Anche per l'edizione 2009 dell'Atlante Qualivita 2009, volume che contiene dati e informazioni sulle produzioni Dop, Igp e Stg italiane, edito da Vie del Gusto, l'Osservatorio Qualivita ripropone come strumento di analisi, la classifica del primato qualitativo delle province italiane. Si tratta di uno studio che, utilizzando anche indici di merito e valutazioni specialistiche, vuole dare maggiore visibilità ai distretti italiani che attraverso una sinergia fra pubblico e privato 'investono” nella certificazione di prodotto.
 La graduatoria del 'Primato Qualitativo” delle province italiane è stata redatta assemblando i dati più significativi relativi alle produzioni certificate 2007 come il fatturato, il numero delle aziende presenti nell'area geografica di competenza e la  quantità di indicazioni geografiche tutelate presenti sulla provincia.

Le 10 province più Dop
Parma, Bolzano, Udine, Trento, Modena, Reggio Emilia, Sondrio, Mantova, Brescia e Cuneo sono le prime dieci classificate e premiate con la Spiga Qualivita -Vie del Gusto . La provincia di Parma è in testa alla classifica con 8 spighe Qualivita, Bolzano con 6 spighe Qualivita ed Udine, Trento e Modena, con 5 spighe Qualivita.
Parma rimane prima ed irraggiungibile, perché il distretto rappresenta un modello ormai riconosciuto a livello internazionale ed è ancora sinonimo di qualità, ma anche di concretezza imprenditoriale.
Ma è Bolzano la provincia che quest'anno merita gli onori della cronaca. Bolzano si aggiudica infatti, salendo di 6 posizioni, la migliore performance del 2009 ed arriva così al secondo posto assoluto.
Udine registra l'aumento della produzione sia del Montasio Dop che del Prosciutto di San Daniele Dop, ma nonostante questo dato positivo subisce 'l'effetto mela”, vedendosi sorpassare da Bolzano, avvantaggiata dall'aumento notevolmente superiore dei volumi produttivi delle mele.

Le prime 10 regioni
Emilia Romagna, Lombardia,  Trentino  Alto Adige, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Campania, Sardegna, Lazio e Toscana sono le prime dieci regioni classificate.
Era stato chiamato 'effetto mela” già lo scorso anno. Il considerevole aumento di volumi di mele certificate della Mela Alto Adige Igp e della Mela Val di Non Dop, ha portato ai vertici la regione Trentino Alto Adige che conferma la sua terza posizione fra le regioni italiane, un primato non da poco, vista la modesta superficie agricola e le caratteristiche morfologiche del territorio. Prova evidente quindi di una grande sintonia fra imprese, istituzioni e territorio.
Il Trentino Alto Adige non è un territorio mono-prodotto, anzi offre una consistente varietà di produzioni che ne consolidano il primato. Basti pensare al formaggio Dop di recente registrazione, lo Stelvio Dop/Stilfser GU, che è riuscito in pochi mesi e con un' unica azienda che lo produce ad avere un discreto volume di produzione. Segno che i marchi di tutela geografici, quando ben gestiti, possono fornire un considerevole aiuto allo sviluppo della filiera agroalimentare del territorio.

Il contesto nazionale: l'Italia prima in Europa
Tra i Paesi europei l'Italia possiede il maggior numero di Dop, Igp e Stg , che al 20/10/2008 conta 175 produzioni (il 21% del totale del paniere certificato), seguono la Francia con 160 denominazioni (19% del totale) e la Spagna che con 121 prodotti certificati contribuisce al 15% del paniere tutelato.
Il paniere italiano tutelato si presenta significativamente eterogeneo, soprattutto dal punto di vista dei volumi produttivi, ma ha sicuramente un effetto 'traino”  sui mercati esteri, al punto che i prodotti Dop, Igp e Stg assumono il ruolo di veri e propri ambasciatori del 'made in Italy” alimentare. Per il consumatore il logo Dop, Igp e Stg comincia a  rappresentare la garanzia di un prodotto tracciabile, ottenuto secondo un rigoroso disciplinare di produzione e quindi un segno visibile di garanzia affidabile e di qualità.
Dai risultati sui prodotti italiani si nota immediatamente che, anche se continua ad aumentare il numero dei prodotti certificati, soli i primi 15 prodotti Dop, Igp e Stg in termini di produzione certificata 'pesano” sull'intero quantitativo prodotto a denominazione geografica per quasi il 93%. Questo dato conferma che la realtà dei prodotti di qualità certificata in Italia è ancora 'dominata” da poche produzioni.
«Purtroppo a fronte dei dati incoraggianti emersi con le rilevazioni  dell'Osservatorio socio economico – commenta Mauro Rosati segretario generale della Fondazione Qualivita. Le aspettative maturate durante tutto il 2007 di istituire un registro multilaterale dei prodotti ad indicazione geografica si sono definitivamente arenate con il fallimento del negoziato ginevrino del Wto del settembre 2008 e a rimetterci saranno i Paesi come l'Italia che si vedranno sempre più penalizzati sul fronte dell'export e della conseguente concorrenza sleale».

    
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