Vino e mozzarelle, unico dossier per il nuovo Ministro
Nonostante la pesantezza della crisi economica e lo strascico degli scandali di Brunellopoli e VeleVinitaly (che potrebbero ancora provocare danni irreparabili...), dal mercato del vino vengono segnali prudenti, ma positivi. Al di là degli scontati proclami ottimistici dei dirigenti della fiera (che solo con l'aumento dei numeri dei visitatori riescono a coprire le perduranti inefficienze di una struttura che costringe gli operatori a sacrifici degni forse di miglior causa...), Verona ha confermato ancora una volta il trend positivo del più importante comparto della filiera agroalimentare made in Italy. Per la gran parte dei produttori di vino (categoria in assoluto fra le più 'sane” del Paese) i problemi restano quelli del calo dei consumi alimentari e quel che preoccupa, semmai, è la mancanza di punti di riferimento certi e concreti per la tutela e l'immagine dei nostri prodotti.
Un'attesa per molti versi assai simile a quella dei produttori campani di mozzarelle (altro simbolo e pilastro dell'agroalimentare tricolore), che con fatica devono riposizionarsi sui mercati dopo una vicenda in cui hanno pagato anche le speculazioni, tutte italiane, della campagna elettorale. Ed è proprio dalla politica (e più in generale dalla classe dirigente, che non è solo quella uscita dalle urne in questi giorni) che deve giungere con urgenza assoluta un segnale forte. è in particolare dal nuovo ministro delle Politiche Agricole che ci attendiamo interventi capaci di dare finalmente senso ai tanti discorsi sul 'sistema Paese”. Al successore di De Castro toccano interventi capaci di garantire che casi come quello della mozzarella alla diossina (che alla fine sembra limitato a pochissimi casi isolati, e comunque non pericolosi...) o i taroccamenti del Brunello non possano più ripresentarsi.
Ma il nuovo ministro, al quale offriamo ospitalità per un dialogo diretto con il mondo della ristorazione, non può restare solo. Le Regioni e, soprattutto, le diverse associazioni di categoria dei produttori e dei ristoratori devono unirsi a lui per avviare un ciclo virtuoso capace di garantire, a un tempo, aziende e consumatori. In fondo, se ci sono stati gli scandali della mozzarella e del vino, è anche perché ci sono stati troppi silenzi nelle istituzioni e nelle associazioni. Prima e dopo i fatti. Uno dei più clamorosi è quello del presidente de 'I Grandi Cru d'Italia” (il club esclusivo dei più qualificati e importanti produttori di vino, gli alfieri dell'italian style a tavola nel mondo) che, in occasione della serata di gala con la stampa internazionale durante il Vinitaly in pieno scandalo Brunello e vino sofisticato, si è comportato come un politico navigato: non ha detto nulla. Ora non è però più il tempo di tacere...
Alberto Lupini
Un'attesa per molti versi assai simile a quella dei produttori campani di mozzarelle (altro simbolo e pilastro dell'agroalimentare tricolore), che con fatica devono riposizionarsi sui mercati dopo una vicenda in cui hanno pagato anche le speculazioni, tutte italiane, della campagna elettorale. Ed è proprio dalla politica (e più in generale dalla classe dirigente, che non è solo quella uscita dalle urne in questi giorni) che deve giungere con urgenza assoluta un segnale forte. è in particolare dal nuovo ministro delle Politiche Agricole che ci attendiamo interventi capaci di dare finalmente senso ai tanti discorsi sul 'sistema Paese”. Al successore di De Castro toccano interventi capaci di garantire che casi come quello della mozzarella alla diossina (che alla fine sembra limitato a pochissimi casi isolati, e comunque non pericolosi...) o i taroccamenti del Brunello non possano più ripresentarsi.
Ma il nuovo ministro, al quale offriamo ospitalità per un dialogo diretto con il mondo della ristorazione, non può restare solo. Le Regioni e, soprattutto, le diverse associazioni di categoria dei produttori e dei ristoratori devono unirsi a lui per avviare un ciclo virtuoso capace di garantire, a un tempo, aziende e consumatori. In fondo, se ci sono stati gli scandali della mozzarella e del vino, è anche perché ci sono stati troppi silenzi nelle istituzioni e nelle associazioni. Prima e dopo i fatti. Uno dei più clamorosi è quello del presidente de 'I Grandi Cru d'Italia” (il club esclusivo dei più qualificati e importanti produttori di vino, gli alfieri dell'italian style a tavola nel mondo) che, in occasione della serata di gala con la stampa internazionale durante il Vinitaly in pieno scandalo Brunello e vino sofisticato, si è comportato come un politico navigato: non ha detto nulla. Ora non è però più il tempo di tacere...
Alberto Lupini


