Intervenuto immediatamente, con il massimo della tempestività, il sistema di controllo e analisi sulle frodi alimentari ha di fatto impedito qualsiasi contaminazione in Italia del latte e suoi derivati contaminato da melanina proveniente della Cina. Lo ha riferito portando gli ultimi dati di laboratorio, dodici campioni di latte tutti negativi, il sottosegretario alla Salute Francesca Martini, nel corso dell'audizione in Commissione Affari sociali della Camera durante la quale ha assicurato il suo "impegno personale" per la risoluzione del fenomeno del precariato presente da un decennio nella classe veterinaria, parte importante della rete di controlli e analisi, che, come ha detto il sottosegretario, «ci è invidiata in Europa». Si tratta di dare garanzie a circa 200 precari anche in considerazione del fatto che il sistema di controllo e analisi, come ha sottolineato il sottosegretario, sarà in piena attività per altri sei mesi. «Sono un prezioso segmento della nostra rete di controlli e di analisi - ha aggiunto la Martini - e di sicurezza: conosco e apprezzo la loro professionalità e pertanto il mio impegno ad individuare una soluzione è fuori discussione». Dunque, «per il nostro Paese - ha precisato il sottosegretario - rischi non ci sono: e le contromisure adottate all'ingresso di prodotti come latte e derivati dal latte (biscotti, dolci, gelati, integratori alimentari: la melamina accresce il valore proteico) sono state ritenute eccessive dalla Ue». Tracce di melamina, impiegata nell'industria della plastica per resine e colle, ma anche nei fertilizzanti, che ha causato disturbi in 53 mila bambini cinesi e la morte di quattro neonati, sono state trovate in una trentina di prodotti a base di latte in polvere nell'ambito di un'inchiesta nel corso della quale sono stati sequestrati 98 campioni e alcune centinaia di prodotti. «Il livello dei controlli resterà elevato - ha concluso la Martini - e non solo sul latte ma anche sui prodotti a base di latte, sia di origine animale che vegetale».

 In Piemonte, Forza Italia chiede più attenzione
Più controlli in Piemonte su alimenti "sospetti". A chiederli i consiglieri regionali di Forza Italia del Piemonte Ugo Cavallera e Francesco Toselli, che hanno presentato, in proposito, un'interpellanza. «Di fronte alla presenza di alimenti "sospetti" e potenzialmente nocivi in circolazione negli esercizi commerciali piemontesi - affermano i due esponenti azzurri - chiediamo che la Regione si attivi adottando nuove misure di sicurezza. Pur nel rispetto delle disposizioni vigenti a livello comunitario e nazionale riteniamo opportuno che la Giunta rafforzi i controlli locali, dando specifiche indicazioni in merito ai servizi competenti delle Asl, affinché la protezione della salute dei cittadini piemontesi e la qualità dei prodotti alimentari presenti negli esercizi commerciali siano garantite».
Per Cavallera e Toselli il problema essenziale è che sulle confezioni di alimentari importati in Italia viene specificato solo il luogo dove è inscatolato il prodotto ma non l'origine delle materie prime. «Si tratta di un sistema - proseguono i consiglieri - che non dà completa certezza sul rispetto degli standard di igiene e sicurezza, dato che la provenienza rimane indefinita. Sarebbe auspicabile che la Giunta sollecitasse la definizione anche a livello nazionale di una normativa che imponga l'indicazione in etichetta dell'origine degli ingredienti dei prodotti alimentari».

Sacconi, rafforzati i controlli sulle importazioni
«Gli uffici periferici del Ministero hanno già provveduto a rafforzare le misure di controllo su tutte le importazioni provenienti dalla Cina, ed è stato richiesto agli enti sanitari di intensificare attraverso le aziende sanitarie la vigilanza dei negozi etnici». Lo ha detto il ministro del Lavoro, Salute e politiche sociali, Maurizio Sacconi al "Question Time" rispondendo sul problema del pericolo di diffusione del latte in polvere e derivati del latte cinesi contaminati da melanina.«è stata fornita alle Regioni l'indicazione di sequestrare e distruggere tutto il latte e i prodotti a base di latte rinvenuti sul territorio - ha aggiunto Sacconi - in caso di reperimento sul territorio di prodotti che contengano più del 15% di latte o derivati è stato disposto l'obbligo del sequestro cautelativo, fino all'attivazione di uno speciale piano di campionamento, e, in caso di reperimento nella frontiera, il blocco ufficiale dei prodotti fino all'esito favorevole dei controlli analitici disposti. Devono essere estesi controlli al confine in tutti i paesi anche per gli alimenti di origine non animale, per garantire maggiore tutela sanitaria su tutti i prodotti che arrivano».

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