Nuove linee guida per il settore ittico europeo. La priorità è l'ambiente per Federcoopesca Abruzzo
«è di pochi giorni fa la comunicazione fatta dalla Commissione Ue sul ruolo della politica comune nell'ambito della pesca», commenta Franco Ricci, presidente Confcooperative-Federcoopesca Abruzzo (nella foto a sinistra), «e sul nuovo approccio 'ecosistemico” della gestione dell'ambiente marino. Una conferma di quanto sostenuto fino ad ora, circa la necessità del settore di orientarsi verso scelte che garantiscono alle generazioni presenti e future la
fruizione sia dei beni che dei servizi ottenuti dalle risorse acquatiche».
Secondo Ricci «è necessario pianificare, sviluppare e gestire la pesca in modo da rispondere ai bisogni di una società in continua espansione bilanciando i diversi obiettivi sociali di protezione ambientale e prosperità economica al fine di raggiungere l'obiettivo di uno sviluppo sostenibile.
Sono questi i presupposti che rendono imprescindibile la necessità per l'amministrazione pubblica regionale di dotarsi di una struttura in grado di fornire un valido supporto tecnico-scientifico per avviare iniziative finalizzate alla pianificazione dello sviluppo del settore attraverso azioni ed interventi intersettoriali armonizzati e coordinati tra loro».
«L'idea di costituire un 'Osservatorio del mare” quale struttura innovativa che si pone l'obiettivo di unificare e rendere omogenei ed integrati i dati raccolti e gli interventi e le attività svolte per la tutela e la valorizzazione della risorsa mare a supporto delle scelte politiche, è nata già da diverso tempo per dare risposta a tutta una serie di problematiche da risolvere. Alla fase preliminare», ricorda Ricci, «hanno partecipato esponenti degli enti locali quali il comune di Ortona (Ch), di Francavilla della Regione Abruzzo, ma anche dell'Arta e del Consorzio Aragona Pesca, oltre all'interesse manifestato da Confcooperative-Federcoopesca, Lega-pesca e da Istituiti di Ricerca nazionali quali Cirspe e il Consorzio Mediterraneo.
La città di Ortona è un punto centrale nell'area costiera regionale, dotata di una struttura in ambito portuale idonea ad essere utilizzata per le finalità in premessa, con una posizione geografica strategica in Adriatico e per progetti condivisi in particolare con le aree transfrontaliere ma anche con tutto il Mediterraneo soprattutto sud-orientale, ben si presta alla realizzazione dell'iniziativa che dovrebbe essere sostenuta nella fase di start-up per poi autofinanziarsi nella fase operativa».
«Ora è necessario concretizzare quest'idea e proseguire un percorso condiviso dalle diverse parti sociali per svolgere a livello del medio Adriatico attività sui temi di ricerca, conservazione, gestione e sfruttamento delle risorse acquatiche viventi e dell'acquacoltura e di sorveglianza dello stato del mare, oceanografia, aree marine protette e riserve naturali, in modo tale da attivare e organizzare percorsi comuni per la tutela, la salvaguardia, lo sviluppo sostenibile, la gestione integrata dell'ambiente marino-costiero, pesca e acquacoltura, turismo delle aree costiere e la valorizzazione delle aree litoranee anche in ambito transfrontaliero. Gli obiettivi devono tradursi in azioni concrete, alle quali far seguire opportuni meccanismi di monitoraggio dei risultati ma anche l'adozione di correttivi ad hoc. Un programma a medio e lungo termine», conclude il presidente di Confcooperative-Federcoopesca Abruzzo, «al quale far precedere azioni immediate per la valorizzazione della produzione ittica, la multifunzionalità aziendale e la riduzione dei costi di produzione».
Grazie alla FAO, più che il prezzo oggi conta la provenienza garantita

