Mercato ortofrutticolo: saldo positivo per l'export e consumi delle famiglie in aumento
Il saldo import-export per il mercato dell'ortofrutta italiano nel 2007 è positivo, con la frutta in posizione di vantaggio rispetto agli ortaggi. Dai dati emersi durante la presentazione di MacFrut 2008, il 2007 con le dovute eccezioni del caso, può essere considerato, in linea generale, un anno positivo per il settore se la valutazione sull'andamento di mercato dovesse tener conto esclusivamente dei dati dell'interscambio. In realtà il quadro generale è più complesso e il giudizio dev'essere più articolato. Se i problemi hanno infatti riguardato soprattutto il comparto degli ortaggi, dove il calo dei consumi, la sovraproduzione e l'accavallamento della raccolta, unite a condizioni climatiche non sempre favorevoli, hanno determinato una situazione critica per molti orticoli, per contro, nella frutta i prodotti di punta hanno vissuto e stanno vivendo un momento favorevole. In particolare per l'uva da tavola, le pere e i kiwi, il mercato ha premiato il prodotto nazionale.
Dal 1 gennaio di quest'anno, inoltre, sono state abolite le restituzioni all'esportazione che avevano permesso per oltre trent'anni agli esportatori italiani di raggiungere mercati nuovi e lontani e di competere con i grandi colossi dell'economia mondiale, primi fra tutti gli Usa. Nel corso della presentazione di MacFrut 2008, Gino Pievani (nella foto), presidente di Aneioa (Associazione nazionale esportatori importatori ortofrutticoli e agrumai) ha fornito interessanti delucidazioni in merito alla produzione e ai consumi delle famiglie italiane. Dai dati Istat dell'interscambio dei prodotti ortofrutticoli nel 2007 risulta un saldo valutario incrementato del 38,9% rispetto al 2006. Complessivamente l'Italia ha spedito oltre confine circa 3 milioni e 700 mila tonnellate di ortofrutticoli con un risultato economico superiore a 3 miliardi e 200 milioni di euro.
L'andamento dei singoli prodotti frutticoli
Passando all'esame dei singoli prodotti, per quanto riguarda le mele l'inizio della campagna è stato anticipato di circa dieci giorni rispetto al consueto e con livelli produttivi superiori almeno per quanto riguarda l'Europa a 15, mentre è stato confermato il calo della produzione dei Paesi dell'Est europeo, primo fra tutti la Polonia. Lento miglioramento per le varietà Golden e Granny e difficoltà per le varietà Gala e Braeburn. Per le pere viceversa in generale vi è stata una buona qualità e un andamento di mercato che si è mantenuto stabile per tutta la campagna. Premiate soprattutto le varietà William e Abate Fatel.
Per quanto riguarda le albicocche il risultato può definirsi positivo in considerazione della scarsità della produzione di Spagna e Francia.
La campagna di pesche e nettarine si può definire non del tutto soddisfacente a causa della temperatura che ha influenzato la maturazione precoce. La campagna è stata, altresì, caratterizzata dalla presenza di frutta di calibro piccolo con conseguente valorizzazione della merce di pezzatura elevata. Sino alla raccolta del Big Top il prodotto è stato di scarsa qualità. Discreto l'andamento delle ciliegie sia al Nord che al Sud. Qualche problema qualitativo per il prodotto importato a causa della crescita di esportatori turchi che, in qualche caso, non si sono rivelati all'altezza. Per le fragole da registrare un vivace inizio di campagna che però, nel complesso, non è stata del tutto convincente. Quello che invece non è avvenuto con l'uva da tavola soprattutto per il prodotto pugliese. Più problematica la campagna del prodotto siciliano che non ha beneficiato delle condizioni climatiche di altre regioni.
Nel comparto degli agrumi solo per i limoni vi sono stati segnali positivi. Per le arance le piogge hanno condizionato il calendario della raccolta mentre la qualità si è mantenuta soddisfacente. Per il kiwi nei bacini del Lazio e dell'Emilia-Romagna vi è stata una certa carenza di prodotto. Infine, per quanto riguarda la frutta secca il livello produttivo di mandorle, noci e nocciole è stato inferiore alla scorsa campagna. Anche in Turchia l'organismo di Stato ha ritirato dal mercato una buona fetta di produzione che ha permesso il mantenimento delle quotazioni. Per la frutta tropicale da segnalare un sostanziale incremento delle importazioni dovuto all'aumento dei consumi di banane in Europa.
Infine gli acquisti dei nuclei familiari di frutta e verdura per il 2007 fanno registrare un + 0,5% in volume, pari a circa 46.000 tonnellate in più dell'anno precedente Nella valutazione dei dati dei consumi vanno considerati i mutamenti degli stili di vita, l'incremento dei pasti fuori casa e una diversa ripartizione delle spese familiari se si considera che in dicembre 2007 per l'alimentazione, gli italiani hanno speso un + 0,2% ( – 1,1% nel non food).

