Latte crudo alla spina, caso chiuso: sui distributori obbligo della dicitura sulla bollitura
Da oggi in poi i distributori che vendono latte crudo non pastorizzato dovranno apporre sulle macchine erogatrici la dicitura visibile "prodotto da consumarsi solo dopo bollitura". È quanto prevede un'ordinanza firmata dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini dopo casi di intossicazione
Da oggi in poi i distributori che vendono latte crudo non pastorizzato dovranno apporre sulle macchine erogatrici la dicitura ben visibile "prodotto da consumarsi solo dopo bollitura". è quanto prevede un'ordinanza firmata dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini, a seguito di alcuni casi di intossicazione di bambini dopo l'assunzione di latte crudo e a tutela del corretto rapporto tra i pubblici esercizi che dispongono di questo servizio e il consumatore finale.
«La bollitura del latte - ha spiegato la Martini - è sufficiente a escludere agenti patogeni, e dopo averlo bollito il latte crudo è assimilabile a quello che compriamo normalmente, con la differenza che è un latte prodotto sul territorio». Un prodotto sano, del territorio e a prezzo basso, ma che necessita di alcune precise precauzioni: bollirlo, anzitutto. Bastano pochi secondi per eliminare i batteri, senza che si formi la cosiddetta "panna" sulla superficie del latte, da sempre indigesta per milioni di bambini. E poi "indicare la data di scadenza, che non può superare i tre giorni". Molte macchine erogatrici, ha sottolineato il sottosegretario, «spingono sul consumo immediato addirittura fornendo i bicchieri di plastica: questi vanno assolutamente eliminati».
Niente latte crudo nella ristorazione collettiva
L'ordinanza vieta inoltre la somministrazione di latte crudo in mense scolastiche e ospedali, e più in generale nella ristorazione collettiva. Interventi, ha specificato la Martini, «che servono a tutelare la salute pubblica, perché non possiamo farci prendere dal mito del 'ritorno alle origini” consumando latte crudo senza precauzioni. Parliamo di un mercato da 6 milioni di euro all'anno, il che vuol dire 6 milioni di litri di latte crudo venduto: e' importante che un giro d'affari così rilevante abbia questo tipo di tutele». Occhio, infine, alle categorie a rischio, dai bambini agli anziani: «I produttori dovranno escludere dalle operazioni di marketing queste categorie, perché questo prodotto può diventare un vero e proprio boomerang per i produttori stessi».
Cia, bene l'ordinanza ma alcuni aspetti sono ancora da chiarire
L'ordinanza del governo sui distributori di latte crudo va nella direzione giusta, anche se alcuni aspetti vanno chiariti, come quello che riguarda il divieto di somministrazione
nell'ambito della ristorazione collettiva. Bisogna, però, evitare qualsiasi criminalizzazione nei confronti degli allevatori che sono fortemente impegnati nella sicurezza alimentare e nella qualità. Lo afferma la Cia, Confederazione italiana agricoltori. La dicitura da installare nei distributori automatici che evidenzia l'esigenza di bollitura del prodotto, risponde alla necessità di dare un'informazione chiara ai consumatori. Cosa, peraltro, che era stata sollecitata dallo stesso mondo agricolo all'indomani dei casi di sindrome emolitico uremica. è importante che sia stato scongiurato il blocco di questi distributori che contengono un latte di grande qualità e selezionato dai nostri allevatori che hanno investito in maniera massiccia per garantire la sanità del bestiame. Ed è per questo che appaiono fuori luogo demonizzazioni che rischiano di provocare disorientamento tra i consumatori e avere conseguenze per il settore lattiero, che è già alle prese con molte difficoltà.
Fedagri, iniziativa a tutela della salute del consumatore
«Riteniamo assolutamente apprezzabile l'iniziativa del sottosegretario alla Salute Francesca Martini in materia di latte crudo che, se da una parte consente agli allevatori di continuare nella vendita diretta al consumatore, dall'altra permette di offrire a quest'ultimo maggiori garanzie di sicurezza». Il presidente di Fedagri-Confcooperative, Paolo Bruni, commenta cosi' l'ordinanza del ministero della Salute che prevede una serie di misure aggiuntive per la commercializzazione di latte crudo a seguito dei recenti casi di infezione verificatesi a causa dell'ingestione di prodotto non bollito.
