Emergenza cibo nel mondo: i prezzi di riso e grano resteranno alti
Non sembra rasserenarsi l'emergenza cibo che sta riguardano, indistintamente, ogni parte del mondo. è probabile che i prezzi del grano e del riso resteranno alti: questo ha affermato, a Berna, il presidente della Banca mondiale Robert Zoellick (nella foto).
Zoellick ha tenuto una conferenza stampa al termine di un vertice sull'emergenza cibotra i massimi responsabili di 27 organizzazioni, agenzie e programmi del sistema delle Nazioni Unite, svoltosi a Berna.
«Le prossime settimane saranno cruciali per affrontare la crisi cibo» ha detto Zoellick.
Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon e il presidente della Banca mondiale Zoellick hanno poi chiesto congiuntamente ai vari Paesi di non ricorrere al divieto delle esportazioni di beni alimentari in risposta all'emergenza cibo. Ban Ki Moon ha inoltre rivolto un appello a tutti i Paesi a correggere i sussidi all'agricoltura che distorcono il commercio internazionale.
Una task force dell'Onu gestirà la risposta della comunità internazionale alla crisi alimentare mondiale. Il segretario generale dell'Onu ha anche annunciato la costituzione di una task force delle Nazioni Unite e ha lanciato appello per raccogliere due miliardi e mezzo di dollari per dare una risposta «immediata» all'impennata dei prezzi del cibo che ha aggravato l'emergenza alimentare nel sud del mondo.
La nuova squadra di esperti, di cui fanno parte i capi delle agenzie Onu, avrà come priorità quella di «nutrire gli affamati» attraverso una prima campagna di raccolta di fondi «urgenti» per il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Pam). Ban, che ha definito l'attuale situazione «un disastro senza precedenti», ha ribadito che «se i Paesi donatori non risponderanno all'appello coprendo interamente la cifra richiesta, fame, malnutrizione e scontento sociale si diffonderanno come mai è avvenuto prima».
Anche in Giappone prezzi alle stelle
La crisi alimentare internazionale non risparmia neanche un Paese come il Giappone, seconda potenza economica mondiale, dove la corsa al rialzo dei prezzi sta causando carenze di scorte per generi di prima necessità che la popolazione nipponica aveva ormai dimenticato dopo la fine dalla seconda guerra mondiale. Ultimo in ordine di tempo a fare notizia è l'allarme per la scarsità di burro, che ha colpito prima i canali
della ristorazione e adesso perfino gli scaffali della grande distribuzione. Questo a causa dell'impennata dei prezzi di mangimi per mucche e del taglio alle importazioni di latte, entrambi provenienti principalmente dall'Australia, con il risultato che oggi le aziende agricole non riescono a soddisfare la crescente domanda di burro, sempre più utilizzato in Giappone per l'alto interesse per la cucina europea.
Secondo un recente sondaggio governativo, l'80% della popolazione dichiara di 'temere per la scarsita' di cibo nel prossimo futurò, anche alla luce dei recenti aumenti 'selvaggi' di generi di prima necessità.
Con il costo del grano aumentato di oltre il 130% in un anno, il governo di Tokyo
la settimana scorsa si è visto costretto ad approvare un finanziamento straordinario di 55 miliardi di yen (330 milioni di euro) in aggiunta al budget ordinario di 230 miliardi di yen, già speso con due mesi di anticipo rispetto alle previsioni.
La principale preoccupazione del governo riguarda la forte dipendenza della nazione dall'import alimentare: secondo i dati del ministero dell'Agricoltura, nel 2006 la produzione interna é stata in grado di coprire solo il 39% del fabbisogno alimentare nazionale, la prima volta dal 1960 che la soglia di autosufficienza scende sotto quota 40%.
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