Cremona città delle 3 T (turòon, Turàs e tetàs), città della musica e dei violini, città dei tetti rossi, città che da sempre si è prepotentemente imposta per la varietà delle sue specialità enogastronomiche. In testa un prodotto dal sapore intenso, unico e stimolante per i palati più raffinati: il Salame di Cremona Igp. Si tratta di un salume davvero particolare che, nel rispetto dell'antica ricetta della città di Stradivari, presenta al palato un gusto particolarmente dolce e morbido, oltre a emanare i profumi tipici della tradizione cremonese. Il Salame Cremona, che ha ottenuto nel novembre 2007 dall'Unione europea la tutela  comunitaria come Igp, vanta nobili e antiche origini. Negli archivi storici del Comune di Cremona se ne trova menzione già nel 1516 come uno dei graditi doni fatti avere al governatore della città in occasione della sua salita al potere. Ottima annata, quella del 2007, per la sua produzione che ha chiuso con un risultato ancora una volta straordinario registrando, con circa 217mila kg di insaccati, un aumento della produzione rispetto all'anno precedente del 19,3%. Ma il territorio cremonese non smette di stupire e annovera ben altri 6 prodotti d'eccellenza, rinosciuti e apprezzati in tutta Italia.
Si parte con gli unici e rari tortelli, realizzati con amaretti, cedro candito e uvetta sultanina avvolti con una pasta povera. Si passa poi dal bollito misto, da servire possibilmente con la tipica mostarda di Cremona (frutta candita immersa nello sciroppo di glucosio aromatizzato), dal formaggio a forma quadrata Salva Cremasco realizzato con latte intero, caglio, fermenti lattici, sale e salamoia. La tavola continua a ingolosire con i vari caprini e il Provolone Valpadana. La rassegna si conclude poi con due prodotti davvero golosi: torrone e miele. Soffermandosi sul miele, che è poi uno degli ingredienti base per la realizzazione dell'irresistibile torrone, occorre ricordare che il territorio di Cremona conta ben 2.777 alveari, a cui si aggiungono gli altri 3.407 dediti al nomadismo che arrivano da fuori provincia. Un patrimonio apistico che produce oltre 300 quintali di miele pregiato. Particolarmente difficile la situiazione del mercato apistico degli ultimi tempi: infatti, recenti stime indicano che sono almeno 200mila, su un totale nazionale di circa 1 milione e 100mila, gli alveari scomparsi quest'inverno, con una situazione particolarmente grave nel Nord e Centro Italia. Le stime provvisorie parlano anche di 3 milioni di euro di perdite per quanto riguarda il valore del miele che non verrà prodotto in Italia nel primo raccolto importante del 2008.
Una situazione che necessita assolutamente di un rilancio, non solo perché il patrimonio apistico è essenziale per la frutticoltura e la vegetazione, ma soprattutto per risollevare le aziende che stanno vivendo ora un momento di difficoltà. In particolare nel territorio di Cremona.

Greta Nicoletti


Prendono tutti per la gola i salumi firmati Diego Campari

Salame cremonese, cotechino, salamelle, salami da cuocere e altre specialità tipiche, sono le specialità della produzione di Diego Campari, titolare dell'omonima azienda agricola cremonese di Sesto ed Uniti. Sono 150 i suini allevati in azienda lungo un arco di tempo di 15 mesi e nutriti c on buone farine auto-prodotte e integratori alimentari a norma di legge. L'attività, avviata nel 1997, porta avanti la tradizione di famiglia nell'allevamento suinicolo.
Nel periodo invernale, da ottobre a marzo, l'azienda si dedica alla produzione di salumi. Nelle vicinanze dell'allevamento hanno sede la trattoria della moglie di Campari, dove si possono gustare i piatti tipici cremonesi, le specialità di carne e tutti i salumi artigianali, e lo spaccio collegato alla trattoria.
Fiore all'occhiello della produzione è il Cotechino vaniglia, così chiamato per la sua delicatezza e morbidezza, che va cotto 4 ore in acqua bollente e servito caldo insieme alla tradizionale mostarda di Cremona.
Per informazioni:
0372 70060
www.camparidiego.it
info@camparidiego.it

 

Strada del gusto, un festival di sapori
I colori, il tempo e i profumi autunnali sono la cornice ideale per la valorizzazione dei piatti della tradizione cremonese: le mostarde, i formaggi stagionati, le paste ripiene, le carni e i bolliti. La Strada del gusto cremonese propone per questa stagione golose iniziative a partire dalla presenza a 'il BonTà” (CremonaFiere, 8-11 novembre), dove verranno proposte degustazioni, la presentazione de 'Il libro delle frattaglie”, del volume 'La cucina della carne di maiale in Italia” e l'iniziativa 'Sinfonia gastronomica: musica, eros e cucina”. I cuochi della Strada creeranno originalissimi piatti partendo dalle radici della tradizione. Novembre continuerà con 'Il piacere della carne - Il Gran bollito cremonese in piazza”: il 30 novembre nel Cortile Federico II a Cremona, con la collaborazione del Gruppo macellai Ascom, sarà possibile degustare tutti i tagli del classico Gran bollito cremonese. Per tutti i turisti golosi c'è un'altra opportunità: i Weekend del gusto, soggiorni dedicati alla scoperta della provincia e delle sue eccellenze. Gli itinerari proposti sono: 'Dolce Cremona” dedicato alla città, 'Weekend con il Salva” dedicato a Crema e cremasco; 'Salumi e formaggi” e 'Weekend in cucina” con i segreti degli chef.

 

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