Mancano poco meno di 240 giorni all’apertura (1 maggio 2015) di Expo 2015. Riteniamo che la “macchina organizzativa” in tutte le sue articolazioni sia pienamente operativa e che poco o nulla abbia significato in termini di efficienza la cosiddetta pausa ferragostana. E poi, vuoi mettere, siamo in piena amministrazione trasparente. Sarà anche tutto trasparente, ma quanto poco trasparente, quanto opaca è la comunicazione, tra la stampa e l’ufficio stampa di Expo 2015.



I fatti: il 12 agosto, dalla Florida (i bit delle e-mail non conoscono frontiere ed affrancature e non si assoggettano al portalettere eventualmente in ferie perchè “è ferragosto”) parte una e-mail indirizzata all’ufficio stampa (ufficiostampa@expo2015.org). La e-mail faceva riferimento all’evento “-250 days to Expo 2015” che si sarebbe svolto dopo 9 giorni in Florida, alla presenza anche della stampa locale.

Nel testo si chiedevano informazioni chiare e precise atte a gestire al meglio l’evento, considerando le prevedibili domande che sarebbero state poste. Ebbene, nessuna risposta. E allora, “two is better than one”, il 14 agosto la stessa e-mail viene nuovamente inviata con la preghiera di una risposta tempestiva. Nessuna risposta. L’evento si tiene e riscuote grande successo. Ne scrivo ex-post.

Correttamente, a pezzo appena pubblicato il 25 agosto, invio una e-mail all’ufficio stampa con il pertinente link e con questa sola frase in accompagnamento: “Ancora incredulo ed amareggiato per il Vostro comportamento”. Ad oggi, 2 settembre, nessuna risposta. Fossimo al cospetto di un giallo con tanto di assassino da scoprire, ci lasceremmo guidare dall’illuminante interrogativo cui prodest.

Effettivamente, domandiamocelo, ma a chi giova un comportamento del genere? Non giova ad Expo 2015 che intanto pone le basi del buon andamento e del successo se trasmette solida, compatta, senza macchie scure, la sua virtuosa immagine di evento al servizio della comunità internazionale e pertanto di tutti, ma proprio tutti, i suoi stakeholders.

È corretto questo comportamento? Siamo agevolmente portati a ritenere che si sia in presenza di un comportamento palesemente scorretto che violenta deontologia ed etica professionale. Adesso usa così? Ovvero l’ufficio stampa stabilisce e decide che è diligente e collaborativo espletamento della propria funzione e del proprio ruolo disattendere richieste di informazioni provenienti da naturali interlocutori?

Forse, quanto atroce e meschino è il nostro dubbio, dovevamo giungere alla richiesta formulata e reiterata via e-mail, preceduti da una presentazione giusta, una sorta di referenza mai nociva della serie “mi manda… ” ed a seguire il nome giusto. Siamo permeati da un dolce, giammai insano, patriottismo e di questo sentimento siamo fieri ed orgogliosi.

Vorremmo arrecare il nostro contributo, infinitesimo che sia, affinchè Expo 2015 sia un grande successo ed arrechi beneficio al nostro Belpaese. Purtroppo, a fronte di certi comportamenti si tratta solo di constatare amaramente che professionalità e senso del dovere latitano. Peccato!