«Siamo sempre stati favorevoli - continua Bruni - a qualsiasi forma di commercio che permetta di accorciare la filiera e consenta al produttore di ottenere maggior valore aggiunto dalle proprie produzioni, e la vendita di latte crudo dai distributori non fa eccezione. Ovviamente va però garantita, in prima analisi, la certezza di assoluta salubrità degli alimenti». «Sul latte alimentare - prosegue il presidente del settore Lattiero-caseario, Tommaso Mario Abrate - la cooperazione è leader di mercato. Grazie al nostro impegno e a quello dei soci allevatori, riusciamo ad offrire ai consumatori un prodotto di assoluto pregio quale il latte fresco pastorizzato, che resta il miglior compromesso esistente tra qualità e prezzo, poiché il procedimento di pastorizzazione "morbida" non ne altera le straordinarie virtù organolettiche e nutrizional».
Federconsumatori: latte crudo ora più sicuro
«Non vorremmo che la polemica sollevata attorno alla fruizione del latte distribuito "alla spina" costituisse un ostacolo alla sua vendita, che noi auspichiamo avvenga con una diffusione ancora maggiore - dichiara Rosario Trefiletti, presidente Federconsumatori. Infatti, tale servizio è utile per le tasche dei cittadini, facendo loro risparmiare sul prezzo ed inoltre fa bene all'ambiente, evitando milioni di contenitori. Naturalmente, lo diamo per scontato, vi deve essere la massima informazione su come si deve utilizzare il prodotto in piena sicurezza, attraverso note informative ed "avvertenze d'uso". Riconfermiamo, quindi, la positività del servizio e anzi stiamo lavorando per diffondere all'interno dello strumento Sms Consumatori gli indirizzi di approvvigionamento, naturalmente in maniera gratuita».
Coldiretti: ora occorre promuovere il consumo
Adesso che l'offerta del latte crudo in Italia è stata regolamentata a condizioni che sono addirittura le più restrittive in Europa, occorre impegnarsi concretamente per promuoverne il consumo a vantaggio delle imprese e dei consumatori che hanno l'opportunità di consumare l'unico latte sicuramente italiano, di giornata e non omogeneizzato, grazie agli oltre mille distributori presenti su tutto il territorio nazionale. E' quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che occorre sostenere una forma di vendita innovativa che sta riscuotendo un interesse crescente in molti Paesi europei dove ha raggiunto volumi di vendita consistenti. I cittadini italiani - sottolinea la Coldiretti - hanno la possibilità di gustare un prodotto unico, del territorio, risparmiando e riducendo la produzione quotidiana di rifiuti provocata dalle confezioni in cartone o in plastica. Il riciclo dei contenitori del latte crudo consente al nostro Paese di ridurre i rifiuti provocati dallo smaltimento ogni anno di 3 miliardi di confezioni di plastica o brik che contengono il latte di produzione industriale. Secondo i calcoli di Coldiretti esiste una enorme possibilità di crescita poiché attualmente la quantità di latte crudo distribuito direttamente ammonta a 550 mila quintali, grosso modo il 5% dell'ammontare di latte fresco pastorizzato consumato in Italia pari a 9,6 milioni di quintali, mentre il consumo di latte a lunga conservazione sale invece a 14,3 milioni di quintali.
Fonte: Agi
Tavolo Agricoltura su latte crudo. Ferrazzi: stop all'allarmismo
Vendita di latte crudo dai distributori automatici, novità introdotte per incentivare la filiera corta in Lombardia, stato di attuazione del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013. Sono questi alcuni degli argomenti trattati oggi nel corso del Tavolo Istituzionale, presieduto dall'assessore regionale all'Agricoltura, Luca Daniel Ferrazzi, al quale hanno partecipato gli assessori provinciali all'Agricoltura. «Regione Lombardia - ha spiegato Ferrazzi - intende continuare a prevedere tutte le modalità operative necessarie per lanciare un segnale di fiducia forte a favore della tenuta del suo sistema rurale. Un comparto che conta su oltre 200mila addetti e pesa per il 15% sul valore nazionale, aggiudicandosi il primato agricolo italiano. In merito alle notizie apparse nei giorni scorsi sui possibili rischi causati dal consumo di latte crudo acquistato da distributori automatici - ha aggiunto Ferrazzi - credo che la decisione di rendere obbligatoria l'indicazione sul consumo previa bollitura, come previsto dall'ordinanza firmata oggi dal sottosegretario Martini, sia una risposta di buon senso per mettere fine a una campagna all'insegna dell'allarmismo».
Ferrazzi ha ricordato che la vendita di latte crudo in Lombardia conta su oltre 400 distributori installati su un totale nazionale di circa 900, e rappresenta sicuramente un'opportunità interessante sia per le aziende sia per i consumatori. è stato ribadito come ormai da tempo la Lombardia applichi rigorosi controlli igienico - sanitari, che si basano su protocolli più rigidi di quelli previsti per garantire assoluta sicurezza e qualità ai consumatori.
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