Molto più fuori casa, molto più pesce, pasta e cereali, meno carne e meno bevande alcoliche. Così è cambiata cosi la spesa degli italiani negli ultimi 25 anni. Secondo un'analisi condotta da Federalimentare, che proprio quest'anno festeggia il quarto di secolo, se la carne rimane la prima voce di spesa del paniere alimentare non si può non notarne la flessione in termini di percentuale: era del 33,6% nel 1983, è del 22,1% oggi, a tutto vantaggio del pesce il cui consumo e' praticamente raddoppiato in questi 25 anni (da 3,2 a 6,1%).

Si mangiano meno verdure (16,7% oggi, 18,6% nell'83), più pane, pasta e cereali (dal 10,7 al 18,8%). E aumentano anche gli zuccheri: marmellate, sciroppi, cioccolata e zucchero passano dal 4,3 al 6,6% Rimangono invece invariati latte, formaggi e uova (13,1%) mentre la variazione più significativa la fa segnare il rapporto tra bevande alcolcoliche (vino, birra, liquori) e analcoliche (acqua, succhi, bevande gassate): presenti maggiormente, le prime, nel frigorifero dell'83 (7,4% contro 5,1% oggi), nel 2008 hanno lasciato il passo alle seconde (5,6% quando 25 anni fa erano all'1,3%). Ma i tempi hanno mutato non solo i consumi: anche i luoghi del mangiare sono diversi. Se, infatti, nell'83 si mangiava fuori casa nel 16% dei casi, oggi lo si fa per il 32% delle volte. Anche se, quando il pasto è domestico, è sempre più spesso pronto: prodotti come sughi e piatti pronti, surgelati di carne e di pesce elaborati, sostitutivi del pane hanno fatto registrare, infatti, un aumento medio del 47% negli ultimi cinque anni.
Meglio hanno fatto soltanto l'etnico (+60%) e i prodotti per la salute (dietetici ed integratori) che sono cresciuti del 59%.

Fonte: Agi

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