governo (dal 31 luglio 2003). Nel III governo Berlusconi, è stato Ministro delle Attività Produttive. Dal 2006 al marzo 2008 è stato Presidente del Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato.

SANDRO BONDI (Fivizzano - Massa Carrara, 1959). è stato eletto Sindaco del Comune di Fivizzano dal 1989 al 1992. Dal 1994 al 1997 è responsabile del Dipartimento beni culturali del Centro Studi di Forza Italia, dal 1997 componente della segreteria particolare del Presidente Silvio Berlusconi. Dal 2001 è eletto Deputato al Parlamento e Membro della Commissione Affari Costituzionali della Camera. Dal 2002 è Portavoce di Forza Italia e dall'anno successivo Coordinatore Nazionale di Forza Italia. Nel 1998 ha ricevuto il Premio alla Cultura, assegnato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la pregevole attività svolta nel settore della saggistica.